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 2013  febbraio 25 Lunedì calendario

L’ELOGIO DELLA PUNTINA

Oggetti scomparsi. Gli svizzeri hanno prodotto nel corso dell’ultimo secolo alcuni dei manufatti di precisione nati dall’industriosità umana. Una di questi è la puntina da disegno Omega di forma circolare con tre punte distribuite in modo uniforme lungo il perimetro; questo fa sì che il foglio, su cui si applica resti fissato in modo perfetto alla superficie del supporto.

Non è un caso che negli studi di architettura, negli uffici degli ingegneri, e in tutti i luoghi dove si progetta, ci sia sempre stata la scatoletta rossa Omega: 100 Reissnägel, Dreispitz OMEGA a trois pointes, 100 punaises. Brevettata nel 1932, con il nome di Puntina ASSA dalla A. Schild SA di Greichen, nel 1947 furono ribattezzate Omega da una ditta, la Lüdi Swiss AG, produttrice in origine di graffette, che l’ha commercializzata imprimendo il marchio Swiss Made sulla sua sommità.

La grande prerogativa di quest’umile utensile è «penetrare la carta e il supporto posteriore con maggior facilità, fissando con meno sforzo di quello richiesto a fissare una puntina a punta semplice» (Charles Mellersh). Con la puntina semplice la carta può ruotare o strapparsi, cosa che non accade con Omega. L’introduzione del computer negli studi di architettura, e il conseguente uso del foglio virtuale, ha fatto sì che il consumo di puntine da disegno Omega – prodotte da un’impresa a conduzione famigliare, arrivata alla terza generazione – sia in gran parte diminuito.

Ricorrono ancora alla puntina solo gli studi che possiedono pannelli su cui fissare progetti, fogli, appunti, comunicazioni di vario tipo e formato. La puntina da disegno appartiene alla civiltà della carta, che si è sviluppata e ha prosperato grazie a questo supporto e ora ne segue il destino. Un tempo non si era architetti se, oltre al rapidograph, non si possedeva una scatoletta di Omega. Mellersh, che ha scritto un piccolo saggio d’elogio di Omega, sostiene che, nonostante l’uso del Cad per la progettazione, il mercato della puntina da disegno Omega esiste ancora. Vero, ma il mondo che la utilizza è in rapidissima trasformazione. Difficile pensare Le Corbusier senza la scatoletta delle puntine – oltre che senza i suoi schizzi e taccuini –, tuttavia nel mondo che diventa sempre più virtuale, i fogli da appendere saranno sempre meno. Tre punte non bastano più.