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 2013  marzo 21 Giovedì calendario

COSA VUOLE GRILLO

Cosa vuole Beppe Grillo, che ieri ha rivendicato per il Movimento Cinque Stelle la poltrona di premier? Oltre a reclamare misure anti Casta, tipo la riduzione degli emolumenti dei parlamentari e l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, che intenzioni ha a proposito del futuro di questo Paese? Per ora la domanda è senza risposta in quanto il leader del M5S rifiuta ogni quesito che gli venga sottoposto dai giornalisti. Rigetto condiviso pure dai due capigruppo grillini, i quali trattano i colleghi di carta stampata e tv come fossero appestati e non incaricati di un servizio pubblico. Non va meglio se ci si rivolge ai portavoce del M5S: appena nominati sono già in silenzio stampa. Per capire la visione di Grillo, il suo pensiero sull’Italia e su cosa ci aspetta nel futuro, c’è però un modo: basta sfogliare un libretto fresco di stampa che riproduce un dialogo a tre fra l’ex comico, Gianroberto Casaleggio, eminenza grigia che cura blog e contatti in rete del santone di Genova, e Dario Fo, attore-scrittore- regista-pittore insignito del premio bomba. La conversazione, che si intitola Il Grillo canta sempre al tramonto (Chiarelettere), si svolge nel corso di un’ideale passeggiata tra Atene e il Pireo, cioè alle radici della democrazia, ed è piuttosto istruttiva. Per questa ragione abbiamo ritenuto di fare cosa gradita ai lettori riproducendo alcuni dei passaggi chiave della chiacchierata.
Cominciamo dal figlio di Dio. A differenza di quanto comunemente si crede, Grillo non è Gesù. La precisazione è importante perché, traducendo male un’intervista che Gianroberto Casaleggio ha concesso al Guardian, alcuni quotidiani italiani hanno fatto credere che il guru di internet considerasse l’ex comico una reincarnazione di Cristo. L’equivoco è dato da un parallelo fatto da Casaleggio, che citava il messaggio evangelico e la sua diffusione tra gli apostoli, la sua viralità, paragonandola a quella della rete, quasi che i cittadini pentastellati fossero da considerare anche loro apostoli del muovo Messia. Ma Gianroberto tiene a precisare: tranquilli, Beppe non è Gesù. Sono i giornalisti ad essere delle capre ed è per questo che il Movimento ne sta alla larga. Sia da quelli della carta stampata che da quelli video: anzi, da questi ultimi si tiene ancor più lontano, in quanto con una telecamera, mentre parli, ti possono riprendere il naso che ti cola e nessuno ti ascolta più. «Basta un’inquadratura per renderti ridicolo. La tv non perdona chi punta sui contenuti». Per tale motivo, Grillo vuole abolire i talk show. Per informarsi basta la rete, mica servono Vespa o Floris.
Il diritto di parola c’è ma non si vede. Si è ingiustamente polemizzato per il divieto un po’ talebano di parlare, come se i soli a poterlo fare fossero Grillo e Casaleggio. In realtà i padroni del Movimento Cinque Stelle non hanno imposto alcun bavaglio, ma solo delle regole. «In una comunità non puoi andare contro le regole, altrimenti non esiste la comunità». La regola in questo caso obbliga i rappresentanti del M5S a parlare solo di ciò che la comunità vuole. «Non puoi andare in tv a parlare dell’Imu oppure dei finanziamenti regionali senza l’assenso della base». Non solo: se sei eletto consigliere comunale puoi andare in tv e parlare del tuo Comune, ma non hai facoltà di esprimere un parere di politica nazionale o internazionale.
Il Grillo svuota carceri. Sul tema il movimento ha idee ben chiare: non vuole discutere, come fa Pannella, di cosa succede dentro le prigioni, ma semplicemente diminuirle. Non servono nuovi penitenziari. Bastano e avanzano quelli esistenti. Ciò che conta è svuotarli. Spiega Casaleggio, il maître à penser grillino: «Se tu togli dalle carceri tutti coloro che hanno compiuto reati amministrativi, tutti coloro che sono soggetti alla legge Fini-Giovanardi, tutti coloro che non sono pericolosi, quanti detenuti rimangono? Se poi togli anche gli extracomunitari e consenti loro di scontare la pena a casa, vicino alla famiglia, agli amici, quanti ne rimangono?». Di più: per Casaleggio «se elimini il carcere, non c’è più il problema».
