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 2013  aprile 04 Giovedì calendario

PERISCOPIO


Dal pre-incarico al post-leader. Jena. La Stampa.

Sono finito prima nel processo Chiari, poi in quello Tortora. possibile che non ne meritassi uno tutto per me? Franco Califano. Agenzie.

Un pastore deve stare fra le pecore e portarne addosso l’odore. Papa Francesco. Agenzie.

Oggi un cittadino italiano vota a cinque livelli: Europa, Italia, regione, provincia, comune. E’ come dire che ognuno di noi è governato da ben cinque tipi di rappresentanti, che diventano addirittura sei se abita in una grande città, dove la fantasia del nostro ceto politico ha ritenuto di aggiungere un ulteriore livello, quello delle circoscrizioni. Luca Ricolfi. Panorama.

Non è un mistero che Napolitano si sia messo in testa di essere il capo della magistratura mentre è soltanto il capo dell’organo di autogoverno che dovrebbe difendere i magistrati dalle pressioni esterne. Non esercitarle. Marco Travaglio. Il Fatto quotidiano.

Se ripenso dalla mia giovinezza nella Puglia degli anni Cinquanta, mi sembra si essere vissuto un secolo addietro. Non c’era la tv; anche quando nacque la Rai Tv, nessuno a Molfetta aveva il televisore, per vedere «Lascia o raddoppia» si andava al cinema. Ma era un paese laborioso, in senso latino: «labor». Vigoroso, forte, disponibile alla fatica,al sacrificio, pieno di speranza. Riccardo Muti. Corriere della Sera.

Bologna non è una capitale e neppure una città di prima fascia. La storia d’Italia si fa altrove. Vittorio Franceschi, attore. Corsera.

Segui le navi. Inserisciti nelle rotte che percorrono le imbarcazioni vecchie e tristi. Non ti fermare. Evita qualsiasi rada. Rifiuta ogni riva. Alvaro Mutis, poeta peruviano.

Nel mio mestiere l’ispirazione conta per il 10 per cento e la traspirazione per il 90 per cento. Sono alla mia scrivania alle 7 di ogni mattina, sei giorni su sette. Pausa alle 8 per una prima colazione con i giornali. Poi ritorno al computer fino alle 17. Una coppa di champagne alle 18, se la giornata è andata bene. Ken Follett. Le Monde.

La prima volta ci si sposa per amore, la seconda per denaro, la terza per compagnia. Jacqueline Kennedy. Io Donna.

Lavoro il mattino, leggo il pomeriggio e la sera passeggio. Jouan Goytisolo. Abc.

ASSILLO - scuola materna sarda. Dizionario satirico

A TAVOLA SI INVECCHIA - Mi colpiscono / di una donna / le stesse parti del pollo: / coscia, petto, collo. Marcello Marchesi, «Essere o benessere?». Rizzoli.

«Gianni Brera era un tipo strano» dice uno di San Zenone al Po il cui padre era amico di infanzia dello scrittore. Ma in che senso strano? «E, beh, lui aveva un’altra istruzione rispetto ai suoi amici e ti sorprendeva con le sue frasi dotte. Oh, non è che noi qua siam tutti ingoranti! Anzi, questo, nella Bassa, è chiamato, da sempre, il “paes di duturon” il paese dei dottori, per l’alto numero dei laureati». Giorgio Lambri. Libertà.

Il suo meteorismo si esprime con un sound personalizzato, inconfondibile. Giuseppe Carella.

Io se fossi Dio, / naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente, / nei regno dei cieli non vorrei ministri / e gente di partito tra le balle, / perchè la politica è schifosa / e fa male alla pelle. Una canzone di Giorgio Gaber.

«Tutti dobbiamo morire» disse una domenica dal pulpito don Giovanni a Lavis, e, dopo una pausa, gli scappò: «E forse anch’io...». Rolly Marchi: «Ride la luna». Mursia.

Fossi tu casto come il ghiaccio e puro come la neve, tu non sfuggiresti alla calunnia. William Shakespeare.