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 2013  marzo 03 Domenica calendario

L’ AMBIGUITA’ DEL LEADER TRA ANNUNCI E SMENTITE

Tutti impazziti, come dice Petra Reski, giornalista tedesca di Focus . Ognuno alla frenetica ricerca del segnale giusto, ognuno smarrito nell’approccio a un movimento che sovverte l’ordine costituito nel rapporto dei leader coi leader, dei leader con la stampa, per non dire dello sbigottimento nell’apprendere che i leader del MoVimento 5 Stelle sono non-leader, sebbene andranno alle consultazioni (senza non) con Giorgio Napolitano. Un’ambiguità che fa impazzire tutti. Beppe Grillo si ritrova a smentire l’intervista con la Reski e la Reski stessa smentisce l’interpretazione che è stata data della sintesi del suo sito. Cioè, scrive in mattinata l’ Ansa attribuendo le parole a Grillo, «se il Pd di Pierluigi Bersani e il Pdl di Silvio Berlusconi» proponessero un cambiamento immediato della legge elettorale, l’abolizione dei rimborsi elettorali e introducessero il tetto di due legislature per deputato, «noi sosterremmo naturalmente subito un governo del genere. Ma non lo faranno mai». Qualcuno, e neanche molti, decifra l’editto come una disponibilità a fare il governissimo. Grillo si infuria. La giornalista di Focus pure: «Mi sembrano tutti impazziti». E specifica ripetendo però a fotocopia le parole dell’ Ansa . Rimane un dubbio: quel sosterremo sta per «voteremo la fiducia» o «voteremo i provvedimenti»? Dettagli, in fondo. Nell’uno e nell’altro caso, non verrebbe da giurare che l’ultima posizione di Grillo sia però coincidente con quella di martedì: «Faranno un governissimo pdmenoellepdielle. Noi siamo l’ostacolo».

L’introduzione di un sistema asimmetrico di comunicazione - Grillo parla a tutti ma nessuno può parlare a Grillo, anche perché lui ufficialmente non è incaricato di nulla - complica ulteriormente le cose. Per esempio, che peso dare alle certezze di Dario Fo, sostenitore del MoVimento di cui per qualche ora è stato nientemeno che il candidato al Quirinale, quando dichiara «so che lui ci sta» a Otto e mezzo ? La domanda di Lilli Gruber era: Grillo farà nascere il nuovo governo proposto da Bersani? Che interpretazione dare agli ottimismi di Adriano Celentano che l’indomani afferma: «Grillo non è un irresponsabile, e appoggerà un governo qualunque forma abbia» (purché adotti anche i punti del suo programma)? Un enigma. E nel frattempo Grillo scrive sul sito o affida a occasionali telecamere le sue ultime riflessioni. «Non è il momento di parlare di alleanze», dice alle 15.31 di martedì, quattro minuti prima di parlare di alleanze: «Il MoVimento non si allea con nessuno». L’indomani: «Noi non stiamo alla finestra: entriamo. Ma inciuci e inciucetti e accordi non ne faremo». Gli stessi accordi che ieri, nella versione vidimata da Focus, ricompaiono.

Siamo davanti a un MoVimento con un non-Statuto e senza leader, dove uno conta uno, e però se quell’uno (Viola Tesi, elettrice di M5S) lancia un appello a valutare l’alleanza col Pd, e raccoglie 140 mila adesioni, è un uno che non conta. Non conta il deputato lombardo Ferdinando Alberti che si dice «orientato» a votare la prima fiducia. Non conta il deputato Alberto Zolezzi che vorrebbe accordarla «a un governo di scopo» (più o meno quello che ha detto Grillo a Focus ). Non conta la senatrice Serenella Fuksia: «Se ci sono convergenze, posso votare la fiducia a Bersani». Tutti impazziti, naturalmente. Stavolta lo dice Grillo: «Il MoVimento non darà alcun voto di fiducia». Né inciuci né inciucetti. A meno che: «Se proprio ci tengono alla governabilità, possono sempre votare loro [Pd e Pdl] la fiducia al primo governo targato M5S». Viene il mal di mare. Perché poi ogni spiffero esce sul sito, viene dettagliato in streaming su twitter, precisato da Gianroberto Casaleggio al Guardian: «Il M5S voterà per tutto ciò che è parte integrante del suo programma». Il famoso modello-Sicilia. «Il modello Sicilia è meraviglioso», dice anche Beppe Grillo. La fibrillazione è totale perché in Sicilia i deputati grillini non fanno opposizione pregiudiziale, e persino votano qualche provvedimento del presidente Rosario Crocetta. Il quale, però, una maggioranza ce l’ha, tenuta assieme con lo spago ma ce l’ha, e non ha bisogno del MoVimento per sopravvivere. Che c’entra il modello-Sicilia con l’ansiogeno stallo romano? Niente di niente. E però mezzo Pd ci si aggrappa, aggiungendo caos al caos. E un dubbio: ma Grillo se la sta spassando o è proprio così?