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 2014  marzo 28 Venerdì calendario

KIEV, LA DESTRA ASSEDIA IL PARLAMENTO


KIEV.
All’indomani della pubblicazione dell’intercettazione telefonica in cui diceva di voler uccidere Vladimir Putin, l’ex premier ucraina Yulia Tymoshenko ha formalizzato la sua intenzione di candidarsi alle elezioni presidenziali del 25 maggio. L’ex oppositrice del presidente Viktor Yanukovich, condannata a sette anni di carcere per abuso di potere, è tornata in libertà soltanto il 22 febbraio scorso con la caduta del precedente regime. Intanto, secondo il segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale di Kiev, Andreiy Parubiy, il contingente di truppe russe vicino al confine con l’Ucraina orientale è ormai arrivato a contare «quasi 100.000 soldati». Parubiy ha annunciato che i militari di Mosca sono schierati in direzione di Kharkhiv e Donetsk, “capoluoghi” delle regioni orientali a maggioranza russofona. Finora Nato e Pentagono avevano stimato a un massimo di 30.000 uomini gli effettivi schierati da Putin sul confine ucraino. Ma le autorità di Kiev devono occuparsi di un altro fronte, interno stavolta. Ieri sera, infatti, un migliaio di simpatizzanti della destra nazionalista ha circondato il parlamento chiedendo le dimissioni del ministro dell’Interno Arsen Avakov dopo l’uccisione, due giorni fa, di un leader del movimento paramilitare “Pravii Sektor”, Oleksandr Muzichko. Armati di bastoni e con il volto coperto da passamontagna, i manifestanti accusano Avakov di aver orchestrato la morte del loro leader, detto “Sachko il Bianco”. Muzichko era ricercato per aver ucciso una ventina di soldati russi in Cecenia mentre combatteva a fianco degli islamisti, e fu immortalato in un video in cui brandiva un kalashnikov nel consiglio comunale di Rivne, nell’Ucraina occidentale, e mentre picchiava a sangue il locale procuratore. ( pietro del re)