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 2013  dicembre 15 Domenica calendario

IL PRINCIPE LILLIO SFORZA RUSPOLI: «MERCOLEDÌ ANCH’IO SARÒ A PIAZZA DEL POPOLO»


Per mandare Mario Monti a «zappare la terra» e presentare Alternativa alla Partitocrazia, a marzo 2012, quasi due anni fa, convocò i giornalisti al primo piano dello sconfinato palazzo Ruspoli, residenza regale a 200 metri da piazza di Spagna. E oggi a quasi 87 anni suonati (li compie il 23 gennaio) il principe contadino Lillio Sforza Ruspoli, fondatore dei Centri di azione agraria negli anni ’50, antesignano dei Forconi freme per tornare in piazza come quando saliva sui trattori per dare manforte agli insorti di Reggio Calabria o marciava tra due ali folla sotto gli striscioni inneggianti al principe contadino sceso a Palermo insieme ai suoi agricoltori nel 1961.
Principe Sforza Ruspoli, ci sarà anche lei mercoledì a piazza del Popolo insieme ai Forconi, cittadini italiani e e movimento "9 dicembre"?
«Ci vado volentieri» risponde il principe Lillio, il nomignolo che gli aveva dato il fratello che non c’è più.
Per fare cosa?
«Se non si rompono le uova non si fa una buona frittata».
Getta benzina sul fuoco. Non lo sa che la presidente della Camera Boldrini non vuole?
«Credo che solo dalle macerie si costruiscano i palazzi di cristallo».
Allora auspica una rivoluzione?
«Pacifica ma senz’altro».
Berlusconi dice che questa rivolta è sintomo di una crisi vera e che ha ragioni profonde..
«Ma già esiste una rivoluzione in atto, perché il 40% che non va a votare è una forma di rivolta, di disgusto».
Il primo week end dei Forconi ha messo a segno anche il ruba-bandiera dalla sede di rappresentanza in Italia della commissione europea in via IV Nomembre. Di Stefano voleva sostituirla con il Tricolore ed è stato arrestato. Un gesto che ha fatto gridare «alla spirale pericolosa» il Pd...
«Io credo che i Forconi sono un elemento buono per riportare la democrazia in italia, perché io non la riconosco come tale.
Sono un respiro di grande libertà contro un regime opprimente. Il popolo italiano penso che sia molto più intelligente di quello che si pensa».
Non c’è democrazia oggi?
«Oggi la democrazia è solo apparente. Esiste un potere mondiale parallelo e spietato che gestisce a livello planetario l’informatica, i servizi finanziari, bancari e comunicativi, che utilizza ed è in possesso delle più recenti scoperte dell’elettronica e quindi dei satelliti e del digitale. Il potere nei singoli stati è detenuto da ottimi tencnocrati, mercenari di un potere quasi occulto».
Persone fidate..
«Chi non è complice non lo vogliono vicino, le persone valide, sono tantissime, ma sono emarginate».
Un po’ come è successo a lei nell’89?
«Presi 37.240 voti di preferenza, ero indipendente capolista del Movimento sociale, mai mi sono fatto tanti neimici tra i partiti come dopo quel successo elettorale».
Spieghi alle giovani generazione perché lei è il "papà" dei Forconi..
«Ho sempre avuto simpatia per tutti i movimenti rivoluzionari spontanei, che nascono dal popolo, dal basso. Come fu tanti anni or sono a Reggio Calabria, c’ero anch’io perché erano movimenti non inquadrati dai partiti, perché penso che occorre una rivoluzione pacifica per creare una Europa unita, che rappresnti tutti i popoli della cristianità, e non una Europa controllata da tecnocrati e banchieri».
I suoi centri di Azione agraria sono gli antesignani?
«Sin dagli anni ’55-’60 quando 5 milioni di agricoltori meridionali furono costretti a lasciare le loro terre le loro famiglie di tradizione patriarcale, i loro borghi e campanili, per andare come nuovi schiavi a lavorare nelle catene di montaggio del triangolo industriale Milano Genova Torino, io mi ribellai a quel tipo di sviluppo e creai i Centri di azione agraria, un movimento apartititico indipendente interclassista. Questo movimento voleva difendere la civiltà contadina, il mondo dei pescatori, degli artigiani, il turismo e i beni culturali, e lottava per difendere anche l’agroalimentare e la piccola e media impresa contro il gigantismo industriale».
E oggi?
«Ho sempre pensato che il male già denunciato da don Sturzo era la partitocrazia che trasforma la democrazia in una oligarchia, questo il punto».
È per questo che due anni fa ha fondato Alternativa alla partitocrazia?
«È il movimento di cui sono presidente onorario. Ci sono i centri di Azione Agraria fondati da me, forti in Puglia, il leader è Giovanni Visconti, i fratelli Fabrizio e Roberto Lastei con Militia Christi, i pensionati (Filippo De Iorio), i camionisti, i Forconi, gli artigiani- È la protesta di chi lavora e produce contro la casta. L’inizio di una grande battaglia per la democrazia, la libertà, il rispetto della Costituzione».
La sua utopia?
«Si chiama Santa Romana Chiesa in collabrozione con tutte le religionidel mondo una teocrazia universale».
Il motto?
«Meglio nobili che ignobili».