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 2013  marzo 22 Venerdì calendario

LA DENUNCIA DELLA BALLERINA: «QUELLE ESCORT DEL BOLSHOI» —

La faida in corso al Bolshoi sembra infinita e mentre sullo sfondo si delineano contrasti legati ai quattrini della ristrutturazione milionaria, emerge una nuova accusa: le ballerine del teatro venivano costrette ad andare a letto con facoltosi oligarchi. A tirar fuori questa sordida storia è stata Anastasia Volochkova che nel 2003 perse il posto di prima ballerina perché diventata troppo pesante. Ha raccontato alla televisione Ntv che ha mandato in onda un documentario pieno di accuse sulla gestione del Bolshoi: «Accadeva con le ragazze del corpo di ballo ma anche con le soliste. Io quando ballavo lì ho ricevuto diverse proposte. Chiamava un amministratore il quale diceva che la ragazza sarebbe andata a una cena elegante che poi si sarebbe conclusa a letto». E se una rifiutava? «La risposta era che ci sarebbero stati problemi con il Bolshoi». Quindi niente più parti importanti e niente tournée all’estero, uno dei sistemi per guadagnare soldi extra.
La trasmissione di denuncia, che secondo alcuni mirerebbe a far silurare l’attuale direttore generale del Bolshoi Anatolij Iksanov, giunge dopo l’arresto e la confessione di un ballerino che aveva ingaggiato un sicario per colpire il direttore artistico Sergej Filin.
I sodali del ballerino sotto accusa, Pavel Dmitrichenko, sono al contrattacco, guidati dal potente Nikolai Tsiskaridze che avrebbe legami molto forti con personalità del Cremlino.
Il ballerino che ha ingaggiato il sicario (lui giura che non aveva chiesto di attaccare Filin con l’acido in faccia, ma solo di dargli una «ripassata», per mille euro) viene appoggiato da decine di colleghi che hanno scritto una lettera in suo favore e lo hanno eletto loro rappresentante sindacale. Il suo protettore Tsiskaridze è andato in tv assieme alla ballerina licenziata per concentrare il tiro sul direttore Iksanov (che si è rifiutato di commentare le accuse «ignobili» avanzate nei suoi confronti).
Dunque, come abbiamo visto, ballerine usate come prostitute; ma anche, secondo Tsiskaridze, una ristrutturazione costata quasi un miliardo di euro dietro alla quale ci sarebbero fenomeni di corruzione e di pessima gestione.
Quattrini che sarebbero finiti chissà dove e, soprattutto, danni irreparabili al Bolshoi, cioè il «Grande Teatro» costruito nel 1825.
Tsiskaridze, che non nasconde di voler prendere il posto del direttore generale, ha affermato che durante i lavori sono stati distrutti interni storici del teatro. Poi sarebbero stati rimpiazzati da repliche di pessima qualità che cadrebbero già a pezzi.
Il tutto con costi stratosferici che potrebbero nascondere enormi tangenti. Volochkova ha anche raccontato che lei stessa aveva ottenuto all’inizio del Duemila la protezione di un oligarca miliardario e che quando decise di lasciarlo, nel 2003, venne licenziata. Dunque, afferma, non perse il posto perché i colleghi maschi non ce la facevano più a sollevarla.
Fabrizio Dragosei