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 2013  aprile 18 Giovedì calendario

DIFETTO

«Mai toccato una sigaretta in vita mia. Ho pochi vizi, sono abbastanza tranquillo. Arrossisco ancora. Ma non in campo, sarebbe un difetto» (Riccardo Montolivo).

GEOGRAFIA «La geografia del calcio sta cambiando. I nuovi centri sono in Russia, Turchia, Germania e le cose cambiano anche qui in Francia, dove c’è una tradizione di calcio “sociale” che mira al livellamento più che al picco verso il successo. Anche per questo gente come Giroud, Hazard vanno via. Oggi ci sono segnali di inversione grazie all’Europeo 2016 che porta nuovi stadi, al Monaco che investirà sul mercato e al Psg che può alzare il livello tecnico delle avversarie. La gente lo sta capendo, meno i media» (Leonardo).

TUNNEL «Il basket in Italia si sta lentamente avviando verso la fine. Sono sempre di più i club in difficoltà, i giocatori non pagati. Con la crisi non si investe nel basket. E non vedo la luce alla fine del tunnel» (Alessandro Gentile dell’Armani Milano, figlio dell’ex campione Nando e uno dei migliori talenti del campionato italiano).

ORDINI «Noi tutti vogliamo vedere lotta tra i nostri piloti. Nessun uomo di sport ama gli ordini di squadra. Ma ci sono alcune rare circostanze in cui va presa la decisione migliore per il team» (Ross Brawn, direttore tecnico della Mercedes).

ORO «Di corridori come Sagan ne nasce uno ogni cinquant’anni. È cresciuto in Italia, ma purtroppo è nato in Slovacchia. Altrimenti avremmo tutti vissuto una nuova età dell’oro» (Diego Ulissi, 23 anni, uno dei ciclisti italiani più promettenti).

FASTIDIO «Quando Federer è in squadra è ovvio che abbiamo più possibilità di vincere. Personalmente mi dà molto fastidio che lui non giochi con noi in Coppa Davis, ma non possiamo farci niente. È sempre stato molto chiaro su quali siano le sue priorità» (il tennista svizzero Marco Chiudinelli).

PALLINA «Non gioco più, mi annoio. Quando sto fuori dal campo capisco tutto, quando sto dentro la pallina non mi dà più retta, mi va sempre un metro fuori. Basta, peggio per la pallina, non le voglio dare soddisfazione» (Nicola Pietrangeli).

ULTIMA «C’è sempre qualcuno che vuole avere l’ultima parola. Io resisto consapevole che tutto quello che si costruisce su di me non rispecchia me stessa» (Federica Pellegrini).