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 2013  marzo 21 Giovedì calendario

APPUNTI PER GAZZETTA - LA GIORNATA POLITICA


ROMA - "Il Movimento 5 Stelle è primo per numero di voti per questo chiediamo ufficialmente un incarico di governo". Se la proposta non verrà accolta il M5S chiede la presidenza delle commissioni di garanzia: Copasir e Vigilanza Rai. Con poche parole la capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle, Roberta Lombardi, ha esposto le richieste del partito dopo il colloquio con il presidente della Repubblica al Quirinale.
Berlusconi punta al governissimo. A seguire è stata la volta della delegazione del centrodestra, composta da membri del Pdl che della Lega, che ha ribadito la posizione espressa sin qui: "Restiamo in campo solo noi e il Pd per un governo - ha detto Silvio Berlusconi - Vi sono tre forze di pari entità, una di queste forze non è disponibile a una collaborazione con le altre, restano in campo il Pdl e il Pd, a cui incombe la responsabilità di dare un governo al paese". "Siamo assolutamente a disposizione - ha aggiunto - per un governo di coalizione che intervenga immediatamente su misure di economia, restiamo su questa posizione di responsabilità totale e ci auguriamo che anche le altre forze politiche lo faranno, ci auguriamo si vada verso un governo forte".
Giacomo Stucchi, vicesegretario federale della Lega, ha poi riferito all’Ansa che "Napolitano ci ha detto che chi riceverà l’incarico deve dimostrare di avere i numeri e che anche Prodi nel 2006 ha dimostrato di avere la maggioranza".
Il M5S rilancia il referendum sull’euro. L’incontro tra i Cinque Stelle e il capo dello Stato è durato circa un ’ora. Al termine si sono presentati alla stampa solo i capigruppo Lombardi e Crimi, mentre Beppe Grillo ha preferito andare via senza fare dichiarazioni. Ad esporre la posizione del M5S è stato quindi Crimi che ha elencato i punti programmatici fra i quali il referendum sulla permanenza dell’euro, una sola rete tv, legge sul conflitto d’interessi, abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali, l’impignorabilità della prima casa.
Grillo dice no a Grasso. Pochi minuti dopo Grillo ha fatto sentire però la sua voce attraverso il blog: "Il M5S - scrive - non accorderà alcuna fiducia a governi politici o pseudo tecnici con l’ausilio delle ormai familiari ’foglie di fico’ come Grasso. Il M5S voterà invece ogni proposta di legge se parte del suo programma". Per il momento l’ipotesi di un incarico a Grasso non è ufficialmente in campo, ma, interpellato in merito, il presidente del Senato ha commentato: "Per l’Italia sono pronto a tutto". Affermazione che ha dato immediatamente adito a nuove congetture e che poi Grasso ha voluto precisare. "Un servitore dello Stato - ha detto - non può che essere sempre disponibile, ma questa disponibilità non sia fraintesa come aspirazione diversa da quella di dare tutto l’apporto possibile al Paese in qualità di presidente del Senato".
L’esordio al Quirinale. Quella che si annuncia come una giornata cruciale per la formazione del nuovo governo era incominciata poco dopo le nove del mattino con l’arrivo di Grillo al Colle su un’auto nera. L’ingresso al Quirinale segna di fatto l’esordio "istituzionale" del capo politico del M5S che ha scelto di venire senza il suo ideologo Gianroberto Casaleggio. Con lui, come detto, solo i capigruppo di Camera e Senato. Rinviato infine alla prossima settimana l’incontro di Grillo con l’ambasciatore degli Stati.
La provocazione. "Sono arrivato?" , ha chiesto Grillo, arrivando in auto. "Devo andare dal signor presidente", ha aggiunto facendo il segno dei soldi con la mano. Poi l’auto scura è andata avanti nel cortile del palazzo. Poi Grillo, con abito scuro e cravatta d’ordinanza, ha superato la porta custodita dai corazzieri per entrare nella sala dove Napolitano da ieri ha avviato le consultazioni in vista della formazione di un nuovo governo.
Insulti al capo dello Stato. Al termine delle consultazioni i rappresentanti del M5S hanno ironizzato sul fatto che stamane il presidente della Repubblica, ribattezzato ironicamente in passato "Morfeo", fosse "un po’ più sveglio del solito". Crimi ai suoi colleghi ha riferito di "un incontro abbastanza surreale, una situazione anacronistica, perché siamo entrati in questo palazzo tra corrazzieri e uno stuolo di persone ovunque. E’ stato un incontro riservato, c’eravamo solo noi tre e Napolitano con il segretario generale del Quirinale. Napolitano ha ascoltato molto Beppe e Beppe l’ha visto un po’ più sveglio rispetto a quello che pensava".
Affermazioni che hanno suscitato l’indignazione di diverse forze politiche. "Non ho percepito una sensazione di riguardo all’interesse nazionale nelle parole di chi è uscito oggi dalle consultazioni con il Capo dello Stato, non ho condiviso le dichiarazioni che sono state rivolte a Napolitano", ha detto il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda. Accuse al M5S anche dal Pdl. "Le espressioni usate oggi dal capogruppo del M5S al Senato Crimi, al termine delle consultazioni, circa la capacità di esser vigile del capo dello Stato sono una offesa intollerabile non solo alla persona, ma a tutti gli Italiani", afferma il deputato Antonio Leone.
Sulla vicenda è intervenuto poi lo stesso Quirinale. "Alla fine Grillo disse al Presidente: ’Non la chiamero’ più Morfeo’. Evidentemente non aveva nemmeno idea di che pasta fosse Napolitano...", ha scritto su Twitter il portavoce Pasquale Cascella.
Bersani. La giornata di Napolitano si concluderà con l’incontro pomeridiano con Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd chiederà per sè l’incarico, prospettando al capo dello Stato un "governo di cambiamento". La prospettiva più probabile è che si vada verso un incarico esplorativo a Bersani.
(21 marzo 2013)