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 2013  aprile 04 Giovedì calendario

Delfini per Sette - Matilde, la delfina che si può ammirare in primavera al largo delle spiagge della Versilia: riconoscibile per una macchia bianca a forma di “@” sulla pinna, ha una trentina di anni e da 14 è capobranco di 140 tursiopi

Delfini per Sette - Matilde, la delfina che si può ammirare in primavera al largo delle spiagge della Versilia: riconoscibile per una macchia bianca a forma di “@” sulla pinna, ha una trentina di anni e da 14 è capobranco di 140 tursiopi. Li guida nei loro spostamenti e, per farli divertire, a volte li spinge vicino alle barche, ma lei non si avvicina mai agli umani. Poi, quando decide che il tempo del gioco è finito, richiama gli amici e si ritira. (Gasperetti, Corriere della Sera 23/3) Delfino: mammifero dell’ordine degli Odontoceti. Ne esistono quasi 40 specie, variano in dimensione da 1,2 metri e 40 chili a 9.5 metri e 6 tonnellate (orca). Sono predatori. (Wikipedia) Il nome delfino dal greco delphís, forse derivato da delphýs, “utero”, in quanto partorisce i suoi piccoli. Nella mitologia greca il delfino è animale caro ad Apollo. Amico dell’uomo, amante dei bambini, sensibile alla musica, compagno dei marinai ai quali preannunciava acque calme e rotte sicure, aiutante dei pescatori. La sua cattura era sacrilegio. Plinio il Vecchio narra la storia di un bambino che, andando ogni giorno a scuola nei dintorni del Lago di Lucrino, sulla costa dei Campi Flegrei, aveva fatto amicizia con un delfino che lì viveva: ogni giorno gli portava del cibo, poi gli saliva in groppa per esser traghettato sulla sponda opposta. Quando, qualche tempo dopo, il bambino morì, il delfino continuò ad attenderlo invano finché non si spense per il dolore. I pescatori, racconta Plinio, chiamavano “Simone” i delfini, dal greco “simòs”, “camuso”, per via del caratteristico muso dell’animale. I delfini aiutavano i pescatori spingendo verso le reti branchi di pesci (in cambio ottenevano parte della preda). Il mito della costellazione del Delfino è legato a Poseidone, dio del mare. Questi voleva sposare Anfitrite, una Nereide, che però gli resisteva: solo un delfino riuscì a vincere la riluttanza della giovane al matrimonio col dio, che, in segno di riconoscenza, gli dedicò una costellazione. Secondo altre tradizioni, il poeta Arione (VII secolo a.C.), assalito dai ladri mentre navigava di ritorno dalla Sicilia, attirò un branco di delfini suonando una musica dolcissima sulla lira, poi, aggrappato a uno di essi, tornò in Grecia e fece arrestare gli aggressori. Apollo, dio delle arti, fu grato al delfino e lo trasformò in costellazione. (Rita Sala, Il Messaggero del 22/7/2001) Per decenni Unione Sovietica e Stati Uniti hanno addestrato delfini a missioni di guerra. Tre compiti: ricercare mine, rivelare gli intrusi (cioè i sottomarini) e addirittura, secondo alcuni, eliminare subacquei nemici con iniezioni letali di CO2. L’addestramento di delfini è stato abbandonato perché troppo costoso, ma anche perché sono troppo intelligenti e quindi molto sensibili agli stimoli dell’ambiente. In pratica sono poco affidabili per operazioni militari. (Fabrizio Ardito, Macchina del Tempo, maggio 2003) Moria di delfini (del tipo Stenella coeruleoalba) nel Tirreno: dall’inizio dell’anno alla prima settimana di marzo ne sono stati trovati 77 sulle spiagge. Gli studiosi sospettano morbillo o un’infezione di Photobacterium damselae. (Giuseppe Notarbartolo di Sciara, ilfattoquotidiano.it 11/3) Il delfino dorme con mezzo cervello per volta: mentre una metà riposa, l’altra resta vigile. (Fiammetta Cucurnia, Il Venerdì di Repubblica del 27/7/2001) Dall’elettroencefalogramma emerge che i delfini non sognano. (Piero Angela, I misteri del sonno, Mondadori) I delfini sono gli unici, tra i mammiferi non umani, in grado di attribuirsi un nome proprio. Nel gruppo sociale i membri si riconoscono su base vocale: a ogni individuo corrisponde uno speciale vocalizzo, un suono che nella loro mente intelligente è un vero nome. (Danilo Mainardi 25/2) Il giovane delfino beluga maschio che, catturato nel 1977 al largo delle coste canadesi, fu chiamato Noc e ospitato al Marine mammal foundation di San Diego. Qui nel 1984, forse deprivato socialmente e desideroso di interagire in qualche modo con gli esseri umani, si mise a imitare il loro chiacchiericcio senza che nessuno glielo imponesse o insegnasse. In natura le belughe sono ciarliere