Gli immigrati a casa loro. Come si evince dalle misure per eliminare il sovraffollamento delle celle, il Movimento Cinque Stelle ha idee innovative anche sul tema dell’immigrazione. Dice Beppe Grillo: «Prendi il Marocco: sono 33 milioni di persone e mediamente non stanno male... Ora, considerato che un terzo della loro economia serve a pagare gas e petrolio di importazione, un progetto per limitare l’immigrazione potrebbe essere quello di finanziare le rinnovabili in Marocco, per creare posti di lavoro e togliere gli investimenti su petrolio e sul gas che vanno a finire all’estero. Sono queste le politiche che dobbiamo considerare, Stato per Stato. Dobbiamo allargare il nostro orizzonte». Facile, no? Chissà perché Maroni, ex ministro dell’Interno, e Laura Boldrini, fresca presidentessa della Camera, non ci hanno pensato prima.
Le case? Facciamole di bambù. Beppe Grillo: serve un pensiero proiettato sul futuro. «Per esempio, fra vent’anni si userà il cemento? No, si userà il legno, o meglio il lamellare, ma solo materiali rinnovabili e sostenibili (me lo dice Renzo Piano). Il bambù dura mille anni, il cemento cento, così si può mischiare il bambù con il cemento dimezzandone la quantità, e diminuendo della metà le emissioni di CO2. Bisogna coinvolgere architetti, ingegneri, artigiani e specialisti che hanno la voglia e la libertà di cambiare il mondo in cui viviamo. Bastano due righe: entro il 2050 tutta l’energia avrà queste caratteristiche e si comincia a cambiare adesso».
Basta auto, meglio rimanere a casa. Casaleggio ha scoperto che con la sua vecchia Volvo ha fatto 270 mila chilometri e in 13 anni ha trascorso un tempo spaventoso al volante. «Allora il problema non è l’auto ibrida che consuma di meno, sono io che devo consumare meno tempo, perché mi sto consumando in macchina. E io in macchina non ho voglia di consumarmi. Io le macchine le voglio abolire».
Meglio il petrolio o l’eolico? Il problema non è la fonte energetica, ma l’uso dell’energia, perché, come spiega il guru di Grillo, «il petroliere va dove fa più “grano”. Perché se può godere di fior di finanziamenti elargiti dai governi per realizzare l’eolico lo fa. Quindi è il Sistema che è sbagliato.Non è il tipo di energia che determina il programma ma il profitto che se ne ottiene. Il rischio è che adesso ci riempiano di pale eoliche». Dunque? Bisogna consumare meno energia. Parola di Grillo: «Il segno meno dovrebbe essere messo davanti a ogni attività. Meno con meno fa più». «Dobbiamo ridisegnare la mappa dei nostri trasporti in funzione di un risparmio energetico e di un’economia locale non basata sullo spreco».
Il Vangelo secondo Marx. Casaleggio: «Il capitale, ormai, vince sulla democrazia, che sembra solo essere una perdita di tempo. Il capitale ha altri tempi, più veloci, e non vuole regole, mette i suoi rappresentanti nelle istituzioni». (Sarà per questo che tra gli eletti del Movimento non ci sono molti imprenditori, ma tanti precari?). Risponde Beppe Grillo: «Sì, ma allora rileggiamo Marx. Aveva già detto tutto Marx».
Il futuro sul fondo di una tazzina da caffè. Casaleggio: «Tra qualche anno interagiremo con tutti gli oggetti che ci sono in una stanza. La tazzina dalla quale ho bevuto il caffè mi dirà qual era il livello di zucchero all’interno del caffè, qual era la marca del caffè, dov’è stata costruita la tazzina. Se ho già bevuto da quella tazzina, mi riconoscerà e mi dirà: “Buongiorno Roberto, hai già bevuto da questa tazzina in questo luogo”. Quella tazzina, poi, sarà collegata alla rete, quindi tutti potranno sapere che ho bevuto da quella tazzina in un dato luogo, che il caffè era di quel tipo, che ho messo un cucchiaio di zucchero». Altro che colazione da Tiffany: colazione da incubo.
La vita è online e la morte anche. Casaleggio: «Su Facebook tu crei una tua identità. Quando una persona muore, se non ha detto a qualcun altro di cancellarla da Facebook nel suo lascito testamentario... continua a vivere». Grillo: «Quindi adesso ci sono le pompe funebri digitali: tu paghi un servizio che ti avvisa se qualcuno dei tuoi amici su Facebook muore. Tu mandi le email, se non risponde ne mandi un’altra, se non risponde di nuovo sei avvisato in automatico: “Non scrivere più a questo che è morto”. Pensa a come si evolverà la vita, la morte... Non muori più».
