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 2013  febbraio 26 Martedì calendario

DA SINISTRA QUASI META’ SIMPATIZZANTI. SOLO UNO SU DIECI AVEVA VOTATO PDL —

Ma dove è stata più fruttuosa la pesca di Beppe Grillo? A destra o a sinistra? Tra i delusi o gli indecisi? Per rispondere al quesito che sgomenta i partiti può aiutare un’indagine svolta dal Censis in un campione rappresentativo di simpatizzanti del Movimento 5 Stelle: quelli che venerdì scorso hanno riempito piazza San Giovanni a Roma, alla chiusura dello Tsunami tour elettorale. In gran parte (l’85,5%) già decisi a votare M5S. Scelta però, c’è da dire, definita solo dal 38,4% di «protesta». Per la maggioranza, il 61,6%, descritta come di «speranza». Anzi di fiducia nella possibilità che il movimento possa «risolvere la crisi attuale».
Dai dati Censis l’ondata di piena grillina sembra arrivare da sinistra. Oltre un quarto, il 25,3%, dei partecipanti alla manifestazione, nelle ultime politiche del 2008, aveva votato Pd; il 14,5% Italia dei valori e il 5% Sinistra arcobaleno. Per un totale del 44,8% dei presenti che, occorre specificare, arrivavano per lo più da Roma e dintorni, dunque lontani dall’area di influenza della Lega.
Anche al centrodestra però il M5S ha dimostrato di poter sottrarre consensi. Uno su 10, degli intervistati, ha dichiarato di aver votato alle precedenti politiche per il Pdl di Silvio Berlusconi. Anche se la quota più alta, il 27,5%, affermava di non aver votato per alcun partito. Astenuti.
A voler giudicare dal risultato dei questionari diffusi alla manifestazione, risulta che quasi la metà del popolo grillino, il 48,6% non si sente né di destra né di sinistra né di centro. Però il 32,7% si definisce di sinistra; il 7,9% di centrosinistra; lo 0,8% di centro; ma l’8,4% di destra e l’1,6% di centrodestra.
Del resto le motivazioni fornite dagli interpellati sulla opzione Grillo (erano possibili più risposte) non hanno colore ideologico. Il 37,7% spiega il voto così: «La politica mi ha deluso»; il 36,6% con «condivido il programma»; il 30,2% con «bisogna dare uno scossone a un sistema marcio»; il 19,9% con «è un movimento che fa partecipare i cittadini». Così, se il 14,3% auspica una «significativa presenza del M5S in Parlamento»; il 7,2% annunciava di votare Grillo «perché è una persona pulita» e il 4,2% «perché vorrei che anche i politici si trovassero in difficoltà come me». Mentre il 3,2% motivava la scelta con la convinzione che «i candidati sono gente nuova e competente».
Nell’analisi campione, in sintesi, è risultata una «partecipazione impegnata» alla manifestazione e al movimento. Minoritaria, si legge nel rapporto, era «la presenza in piazza motivata da curiosità o da esclusivo interesse per la dialettica anche spettacolare del leader Grillo, ma senza adesione politica». Per il 90% dei trentenni e quarantenni la presenza «segnava invece un impegno di partecipazione». Un movimento, dunque, ben determinato e senza voglia di essere etichettato ideologicamente. Ma, conclude il Censis, con una «forte delusione per la politica tradizionale» e intenzionato a «dare uno scossone a un sistema "marcio"» mettendo «in difficoltà i politici giudicati inadeguati».
Virginia Piccolillo