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 2014  febbraio 23 Domenica calendario

QUANDO DE GREGORIO PARLAVA DELLA PINOTTI


C’è un ex protagonista della politica nel settore della difesa che serba un ottimo ricordo del nuovo ministro Roberta Pinotti. È Sergio De Gregorio. L’ex parlamentare dell’Idv e poi Pdl si sentiva stimato dalla parlamentare del Pd ai tempi in cui erano entrambi presidenti della commissione difesa, l’uno al Senato e l’altra alla Camera nel 2006.
Anni d’oro quelli per De Gregorio, che ha lasciato la politica dopo il coinvolgimento nell’indagine sulla sua corruzione da parte di Silvio Berlusconi e Valter Lavitola nella quale ha patteggiato una condanna a un anno e 8 mesi nel giugno 2013. Quando viene interrogato dai pm napoletani Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli, il 28 dicembre del 2012, dopo aver spiegato come è stato comprato da Berlusconi e Lavitola con tre milioni, De Gregorio racconta la sua manovra di avvicinamento culminata con la candidatura nel 2008 a fianco del Cavaliere, dopo essere stato eletto nel 2006 nella lista di Antonio Di Pietro. L’allora senatore ricostruisce le reazioni politiche alla sua nomina a presidente della commissione difesa con i voti del centrodestra, il primo pesante scricchiolio della maggioranza che sosteneva il governo Prodi, destinata poi crollare nel 2007 e dice: “Roberta Pinotti, dichiarò alla stampa: meglio che sia stato eletto De Gregorio”.
De Gregorio non offre altri dettagli sul giornalista o la testata cui Roberta Pinotti avrebbe confidato la sua preferenza per l’ingombrante senatore eletto nell’Idv rispetto alla senatrice Lidia Menapace, eletta con Rifondazione Comunista e nota per la sua storia di giovanissima staffetta partigiana e autorevole esponente del movimento femminista italiano.
De Gregorio racconta che Menapace “il giorno della votazione in Commissione Difesa, nella quale sarebbe stata eletta presidente per diritti di anzianità, dichiara ai giornali che la divisa ha un valore eversivo e che le Frecce Tricolori avrebbero fatto bene a immaginare un percorso di dismissioni perché lei le avrebbe cancellate (…) e io dissi: adesso vedo quello che posso fare. Avendo fatto quel ragionamento con Berlusconi, quel percorso di avvicinamento possibile, chiamo il senatore Schifani che era capogruppo di Forza Italia al Senato, e gli dico: Renato, se mi votate io accetto i voti e mi prendo la responsabilità di farmi indicare presidente della Commissione Difesa in alternativa alla Menapace (…) il sette giugno, incredibilmente, arrivarono i tredici voti necessari per nominare De Gregorio alla commissione Difesa.
A quel punto aggiunge: “Devo dirvi, e questo ha un valore e un senso, perché resti agli atti, che la Presidente della commissione Difesa della Camera, Roberta Pinotti dichiarò alla stampa: meglio che sia stato eletto De Gregorio, nonostante il suo sia stato un blitz, perché avremmo dovuto combattere con la Menapace che ha un valore distorto della divisa e delle Forze Armate. Lo disse ai giornali”.