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 2013  giugno 24 Lunedì calendario

Anno X – Quattrocentoottantunesima settimanaDal 17 al 24 giugno 2013Vi avevano detto«In Brasile sarà la festadel sole, dell’allegria, del calcio»E vi avevano pure detto: il Brasile è ormai una nazione senza problemi, fa parte dei famosi Bric (Brasile-Russia-India-Cina), paesi che crescono al ritmo del 7-8% l’anno, mica come noi che ogni anno abbiamo il Pil più basso dell’anno precedente

Anno X – Quattrocentoottantunesima settimana
Dal 17 al 24 giugno 2013

Vi avevano detto

«In Brasile sarà la festa
del sole, dell’allegria, del calcio»

E vi avevano pure detto: il Brasile è ormai una nazione senza problemi, fa parte dei famosi Bric (Brasile-Russia-India-Cina), paesi che crescono al ritmo del 7-8% l’anno, mica come noi che ogni anno abbiamo il Pil più basso dell’anno precedente. Ebbene vi avevano detto questo e invece volevano dire: il Brasile cresce tanto adesso perché era troppo povero prima e quella società è ancora talmente ingiusta (corruzione dei politici, trasporti pubblici da schifo, stipendi da fame, scuole e ospedali a pezzi, prepotenze della malavita) che è bastato aumentare il biglietto dell’autobus di 20 centesimi per ritrovarsi con un milione di gente per strada e le folle a gridare: siamo stufi del calcio, dateci giustizia. Abolire l’aumento non è servito a niente. Le apparizioni della signora presidentessa Dilma Rousseff, che da ragazzina ha fatto pure la lotta armata, non hanno incantato nessuno. La polizia ha risposto alle manifestazioni con lacrimogeni, spray urticanti, pallottole di gomma. E l’anno prossimo, qui, dovrebbero svolgersi i campionati mondiali. Adesso, mentre è in corso la prova generale della Confederation Cup, persino un match tranquillo come Spagna-Nigeria (domenica scorsa a Fortaleza: 3-0) è stato accompagnato dall’occupazione della Garofano Avenue. Per inciso: al torneo partecipa anche l’Italia. I nostri prendono un sacco di gol, stanno giocando male, ma Prandelli è simpatico e i nostri giornali ci fanno poco caso. Giovedì 27 giugno ce la vediamo con la Spagna in semifinale.

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Vi avevano detto

«Chi meglio di lei al governo?
È bella, è forte ed è pure tedesca»

E invece volevano dire: se si è messa a fare politica, con tutte le sue medaglie, qualcosa vorrà dire. Stiamo parlando di Josefa Idem, la ministra nata in Germania e con un bell’accento del suo paese messa a capo dello Sport, delle Pari opportunità e dei Giovani, beccata adesso in un trucchetto di poco conto finanziario, ma di grande impatto politico (specie di questi tempi): per schivare l’Ici, ha dichiarato al fisco di essere residente nella sua palestra. Nonostante le otto olimpiadi (record assoluto) e le cinquanta medaglie conquistate nella sua fenomenale carriera di canoista, alla storia ha reagito male: incolpando il commercialista, non rispondendo ai cronisti, ostinandosi nel non dare le dimissioni. In Germania, purtroppo per lei, non fanno così.

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Vi avevano detto

«In Italia si evade facile
il Fisco non controlla niente»

Volevano dire: fino a che non gli è stato permesso di ficcare il naso nei nostri conti correnti. Cosa resa possibile dal governo Monti ed effettivamente in corso da lunedì 24 giugno: tutti gli operatori (banche, Poste, società di intermediazione mobiliare, società di gestione del risparmio, assicurazioni ecc.) devono far conoscere al cervellone detto Serpico i nostri movimenti, non solo i versamenti in banca, ma anche, per esempio, la lista delle case intestate, le auto, i terreni, gli aerei, le barche, le polizze assicurative, se ci siamo iscritti a una palestra o se seguiamo un corso di cucina o se mandiamo i figli in una scuola di lusso. Se quello che facciamo non è coerente con il nostro reddito, saremo chiamati a dare spiegazioni.

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Vi avevano detto

«Grillo ha spaventato i politici,
di scandali non ne scoppieranno più»

Volevano dire: sotto sotto quelli sperano sempre di non essere scoperti. Così la magistratura indaga su un giro di squillo piuttosto affollato che ha luogo da molto tempo a Firenze intorno all’hotel Mediterraneo, quattro stelle sul Lungarno del Tempio. Intrecci coi politici ce ne sono: un assessore s’è dimesso (dice per motivi di salute), una donna delle pulizie, spalancata la porta della Sala delle Conferenze di Palazzo Vecchio (sede del Comune), s’è trovata di fronte la bella Adriana, rumena, in intimità con un signore di cui non sappiamo il nome. Ad Adriana è stata anche assegnata una casa pagata dal Comune. A Palermo, stessa musica: 17 persone sono state arrestate, e tra queste due ex assessori, perché accusate di aver adoperato i soldi dell’Europa destinati ai disoccupati per finanziarsi viaggi all’estero e serate allegre.