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 2014  gennaio 08 Mercoledì calendario

PERISCOPIO


Angelino Alfano dovrebbe decidersi a lasciare l’amante e tornare in famiglia. Daniela Santanchè, Fi, la Repubblica.

La gestione del Pd da parte di Matteo Renzi è un Rinascimento in salsa tonnata. Tomaso Montanari, scrittore. la Repubblica.

Evviva, un solo uomo al comando. Superman pensaci tu, scavalca le gerarchie e le èlite, rivolgiti direttamente al popolo e alle folle oceaniche che ti plaudono, scaccia i corrotti e abolisci i privilegi, decidi tu la Riforma e magari la Rivoluzione, sei tu la nostra Guida che in Germania si dice Füherer, tra gli ispanici Caudillo e in Italia si diceva Duce. Stavolta l’Uomo della Provvidenza è salutato con particolare fervore da progressisti, radicali, socialisti e libertari. Sto parlando di Papa Bergoglio e dell’entusiasmo che suscita in quel versante, soprattutto tra gli atei e gli anticlericali. Eugenio Scalfari, nel suo fervore papesco, dice che il Papa ha abolito addirittura il peccato. Presto dirà che il Papa ha abolito il divino per rendere la Chiesa più umana. Marcello Veneziani. il Giornale.

Quel che accadrà nei prossimo mesi è un film già visto nell’anno di Monti: B. passerà all’opposizione di un governo immobile (altro che stabile) che non fa nulla o, se fa qualcosa, è per imporre nuove tasse e sacrifici. Uno spot permanente per B., che è già in campagna elettorale contro il governo delle tasse e dell’euro. Così, quando finalmente si voterà, B. risorgerà un’altra volta grazie a quelli che pensavano di averlo ucciso. E la speranza di un centrodestra normale, anziché più vicina, sarà più lontana. Ringraziamo anticipatamente i grandi strateghi per questo bel regalo. Marco Travaglio. Il Fatto Quotidiano.

Il ritorno alla crescita in UK è stato reso possibile da una politica economica che gira le spalle ai grandi errori che ci hanno portato dalla grande recessione, più debiti, più spese e più debito. Se voi dubitate degli effetti disastrosi che rappresenterebbe il ritorno delle politiche economiche ispirate dai socialisti, guardate i paesi che stanno applicando questo approccio. In effetti, partendo da una terza recessione all’inizio del 2013, la congiuntura d’Oltremanica ha conosciuto una trasformazione alla Lazzaro, per riprendere un’affermazione di Kevin Daley, esperto di Goldman Sachs che si riferiva, con questa locuzione, a un episodio del Nuovo Testamento, la resurrezione di Lazzaro, appunto. David Cameron, premier inglese. Times.

Qualcuno pensa davvero che la sempre più avvizzita Fiat, che, sul mercato interno, è scesa a una quota di mercato (il 27%) che è pari alla metà rispetto ai bei tempi e che, in Europa, non arriva al 6%, possa, nella fusione, inglobare la casa americana, che dei 4,4 milioni di auto che il gruppo Fiat-Chrysler ha prodotto nel 2013, da sola ne fa oltre tre milioni? Enrico Cisnetto. il Foglio.

È comprensibile che Matteo Renzi possa (e debba) farci dimenticare il sigaro di Bersani, dell’uomo solo al comando che si aggrappava a un boccale di birra, e quell’odiosa scenografia da apparato, tempi contingentati, verbali, documenti, emendamenti, dipartimenti, un potere fatto di asprezze nascoste e distanze incolmabili. E dobbiamo pure riconoscergli che è necessario anche fuggire dal loden di Monti, dalla posa saccente della sobrietà dei tecnici bagnata dalla lacrime della Fornero. E ancora c’è l’incubo di Arcore con la regia del cuoco Michele sino al degrado del bunga bunga e al quadretto dei fidanzatini di Peynet con il cane Dudù tra le braccia. Francesco Merlo. la Repubblica.

Con tutti i problemi che ha l’Italia, la priorità è davvero questa delle unioni civili? Siamo sotto zero per la crescita economica, il debito pubblico è ai massimi storici, la disoccupazione è raddoppiata. Siamo tutti più poveri e Renzi considera prioritarie le unioni civili? Prioritaria, per noi, è la crisi, le riforme costituzionali, la legge elettorale. Che bisogno c’è di spaccare, adesso, l’opinione pubblica e il Parlamento? Renato Brunetta. la Repubblica.

All’inizio di ognuno dei tre anni passati, i responsabili della politica economica europea hanno fermamente assicurato al mondo che il peggio della crisi da debito era superato e che le economie dei 27 paesi dell’euro erano in decisa ripresa. Invece, alla fine di ognuno dei passati tre anni, l’Europa ha espresso una maggior disoccupazione, un più alto debito pubblico e un ambiente politico tormentato. Desmond Lachman. WSJ.

La lotta contro la cannabis costa molto cara, perché essa mobilita un gran numero di poliziotti. Legalizzandola, come adesso in Colorado, Usa, si permette di riallocare le risorse che, così, possono essere impiegate verso iniziative più importanti. E ciò, inoltre, consente di ridurre il debito pubblico attraverso le entrate derivanti dalla tassazione della cannabis. È però importante definire un prezzo di acquisto finale della cannabis sufficientemente basso per non scatenare un mercato nero troppo importante, ma sufficientemente elevato per non accrescerne il consumo. Pierre Kopp, economista dall’università Parigi-1. Le Monde.

Da bambino sono stato rapito. Essendo tenuto in ostaggio per diverso tempo, la seconda elementare me l’hanno fatta fare i banditi. Veniva una ragazza tutte le mattine a farmi scuola. Quando mi hanno rilasciato (con la promessa che, da grande, avrei pagato io il riscatto) sono tornato a scuola. Hanno visto che ero molto più preparato degli altri alunni. Per questo, dalla terza sono passato alla quinta elementare. Qui sono stato bocciato. Motivi? Mi ero innamorato e non capivo più niente. Questo è il ragionamento che oggi faccio quando conosco donne sui 30-40 anni, di solito nei locali da ballo. Dico anche che sono comunista. A otto donne su dieci fa piacere. Maurizio Milani. Il Foglio.

Molte persone hanno l’aria meno stupida di come esse sono. Oscar Wilde in Oscar a toujours raison, commedia di Xavier Darcos.

O come è bello sentirsi profondamente intelligente / per il sesso sdilinquirsi /per la donna restare indifferenti /rispondere a ogni inchiesta / avere sempre un’opinione / sottoscrivere una protesta / spiegare una situazione. Ennio Flaiano.

Se non ci fosse la povertà, i ricchi non si godrebbero la loro ricchezza. Roberto Gervaso. il Messaggero.