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 2013  marzo 21 Giovedì calendario

PERISCOPIO

Papa Bergoglio ama spostarsi con i mezzi pubblici. Quindi non lo vedremo per un po’. Spinoza. Il Fatto quotidiano.

Abbiamo sentito ricchissimi colleghi esaltare il Papa dei poveri. Per un giorno ci siamo illuminanti d’immenso ed ubriacati d’incenso. Diman tristezza e noia, recheran l’ora. E torneremo, cucù incluso, a Grillo, i giudici, Berlusconi, la crisi politica, la catastrofe economica. Contenti? Marcelle Veneziani. Il Giornale.

Ciascun uomo sta seduto nel proprio Conclave di cui ha perso la chiave. Umberto Silva. Il Foglio.



Ho capito che le logiche sono le stesse, a sinistra come a destra. Tentano di eliminare chi non la pensa come loro. Luis A. Orellana, senatore M5S, Affari Italiani.



In tempi normali, gli interessi a breve termine degli attori politici prevalgono su quelli a medio termine. I politici si preoccupano dell’uovo di oggi, non della gallina di domani. In tempi eccezionali, però, far prevalere gli interessi a breve termine, significa segalare il ramo sul cui si sta appollaiati. Angelo Panebianco. Corsera.



La questione su cui il centrosinistra deve riflettere è che Berlusconi rappresenta ancora un terzo degli italiani. E la questione Berlusconi non la risolvi sperando che ci pensino i magistrati. Al Pdl non voglio portare via i parlamentari, ma i voti. Vorrei che una parte degli italiani che votano Berlusconi, la prossima volta, scegliessero noi. Chi ha detto che ero fascistoide perchè cercavo gli elettori di centrodestra ha fatto un clamoroso autogol, ha dimostrato che c’è ancora una sinistra con la puzza sotto il naso. Matteo Renzi, sindaco di Firenze. l’Espresso.



La magistratura è un organismo amministrativo, una categoria della Pubblica amministrazione. Il segretario dell’Anm (confondendo il «corpo dei magistrati», che è «una struttura di servizio» che ha la funzione di amministrare la giustizia, col Giudiziario, il «corpo delle leggi») finisce col dare ragione a chi accusa certi magistrati di essere una corporazione autoreferenziale che distorce il significato stesso di Terzo Potere e che persegue i propri interessi (corporativi) con una intepretazione soggettiva della legge. Piero Ostellino. Corsera.



Milano si scrive, in cinese, con due ideogrammi: uno rappresenta il riso, il loro alimento più importante; l’altro l’orchidea, il fiore più bello. E se non dovesse bastare, rispondo con una frase che si legge allo scalo di Genova: «La ricchezza non proviene da coloro che da questo porto partono, ma da coloro che, in questo porto, arrivano». Claudio Bianchi, insegnante volontario di lingua italiana ai cinesi di via Paolo Sarpi a Milano. Il Giornale.



Qualche ora prima dei di essere fucilato a 40 anni, a Fresnes, nel 1941, da parte dei nazisti, l’ufficiale della marina, Honorè d’Estienne d’Orves, cugino di Antoine de Saint-Exupèry, scrisse a sua sorella questo biglietto: «Che nessuno sogni di vendicarmi. Non desidero che la pace nella ritrovata grandezza della Francia». Etienne de Montety Arthaud: «Je ne songe qu’à vivre», non sogno che vivere. Editions Arthaud.



«Una volta si andava in battaglia - come a un ballo cantando si va! - Parea pioggia di fior, la mitraglia! - Rataplàn, rataplàn, rataplàn». Gamba tesa, capogiro, mozzafiato, acqua sporca. Creativi alternativi? Mmm. Un vero calvario. In presenza di lattanti. Gli uomini del sottosegretario. Coppie di intellettuali in crisi. Le donne della vicesegretaria. Enigmi e indagini di commissari-killer. Intriganti in noir. «Alto-là, chè mi guarda la gente - nel vedermi appoggiato a un bastone - Alto-là, sono un vecchio sergente - e so dirvi qual voce ha il cannone!». Il bambino in brodo di giuggiole. «Una notte il cannone rimbomba - Io mi levo dal suolo ove giaccio - Fate largo! Qua arriva una bomba - Maledetta, mi porta via un braccio». Ma insomma, la cosa in sè vuol tenersela tutta per sè? «Oh mia pipa, più di una compagna... - Anche in morte ti voglio compagna! - Rataplàn, rataplàn, rataplàn!». Alberto Arbasino. Il Foglio.