e vengono definite i canarini del mare, ma i loro vocalizzi sono diversi dal parlato umano, prodotti con il tratto nasale e non con la laringe. Dunque provare a parlare costò a Noc un grandissimo sforzo, indizio certo della sua motivazione a produrre suoni umani. (Danilo Mainardi, Corriere della Sera 24/10/2012) Il delfino è l’unico animale, oltre all’uomo, ad avere nel mesencefalo la “sostanza nera”, indice di un alto sviluppo intellettivo. Se catturato prova angoscia. Per un dolore affettivo, come nel caso di madri separate dai piccoli, arriva al suicidio, smettendo volontariamente di respirare. (Corriere della Sera 25/7/98) Dopo l’accoppiamento la femmina di delfino fa ginnastica prenatale. La gestazione dura un anno. (Corriere della Sera 25/7/98) I delfini si rendono conto di non sapere qualcosa. In un esperimento alcuni studiosi ricompensavano gli animali solo se rispondevano correttamente, ma gli era lasciata la possibilità di non completare il test per pensarci su. L’opzione “non so” è stata scelta spesso da un delfino. Per i ricercatori, il loro comportamento di fronte ai dubbi è simile a quello degli umani in situazioni analoghe. (Isabella Vergara, Macchina del Tempo, marzo 2004) Per ridurre l’attrito con l’acqua, la pelle del delfino si rinnova ogni due ore. Il delfino emette con la testa dei suoni ad alta frequenza (chiamati click) che si diffondono nell’acqua e poi gli ritornano sotto forma di eco. Così riesce a orientarsi e a localizzare oggetti e corpi nell’acqua (così può, per esempio, individuare una monetina fino a 80 metri e un banco di piccoli pesci a oltre 100 metri). La lingua parlata dalla popolazione degli xhosa, in Sudafrica, assomiglia al linguaggio dei delfini. Nel dialetto delle persone che appartengono a questa etnìa (tra cui Nelson Mandela) si usano schiocchi, fischi e click simili a quelli utilizzati dai delfini per comunicare tra loro. Ad accorgersene per caso è stata la fotografa ed etologa Silvia Amodio, che ha registrato le conversazioni degli xhosa e le ha consegnate al Cnr di Ancona, dove Massimo Azzali sta facendo studi approfonditi sulle capacità linguistiche dei delfini. (Anna Tagliacarne, Libero 15/12/2005). I delfini, unici animali insieme agli elefanti e agli uomini che sanno riconoscere la propria immagine allo specchio. (Corriere della Sera 13/11/2007) Prima di mangiare le seppie, i delfini le puliscono trascinandole sulla sabbia (così fanno saltare via l’osso) e colpendole ripetutamente (per spremere tutto l’inchiostro). (Repubblica.it 2/1/2009) In natura un delfino vive 45 anni. La metà di quelli catturati per finire negli spettacoli muore entro due anni, quelli che resistono non superano comunque i cinque. (Margherita D’Amico, Corriere della Sera 27/7/2009) I delfini selvatici spesso si lasciano andare a «comportamenti sessuali mal indirizzati» nei confronti di boe, barche ed esseri umani. Un maschio medio di tursiope pesa 250 chili e ha un pene muscolare di 30 centimetri che culmina in un uncino prensile. I delfini spesso s’accoppiano tra maschi. L’Inia, delfino di fiume amazzonico si diverte a infilare il pene nello sfiatatoio (in pratica, il naso) di suoi simili. (Monica Mazzotto, Tuttoscienze 4/11/2009) Gli scontri tra branchi di delfini che si trasformano in orge. (Cristina Nadotti, la Repubblica 10/11/2011) Giovani tursiopi maschi a volte seguono in branco una femmina anche per giorni finché non cede alle loro voglie. (Marinella Meroni, Libero 2/11/2009) Filippo Magnini provò a sfidare il delfino Lea nella piscina del parco acquatico di Torvaianica. Nello stesso tempo l’animale ha percorso una distanza quasi doppia rispetto all’uomo. (Corriere della Sera 8/9/2011) S’è scoperto che cinque delfini dell’acquarium Planète Sauvage di Port-Saint-Pere, in Francia, di notte mentre dormono emettono i versi delle balene. Il mistero è che però non li hanno mai sentiti, perché nati in cattività. I ricercatori si sono così accorti che i delfini riproducono il disco che fa da colonna sonora dei loro show, in cui si ascolta il grido di richiamo della megattera. (Maurizio Molinari, La Stampa 31/1/2013). Il nuovo padiglione dei delfini all’Acquario di Genova, progettato da Renzo Piano, visitabile da aprile. Ha vasche senza angoli e con perimetro sinuoso, e acqua perfetta, analizzata e depurata senza sostanze chimiche, proveniente dal mare aperto, tre chilometri più al largo, dove c’è l’habitat naturale di questi animali. (Pieracci, Sta 19/1/2013).