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 2013  marzo 03 Domenica calendario

CROSETTO E LA FINTA LAUREA: SONO STATO UNO SCIOCCO — C’è

quest’altra storia incredibile, questo sgradevole sospetto. C’è quest’omone gentile e rassicurante di Guido Crosetto, un tipo affidabile, leale e brillante - 49 anni, da Cuneo: ex deputato del Pdl, ex sottosegretario alla Difesa, con Giorgia Meloni e Ignazio La Russa tra i fondatori del partito Fratelli d’Italia - che, dicono, si sarebbe assegnato una laurea (in Economia e Commercio) mai conseguita.
Esattamente come Oscar Giannino.
Va bene, certo: Oscar Giannino è inarrivabile, leggenda pura. Due lauree inventate e un master mai conseguito, più - geniale - una partecipazione allo Zecchino D’oro smentita addirittura, con fastidio, dal mago Zurlì (Cino Tortorella).
Però Giannino arrivava con le sue giacchine da comandante prussiano, le ghette, i baffi con la virgola.
Crosetto ha, oggettivamente, un altro piglio. Ma il piglio, siamo d’accordo, non basta mai.
Proviamo ad andare con ordine.
Venerdì pomeriggio, il sito Lo Spiffero, accusa: Crosetto sostiene di possedere una laurea fasulla. Sono andati a controllare all’università di Torino, e i suoi esami risultano fermi al 1991. «Da allora, nessuno l’ha più visto a lezione e, ovviamente, non ha mai conseguito il titolo di dottore».
Eppure lo scorso dicembre è proprio Crosetto, su Sette, in un’intervista, a rispondere senza indugi. Ad un certo punto, c’è questa domanda: «È vero che l’allora presidente del Consiglio Giovanni Goria la volle con sé a palazzo Chigi?». Risposta: «Sì. Avevo 24 anni e mi ero appena laureato in Economia...».
Un lapsus? Può essere, capita. Però, per mesi, per anni, non solo la libera enciclopedia Wikipedia ma anche il sito della Camera pubblicano una biografia esplicita: «Crosetto Guido, Pdl, nato a Cuneo il 19 settembre 1963. Laurea in Economia e commercio; imprenditore» (perfettamente ambigua è invece la pagina dedicata all’ex sottosegretario sul sito del ministero della Difesa, in cui si cita una generica «Facoltà di Economia e Commercio presso l’università degli studi di Torino).
Ieri mattina, comunque, le correzioni sono puntuali. Modificate sia le note biografiche sul sito della Camera, sia i cenni di Wikipedia.
Stupore, imbarazzo, incredulità.
Crosetto diffonde subito un comunicato dai toni indignati. «Non capisco questa polemica sul nulla, visto che nulla devo a presunte lauree e visto che neppure me ne sono mai attribuite. La mia credibilità è frutto di coerenza, impegno, onestà...».
Poi, a voce, c’è uno spaccato diverso (Crosetto è una persona perbene, in Transatlantico era uno dei pochi che non ti rifilavano polpette avvelenate, non ha mai rinnegato una dichiarazione, e mai ha fatto sconti a nessuno: neppure al suo capo, Berlusconi, spesso randellato - politicamente - con puntualità)
Crosetto, qual è la verità?
«La verità è che ho chiesto spiegazioni alla Camera per capire come e perché la mia biografia contenesse simili imprecisioni...».
Il dubbio resta.
«Guardi, posso dirle una cosa: è capitato spesso che a chiunque mi chiamasse "dottore" in pubblico, io rispondessi anche malamente, e ci sono molti miei amici che possono testimoniare... Poi...».
Continui, coraggio.
«Beh...».
Forza.
«Uff... Sì, insomma... sì, ammetto che qualche volta, privatamente, a qualcuno... beh, sì, ammetto che scioccamente possa aver lasciato intendere di essere laureato...».
Una debolezza.
«Mhmmm.... Sì, la chiami una debolezza. Noi esseri umani siamo esseri strani...».
Lei, imprenditore e deputato: che motivo aveva di dire che...
«Lasci stare. Mi spiace. Ma lo ammetto: ho ceduto, sono stato debole... e ho raccontato una piccola, innocente bugia».
Non a Ignazio La Russa, ora suo collega alla guida di Fratelli d’Italia, ma per lungo tempo suo ministro alla Difesa.
«Confermo: a me, Guido, non ha mai... ripeto: mai detto di essere laureato. È stato mio sottosegretario, lo conosco benissimo: persona splendida».
Quando Oscar Giannino finì nel tritatutto mediatico per la vicenda delle lauree false, Crosetto fu l’unico a usare inspiegabili (all’epoca) parole di affetto. Da un lancio Ansa del 21 febbraio: «Oscar è sempre stato un amico, può aver fatto una cazzata, ma io gli voglio bene...».
Giannino, adesso: «Guido? Non commento. Ho i miei guai, lasciatemi stare».
Fabrizio Roncone