Il riscaldamento globale. Casaleggio: «Basta mettere l’intelligenza collettiva al servizio di un problema, per esempio quello del riscaldamento delle case, e lo risolvi. In futuro il nostro cervello sarà planetario. Se il problema è di tutti, viene risolto da tutti coloro che hanno competenze su quel problema, e in tempi molto più brevi».
Beppe Robespierre. Casaleggio: «Noi abbiamo scritto delle regole di comportamento molto semplici per i parlamentari. Una di queste, la più semplice, è che non dovranno più chiamarsi o farsi chiamare “onorevoli” ma “cittadini”, un po’ come durante la rivoluzione francese, e non è un caso. E tu, caro Beppe, farai la parte di Robespierre...». Che come auspicio non è il migliore, in quanto Robespierre finì ghigliottinato.
Una soluzione alla crisi (1). Grillo: «Se si facesse una banca statale subito, con a capo il presidente della Repubblica, i soldi per le piccole imprese si troverebbero subito a un tasso di interesse molto basso». Dopo Fassino, anche Napolitano potrebbe dire «Abbiamo una banca». Grillo: «Noi vogliamo una banca di Stato che consenta di non far fallire l’impresa, che l’aiuti. Lo Stato deve tornare a essere Stato». Socialista?
Dieci euro al litro. Grillo: «Bisogna produrre in un altro modo, e per farlo bisogna tassare i consumi di prodotti che impattano sull’ambiente. Vuoi una bottiglia di plastica? La compri e costa 10 euro».
Bed and breakfast al posto dell’Ilva. Se l’acciaieria si ferma, Grillo ha la soluzione: «Tenete presente che i forni chiusi non possono più ripartire, vanno prima bonificati. Così si può recuperare la costa e puntare sul turismo: porticcioli, bed and breakfast, spiagge...».
Educazione scolastica. Grillo: «A scuola i ragazzi si rompono i coglioni!».
Sesso a chilometro zero. Grillo: «Tu hai voglia di avere un rapporto con una donna. Se prima andavi per le strade, ti mettevi d’accordo con una prostituta e la portavi in albergo, adesso ti colleghi al sito YouPorn, vai a vederti un filmetto porno che ti piace, due donne insieme, in tre, con un cavallo, quello che vuoi. Dopo che hai visto questo filmato gratis, sul monitor appare automaticamente il genere di donna che hai visto. Abita vicino a te, nella tua città e se vuoi si collega a te immediatamente. (...) La rete toglie tutte le intermediazioni, toglie anche le donne e gli uomini dalla strada. Vuol dire che tu fai pornografia in proprio, tu direttamente, ti metti in rete e ti pagano». Quando si dice il progresso... Una soluzione alla crisi (2). Dario Fo racconta la storia dell’operaia licenziata che per sostenere la famiglia si mette a fare la prostituta. Dopo un po’ lo racconta al marito: «Quando ero disoccupata mi trattavano come un cane, oggi come una signora. Farmi sbattere mi ha elevato di grado». Di fronte alla rivelazione della signora, il coniuge rivela che lui, all’insaputa della signora, fa il rapinatore. Commento di Fo: «Anche la prostituzione cambia, le soluzioni cambiano e la rete ne offre di tutti i tipi. È interessante capire che atteggiamento abbiamo nei confronti di questi temi che sono spesso offerti dall’informazione in forma distorta, e rivelano luoghi comuni, pregiudizi, demagogia...». Pubblicità progresso delle nuove professioni.
Avvocato del cavolo (1). Basta con i principi del foro. Stop ai legali strapagati. Grillo: «Noi abbiamo ripetuto più volte che l’avvocato dovrebbe essere solo d’ufficio, che va scelto d’ufficio dal tribunale per chiunque. In questo modo si equipara la difesa per ogni imputato: povero, ricco...». La Boccassini pare che voglia nominare difensore d’ufficio per Berlusconi un certo Di Pietro.
Un Soviet a cinque stelle. Casaleggio: «Nessuno dovrebbe possedere più di un certo livello di beni materiali, un massimo di 3 o 4 milioni.Non è un discorso francescano ma politico. L’accumulo di denaro non va d’accordo con la democrazia». Da Beppe Stalin a Beppe Grillo.
