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 2014  febbraio 23 Domenica calendario

VLADIMIR NON STARÀ A GUARDARE ATTENTI ALLE MOSSE A SORPRESA


[Richard Perle]

«L’opposizione sembra controllare la situazione, ma Putin non accetterà di perdere. L’America e l’Europa devono avvisarlo che non tollereranno interferenze russe negli affari interni ucraini. La crisi è dovuta anche alle loro divisioni e alla loro debolezza nei confronti del Cremlino».
Al telefono da Washington l’ex sottosegretario alla Difesa Richard Perle, che a metà degli anni Ottanta sotto i presidenti Reagan e Gorbaciov negoziò la riduzione degli armamenti atomici degli Usa e dell’Urss, si dice «estremamente allarmato» dagli eventi a Kiev: «Trovo inquietanti tanto l’invio ai negoziati dei giorni scorsi di un oscuro funzionario di Putin quanto il rapido ritiro della polizia ucraina ieri, non vorrei che fossero il preludio a una più massiccia azione di forza».
Come evitarla?
«L’America e l’Europa devono aiutare l’Ucraina a superare le sue gravi difficoltà economiche fornendole aiuti anche energetici, neutralizzando il ricatto russo. Che dichiarino ufficialmente che all’Ucraina è aperta non solo la strada dell’Ue ma anche quella della Nato».
Non pensa che Putin la prenderebbe come una provocazione?
«Siamo rimasti a guardare quando Putin le ha offerto 15 miliardi a Kiev e abbiamo chiuso gli occhi di fronte al suo disegno di ricostruire almeno in parte l’Impero sovietico. Putin è un ex guerriero della Guerra Fredda, non ci ama, fa i suoi interessi e cerca di metterci con le spalle al muro. Capisce principalmente il linguaggio della forza».
Un voto all’Europa?
«L’iter decisionale della Ue è troppo lento e complesso. Le sue misure, l’embargo ad esempio, lasciano il tempo che trovano. Ma la colpa è anche degli Usa. George W. Bush, non accolse l’Ucraina nella Nato quando avrebbe potuto e dovuto, ossia quando la Russia non avrebbe potuto farci nulla. E l’attuale presidente non ha abbastanza polso. Putin invece è capace di tutto».
Potrebbe invadere l’Ucraina?
«Ha altri mezzi a sua disposizione: armare Yanukovich, mandare forze speciali in Ucraina, gridare al golpe a Kiev e alla necessità di proteggere l’alleato o alla guerra civile e alla necessità di porvi fine, cosa che lo farebbe apparire il grande pacificatore, Putin ci ha sempre visto lasciargli l’iniziativa, e crede che noi europei e americani non reagiremmo se agisse di sorpresa. Le Olimpiadi di Sochi possono avergli fatto da freno, ma stanno finendo».
Teme una guerra civile?
«L’opposizione sospetta che il governo abbia preso tempo per attuare una più spietata repressione. L’Europa è a una delle svolte più importanti del dopo Guerra Fredda».
Si parla di due Ucraine …
«La divisione in due Stati mi sembra una possibilità remota. Ma è vero che nel Paese gli elettori schierati con Mosca e quelli schierati con Bruxelles più o meno si equivalgono. Due Ucraine però non sono nell’interesse della pace come non lo furono due Germanie».
Ennio Caretto