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 2014  febbraio 23 Domenica calendario

LE RAGIONI DI UN CALO E IL PUBBLICO ROSA


Fazio bis (8.609.000 spettatori medi per le prime quattro serate), battuto da Fazio I (11.640.000 spettatori medi), ma anche da Morandi I (11.335.000) e Morandi bis (10.549.000). Per trovare un risultato più basso dobbiamo risalire a Baudo 2008 (6.208.000).
Cosa è successo al Festival di Sanremo? L’analisi dettagliata della composizione del pubblico ci offre alcune risposte: ecco, in sintesi, tre ragioni del flop. Primo, è stato, come si è detto, il Festival della nostalgia: capace di richiamare e trattenere soprattutto le fasce di pubblico più anziane. Un Sanremo da pubblico di Rai1, insomma, e non un Festival pienamente «nazional-popolare»: il core target è rappresentato dagli ultra 65enni, con oltre il 46% di share (gli spettatori anziani hanno costituito più di un terzo del pubblico del programma). Gli spettatori più giovani sono fuggiti a gambe levate: se l’anno passato, il Fazio I conquistava il 42% di audience fra 15 e 24 anni, quest’anno il Fazio bis si è fermato al 34%, con un calo di oltre otto punti. Discorso analogo per altre fasce giovani-adulte.
Seconda ragione, è stato un Festival in rosa, forse troppo in rosa: Fazio & Littizzetto hanno saputo tenere alta l’attenzione delle spettatrici (44% di share) ma non degli spettatori (31%), la cui presenza è stata decisamente più bassa dello scorso anno (quando superava il 38% di share).
Terzo, è stato un Festival meno interclassista. Si sa che il «nazional-popolare» deve essere in grado di coinvolgere un po’ tutti, dall’insegnante alla casalinga. L’anno passato il miracolo era riuscito, con share vicini al 50% fra spettatori laureati ma anche con istruzione elementare. Quest’anno l’ascolto sui laureati è molto calato (42%), e sono mancate le «classi medie» (34% fra i diplomati, contro il 43% dello scorso anno). (a.g.)

In collaborazione con Massimo Scaglioni,
elaborazione Geca Italia su dati Auditel