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 2013  marzo 03 Domenica calendario

MILIARDARI, IL CLUB CHE VALE QUANTO LA CINA

L’ Asia ne conta più di tutti ma gli Stati Uniti svettano nella classifica delle nazioni e Mosca in quella delle città: la mappa annuale dell’«Hurun Report» descrive il mondo attraverso la lente delle 1453 persone che possiedono almeno un miliardo di dollari.

In Asia ne vivono 608, in Nord America 440 e in Europa 324. ma fra le nazioni sono in testa gli Stati Uniti, con 409 contro i 317 della Cina e i 61 della Germania - primo Paese europeo - mentre fra le città Mosca con 76 supera New York a 70. Un caso a parte è l’India perché, se con 53 miliardi è al sesto posto, in realtà esprime anche il maggior numero di miliardari residenti all’estero: ben 11. In totale i componenti del club «Nove Zeri» sommano fortune personali per 5,5 trilioni di dollari - l’equivalente del Pil della Cina, la seconda nazione più ricca del Pianeta - ma per Rupert Hoogewerf, presidente dell’«Hurun Report» pubblicato a Shanghai, «per ogni miliardario dichiarato ve ne sono probabilmente altri due che per vari motivi tacciono» e dunque il numero complessivo «si aggira probabilmente attorno ai quattromila».

L’intento dell’«Hurun Report» è tenere aggiornata la Cina sulle dimensioni della propria ricchezza rispetto a quella altrui. Ciò che emerge dall’ultima edizione è che tre componenti su quattro del club «Nove Zeri» si sono fatti da soli, mentre fra i settori che spiccano per accumulazione della fortuna prevale l’immobiliare: conta 219 nomi e il 16 per cento dell’ammontare totale della ricchezza, con la roccaforte a Hong Kong, dove vivono 7 dei 10 maggiori tycoon. Dalle telecomunicazioni arrivano 200 miliardari, dagli investimenti 169 e dal commercio 134 con l’energia nel ruolo del settore che cresce più velocemente - guidato dai fratelli texani Koch, entrambi titolari di 31 miliardi - e la sorpresa delle manifatture che, nonostante la crisi globale, esprimono ben 111 miliardari a cominciare dalla svizzera Birgit Rausin, che deve al Tetra Pack una fortuna di 14 miliardi. Nel lusso dominano i francesi: Bernard Arnault di Louis Vitton, Liliane Bettencourt di L’Oreal e la famiglia Bertrand Puech di Hermès tengono saldamente le prime posizioni, distanziando Leonardo Del Vecchio di Luxottica, Miuccia Prada e Giorgio Armani.

Colpisce che fra i titolari di compagnie quotate in Borsa quelli che scelgono le piazze finanziarie cinesi (212) superano chi opera su Wall Street (211). Appena il dieci per cento dei nomi sono donne - inclusa l’australiana Georgina Rinehart, la più ricca dell’Oceania - mentre l’età media è di 63 anni . I più giovani in classifica sono i co-fondatori di Facebook Mark Zuckerberg e Dustin Moskovitz, rispettivamente al 28° e 29° posto. A guidare la «top ten» è il messicano Carlos Slim con 66 miliardi, seguito dall’americano Warren Buffett con 58 mentre il colpo di scena avviene al terzo posto, perché 54 miliardi di dollari non bastano a Bill Gates per conservarlo, visto che lo spagnolo Amancio Ortega, proprietario di Zara, ne può vantare 55.

Gli italiani sono 14: la posizione più alta in classifica è di Leonardo Del Vecchio con 16 miliardi, seguito dalla famiglia di Ernesto Bertarelli con 11, Miuccia Prada con 8,6, Giorgio Armani con 7,8, Paolo e Gianfelice Rocca 6,2 miliardi, Silvio Berlusconi con 5,6 e Gianluigi Aponte con 5,2. La classifica reale è però un po’ diversa perché, mettendo assieme gli averi dei quattro Benetton - Carlo, Gilberto, Giuliana e Luciano - si arriva a quota 10 miliardi, senza contare che Michele Ferrero ne ha da solo ben 20, è il leader assoluto dell’industria alimentare ma non figura come italiano perché risiede a Monaco.

Se Slim è il leader nelle telecomunicazioni, Buffett negli investimenti e Ortega nel commercio, nell’immobiliare il numero uno è il cinese di Hong Kong Li Ka-shing, 85 anni e 32 miliardi, mentre nelle automobili guida Wolfgang Porsche con 22 miliardi anche se i tre proprietari di Bmw - Susanne Klatten, Stefan e Johanna Quandt - assieme arrivano a 36. C’è anche un super club, assai più esclusivo, il «Dieci Zeri», composto da chi possiede almeno 10 miliardi di dollari. Negli ultimi 12 mesi è cresciuto di ben 25 unità e ora ha 108 iscritti.