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 2013  aprile 21 Domenica calendario

PERCORSI RIBELLI, DA OLIMPIA A CONTESSA LARA

In quanti modi una donna può ribellarsi alle convenzioni e trovare una strada diversa da quella imposta dal periodo storico in cui si trova a vivere? Lo racconta la mostra «Percorsi femminili a Roma (secoli XVI-XX)», curata da Simonetta Ceglie e Manola Ida Venzo, organizzata dall’Archivio di Stato e aperta fino al 30 aprile presso la Sala Alessandrina del Palazzo della Sapienza (corso Rinascimento 40, tel. 06.68190832). Vi sono esposti alcuni documenti originali ritrovati nell’Archivio, che spaziano dall’inventario dei beni di Olimpia Maidalchini, potente cognata di papa Innocenzo X e invisa ai romani che la soprannominarono la Pimpaccia, a quello di Cristina di Svezia, la regina che abdicò per vivere liberamente a Roma tra artisti e letterati dopo essersi convertita al cattolicesimo.Una parte della rassegna è dedicata al mondo sommerso dei monasteri femminili, un’altra alle donne protagoniste del Risorgimento. Si può vedere il manoscritto con le Memorie di Anna Vittoria Dolara, che alla fine del Settecento scelse il convento come unica strada per poter approfondire i suoi studi e divenne poetessa e pittrice degna di essere eletta «pastorella d’Arcadia». O il libro di Enrichetta Caracciolo dei principi di Forino, intitolato «I misteri del chiostro napoletano» e stampato a Firenze nel 1864, dove la nobildonna ripercorre la sua vicenda: costretta dalla madre a entrare in convento a diciannove anni, cerca più volte di scappare dalla clausura, ma ci riesce soltanto nel 1860, dopo l’arrivo a Napoli di Garibaldi. L’opera fu un best seller, apprezzata da Manzoni, tradotta in tutta Europa e considerata da Settembrini importante quanto un avvenimento politico. Un altro manoscritto toccante, che verrebbe voglia di leggere tutto d’un fiato, è il diario scritto a metà del Settecento da Anna del Monte, un’ebrea romana rapita e rinchiusa a forza nella Casa dei catecumeni per essere indotta a convertirsi. Anna ha lasciato un resoconto della sua esperienza drammatica e della sua tenace difesa della propria identità ebraica con argomenti capaci di controbattere anche sul piano dottrinale le tesi dei prelati cattolici. La vicenda, che si conclude con la liberazione, apre una riflessione ancora attuale sui rapporti tra ebrei e cristiani e sulla tolleranza reciproca. Molto si sa degli amori di Vittorio Emanuele II, ma poco di Anna de Cadilhac, moglie del generale Bartolomeo Galletti, la quale con il re ebbe una relazione breve e intensa quando si rifugiò a Torino dopo la caduta della Repubblica romana del 1849, dove si era distinta nell’assistenza ai combattenti feriti. Da questa relazione nacque una figlia. Lo rivelò lei stessa negli ultimi anni della vita, nel «Memoriale segreto», qui esposto. Si arriva infine alle soglie del Novecento con le lettere della Contessa Lara (pseudonimo di Evelina Cattermole), la cui vita fu segnata da eventi tragici e di grande scandalo all’epoca: la morte dell’amante ucciso in duello dal marito, le molte relazioni sentimentali e infine il suo assassinio. Le lettere qui esposte furono inviate dalla Liguria al suo ultimo compagno, che poco dopo, al suo rientro a Roma, l’avrebbe uccisa con un colpo di pistola. Era bellissima e delicata, scrisse romanzi e versi romantici, collaborò con le maggiori testate di giornali e periodici.
Lauretta Colonnelli