Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2013  febbraio 26 Martedì calendario

45 ALLENATORI, 35 ESONERI

I numeri chiave sono 43 e 35. Nei suoi 25-26 anni di calcio, spesi tra Venezia e Palermo, Maurizio Zamparini ha avuto 43 allenatori: il primo è stato Ferruccio Mazzola, fratello del più noto Sandro, al Venezia in C2 nel 1987-88. Il 35 rappresenta gli esoneri in corso d’opera, durante le varie stagioni. Prima vittima Aldo Cerantola, da giocatore bandiera del Palermo anni Settanta. Cerantola venne sfrattato dalla panchina del Venezia dopo 4 giornate del campionato di C1 1988-89 e sostituito da G.B. Fabbri, l’architetto del Real Vicenza di Paolo Rossi. Oggi Cerantola fa l’osservatore per il Cittadella: «Zero punti in quattro giornate, il mio esonero fu più che giusto».
Come le donne Più di un allenatore, a taccuino chiuso, ha parlato di «attrazione». Zamparini sarebbe attratto dai tecnici. Gli piace sedurli, conquistarli, vezzeggiarli e piantarli. Un po’ come succede con le donne. Tra esoneri e mancati rinnovi dei contratti Zamparini ha cambiato panchina per una cinquantina di volte. Un grande seduttore, che ci ha riprovato con tanti: molti li ha richiamati per lasciarli una seconda volta.
I due c.t. Molti dei 43 allenatori passati per le forche zampariniane conservano buoni ricordi del loro ex datore di lavoro, perché «Zampa» ha una dote: onora i contratti fino all’ultimo euro. Tanti scindono la figura del presidente da quella dell’uomo. Per esempio Cesare Prandelli, oggi c.t. della Nazionale, ed esonerato dal «nostro» al Venezia nel 2001 in Serie A: «Finché non si parla di calcio, Zamparini è persona straordinaria, simpatica, carismatica. Sul calcio ha le sue idee e diventa difficile». A proposito, un altro c.t. ha avuto a che fare con lui, segno che Zamparini qualcosa di allenatori capisce. Oggi Alberto Zaccheroni guida il Giappone: «Presidente generoso attaccato, alla squadra. Non posso parlarne male. Mi ha richiamato il giorno dopo avermi mandato via. Lui è fatto così».
Il «miracolato» Novellino La lista dei tecnici di livello passati per Zamparini è lunga: Guidolin, Spalletti, Delio Rossi, Ventura, Pioli, Ballardini, Delneri, Novellino, Zenga, per citarne alcuni. Francesco Guidolin, ad esempio: «Ho buoni ricordi, abbiamo riportato il Palermo in A. Non ha la saggezza di gustarsi ciò che costruisce». Walter Novellino è un miracolato, è sopravvissuto per due stagioni alla Zampa-ghigliottina: «Oggi capisce di calcio. All’epoca non ne capiva e glielo dissi durante l’intervallo di una partita. Piombò nello spogliatoio e lo mandai fuori. O lo odi o lo ami». Walter Zenga la pensa come Prandelli: «Persona fantastica e gradevole a patto che non si parli di calcio». Poi l’ex Uomo Ragno va giù duro: «Il pubblico di Palermo meriterebbe un progetto serio e un presidente affidabile». Pragmatico Gigi Delneri: «Vuole vincere e se i risultati non arrivano, decide in fretta e cambia. E’ esuberante, ma corretto».
A Maifredi brucia ancora Chiudiamo con Gigi Maifredi, oggi direttore tecnico del Brescia. Con Zamparini ci lasciò le penne al Venezia nel 1994. A quasi vent’anni di distanza l’ideologo del calcio-champagne non ha digerito quel siluro: «Mi esonerò di lunedì sera, con una chiamata del segretario, mentre giocavo a calcetto con gli amici. Ci vuole coraggio per fare certe telefonate di persona...».