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 2013  dicembre 13 Venerdì calendario

DRONI IN VOLO A 150 METRI, «PATENTE» PER GUIDARLI


Agata e Francesco si sono sposati il 13 aprile. Nozze secondo tradizione, con aggiunta di drone: all’uscita della chiesa, nel video messo su YouTube, coppia e parenti tutti con il naso all’insù, e saluti all’enorme ragno con telecamera che li riprende come in un film di Matteo Garrone.
Con i droni si possono fare molte cose, anche rendere il filmino del matrimonio una specie di kolossal. Tecnicamente si chiamano Apr, Aeromobili a pilotaggio remoto, e c’entrano poco con gli aerei spediti in zone di guerra, tranne per il fatto che non hanno pilota. Jeff Bezos, quello di Amazon, ha pensato che in un prossimo futuro consegneranno i pacchi a domicilio, idea che allo stato attuale è poco meno che fantascienza. Nella realtà possono fare (e fanno) molto altro: monitorare una frana in movimento, volare su aree inquinate, tenere sotto controllo una zona archeologica, o realizzare un videoclip.
Chi può utilizzarli? In Italia, finora, tutti e nessuno. Ma da lunedì prossimo le cose cambieranno. L’Enac (l’Ente nazionale per l’aviazione civile) varerà il (primo) regolamento che apre la nuova stagione dei voli senza pilota. E darà regole chiare ai mezzi sotto i 150 chili e soprattutto sotto i 25, quelli che altrove (in Francia o Inghilterra) sono i più diffusi. Dopo bozze, confronti e anticipazioni si sa già abbastanza: per esempio che l’altezza massima consentita sarà di 150 metri e che il drone non va mai perso di vista. Servirà un’autorizzazione, una sorta di «brevetto», sia per l’apparecchio che per chi lo guida, probabilmente il sì a un’autocertificazione in caso di voli in aree isolate, qualcosa di più nelle zone urbane. In più, sarà istituito un registro nazionale per gli apparecchi che superano i 25 chili (per quelli che vanno oltre i 150 la competenza spetta all’Agenzia europea per la sicurezza aerea).
«Orami è chiaro a tutti che non sono dei robot volanti ma degli aeromobili» spiega Paolo Marras, presidente dell’Assorpas, l’associazione che riunisce le aziende che ruotano attorno ai piccoli velivoli controllati a distanza. Nata un anno fa, conta già 55 soci (e il mercato deve ancora aprirsi): dopo il via libera dell’Enac, passeranno sessanta giorni dalla pubblicazione perché il regolamento diventi operativo.
«Ci saranno più rischi? Qualcuno in più sì — riconosce Marras — ma potenzialmente se ne ridurranno degli altri. Si pensi solo alla ricognizione sulle linee elettriche ad alta tensione. Attualmente vengono fatte con gli elicotteri e gli incidenti purtroppo sono frequenti».
L’Enac stabilirà gli accorgimenti necessari per rendere più sicuri possibili i droni, anche in caso di avaria. E chiederà che gli operatori siano maggiorenni. In fondo guidare un «ragno» nel cielo, anche di pochi chili, può essere più pericoloso che sfrecciare con un’utilitaria.
Riccardo Bruno

rbruno@corriere.it