Commercianti, giù la claire. Basta banche, basta basta sportelli. Chi presta soldi si mette online. Grillo: «Io ho 50 mila euro da prestare. Tu hai bisogno di 50 mila euro per una piccola impresa. Io voglio il 6 per cento di interessi, tu sei disposto a riconoscermi il 3 per cento. Il tasso è messo all’asta». Senza intermediari e via internet. «Allo stesso modo spariranno il negozio, il rappresentante, il concessionario».
Cure fai da te (1). Secondo Grillo, grazie a internet, i malati «possono informarsi e orientare già i propri comportamenti per evitare ricovero e interventi ». «Solo in casi inevitabili e gravi ci si rivolgerà al medico e all’ospedale». Casaleggio: «I medici operano a distanza, anche da un altro continente, comandando i robot dall’esterno con mani virtuali».
Adozioni a distanza. Delle api. Grillo: «Si può adottare a distanza perfino un alveare, situando le arnie in luoghi adatti, circondati da vegetazione e fiori appropriati, e controllando attraverso una webcam. Il miele che viene prodotto da un alveare è sufficiente a una famiglia nel corso di un anno. Adottando un alveare si ha modo di consumare quel miele». Quando si dice il progresso (2)... Una soluzione alla crisi (3). Casaleggio: «La vita non è lavorare 40 ore alla settimana in un ufficio per 45 anni. È disumano. Stavano meglio gli irochesi e i boscimani che dovevano lavorare un’ora al giorno per nutrirsi». Grillo: «È pazzesco. Il lavoro è diventato una sorta di incubo, una maledizione, tutti i nostri discorsi ruotano intorno a questa parola». Il lavoro logora chi ce l’ha. Una soluzione alla crisi (4). Grillo: «Prima di tutto si tratta di capire che cosa si vuole produrre. Se produci metà materia con metà energia, hai bisogno di metà lavoro. Dobbiamo partire da qui per ripensare un modello economico e quindi l’idea stessa di lavoro ». In attesa di capire se oltre a metà materia, metà energia e metà lavoro ci sia anche metà stipendio.
Una soluzione alla crisi (5). Grillo: «Bisogna cassintegrare le automobili, non le persone». Applausi.
Cure fai da te (2). Grillo: «Nella contea di Manchester, in Inghilterra, hanno provato a verificare se si può spendere meno dando direttamente al malato (non grave) i soldi necessari alla cura. Posto che una persona ha bisogno di determinate medicine e assistenza, i ricercatori hanno valutato a quanto ammontasse la spesa effettiva sostenuta dal servizio sanitario in un anno. Appurato il costo, hanno dato direttamente al malato i soldi». Si aprono nuovi orizzonti sul mercato del lavoro: professione malato.
Avvocato del cavolo (2). Grillo: «Oggi un avvocato ha difficoltà a farsi operare, i medici hanno troppa paura che li denunci per qualsiasi motivo. Non si sa mai». Soluzione? Serve un medico legale.
In galera. Casaleggio: «Se una ragazza ruba una maglietta all’Oviesse finisce in carcere, se viene viceversa distrutta un’azienda con decine di migliaia di dipendenti, informatici, ingegneri, progettisti, non si rischia nulla». Nuovi rischi imprenditoriali.
La Cina si avvicina. Grillo: «Il sistema capitalista è imploso, ha vinto il comunismo cinese, che è una sorta di capitalismo in chiave centralista». Guardie rosse, bilanci in nero.
Compagni trasformisti. Casaleggio: «È in atto un nuovo trasformismo in cui i partiti non vincono più, vince la persona: Doria a Genova, Pisapia a Milano, Orlando a Palermo, ma alla fine vincono i partiti che li sostengono dietro le quinte».
Grillo è un fungo mortale. Casaleggio: «Siamo l’Amanita phalloides dei partiti».
Manifestazioni pacifiche. Grillo: «Se tu dai fuoco a un cassonetto, mentre fai una manifestazione contro un inceneritore, rischi quattro anni di galera. Questa gente (chi ha fatto la legge, ndr) è fuori».
Riforme costituzionali. Casaleggio: «Gli attuali poteri della presidenza della Repubblica vanno limitati. Un esempio riguarda i senatori a vita. Il presidente ne può eleggere cinque e, considerata la differenza minima in Senato tra maggioranza e opposizione, può alterare la volontà elettorale». Pensate un po’, con la Costituzione di Grillo ci saremmo risparmiati Monti.
Ma per risparmiarci Grillo presidente della Repubblica cosa si deve fare? Nel libro - 200 pagine vendute a 13 euro e 90 centesimi - della risposta non c’è traccia. Si vede che i grillini sono in silenzio stampa.