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 2013  marzo 21 Giovedì calendario

Sapone per Sette - Il sapone di Marsiglia si fa soprattutto in Cina e Turchia. I produttori francesi (solo quattro saponifici doc) chiedono l’istituzione della Indicazione geografica protetta per le loro saponette

Sapone per Sette - Il sapone di Marsiglia si fa soprattutto in Cina e Turchia. I produttori francesi (solo quattro saponifici doc) chiedono l’istituzione della Indicazione geografica protetta per le loro saponette. Resti di sapone trovati in recipienti di terracotta in Mesopotamia, datati 2800 a.C. La ricetta di una saponetta trovata su una tavoletta sumera del 2200 a.C. (ingredienti: acqua, sostanze alcaline, olio di cassia). Saponette anche nell’antico Egitto, fatte con olii e un minerale chiamato “trona” (1500 a.C.). Gli antichi romani non usavano sapone ma si strofinavano il corpo con pomice, creta finemente triturata, farina di fave e, dopo il bagno in acqua, olio d’oliva, che poi rimuovevano con una spatolina chiamata strigile. La parola sapone forse dal latino “sapium”, resina. (etimo.it) Narra una leggenda romana che il sapone deriva il suo nome dal Monte Sapo, dove si svolgevano sacrifici di animali. L’acqua piovana dilavava la miscela di grassi animali fusi e cenere trascinandola fino alle rive argillose del Tevere: le lavandaie notarono che questa miscela a base di argilla lavava più bianco e con meno fatica. Gli arabi furono i primi a usare la soda caustica per fare il sapone. Grazie all’espansione araba, dopo l’800, i primi saponi raggiunsero Spagna e Sicilia, poi nel resto d’Europa grazie alle Crociate. La leggenda secondo cui la moglie di un pescatore di Savona, mescolando e bollendo percaso della lisciva con dell’olio d’oliva, ottenne il primo sapone. Savona, da cui “savon”, sapone in francese. Storia del sapone di Marsiglia: la ricetta arrivò quasi certamente dalla Siria (e infatti ad Aleppo se ne produce uno simile, che contiene anche olio di alloro). Nel 1370 è segnalato il primo artigiano, nel 1593 la prima fabbrica, nel 1688 il primo editto contro la contraffazione. Lo firmò Colbert, ministro del Re Sole, e minacciava il sequestro della merce a chiunque non preparasse il sapone con gli unici prodotti ammessi: olio d’oliva, di palma o di copra, soda o sale marino e acqua. La ricetta codificata nel 1906 prevede queste percentuali: 63% d’olio, 9 di soda e 18 d’acqua. L’acido grasso deve rappresentare in totale il 72% del «cubo» di vero sapone di Marsiglia, verde se si usa l’olio d’oliva, bianco se l’olio è di palma o di copra. Napoleone, in un suo decreto, precisò che non ci dovevano essere né grassi animali né profumi né coloranti. L’undicesimo duca di Norfolk (1746-1815), così contrario al sapone e all’acqua che i suoi servitori dovevano aspettare che si ubriacasse fino a perdere i sensi per lavarlo. L’idea di lavarsi per il semplice piacere di essere puliti si affermò con molta lentezza. Ma all’Esposizione universale di Londra del 1851 erano esposti più di settecento saponi e profumi e due anni più tardi il governo inglese abolì la vecchia tassa sul sapone, imposta a partire dal 1633. Leggenda vuole che se si tiene un pezzetto di sapone di Marsiglia nel letto spariscano i crampi. Lavandosi solo con sapone si spendono 30 euro l’anno, con i detergenti vari 336 euro. Shower shock, saponetta alla caffeina che scarica sostanze eccitanti nel corpo direttamente attraverso la pelle. Al profumo di menta, rilascia circa 250 milligrammi di caffeina a ogni lavaggio. (Libero 22/9/2002) Nel 2010 l’Italia ha importato 16mila tonnellate di saponette (31 milioni di euro). Esportate: 45mila tonnellate (78 milioni di euro). (Dati Unipro 2011) Secondo una leggenda in alcune città del nord si dice «terù màia saù», terrone mangia sapone, perché i Mille arrivarono al sud con le saponette e i siciliani le scambiarono per panini. L’anonimo collezionista che qualche anno fa mise all’asta una saponetta con il marchio della Wehrmacht e l’indicazione che era stata fabbricata con «grasso umano» (l’asta fu annullata). Comunque i nazisti non hanno mai fabbricato sapone industriale con il grasso delle loro vittime. Come funziona il sapone: lo sporco è grasso e non si scioglie in acqua. Le molecole di sapone sono fatte da una parte che si lega al grasso, mentre un’altra parte (idrofila) resta rivolta all’esterno. Lo sporco viene completamente circondato dalle parti idrofile e può essere lavato via dall’acqua. Fare il sapone: 10 grammi di olio di oliva, si aggiungono 5 grammi di idrossido di sodio (caustico e corrosivo) in 40 ml di acqua e alcol al 50% (20 ml di acqua e 20 ml di alcol). Si scalda il tutto per circa 45 minuti agitando continuamente. A parte si prepara un’altra soluzione acqua-alcol da aggiungere di volta in volta. Dopo un po’ si aggiunge tutto a una soluzione di 150 ml di acqua e cloruro di sodio fredda. Si filtra si asciuga in stufa. A Napoli il saponaro (in napoletano sapunaro) era colui che, nella prima metà del XX secolo, passava di casa in casa raccogliendo oggetti vecchi di cui la gente voleva disfarsi e in cambio non dava denaro, ma pezzi di sapone. Da decenni Sting non usa sapone. Anche Lory Del Santo non usa sapone: «Pure dopo la ginnastica uso solo acqua, la pelle da sola crea una protezione del corpo che i detergenti portano via». Studio della School of Hygiene & Tropical Medicine di Londra: il 68% degli uomini non usa il sapone quando si lava le mani, contro il 36% delle donne.