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 2012  dicembre 06 Giovedì calendario

APPUNTI PER GAZZETTA - IL GOVERNO MONTI POTREBBE CADERE


CORRIERE.IT
Aria di crisi per il governo Monti. La goccia che fa traboccare il vaso sono le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, che critica in tv il ritorno di Silvio Berlusconi.
Risultato: al Senato il Pdl non vota il decreto Sviluppo-bis (pur non facendo mancare il numero legale: il dl passa ma Monti ottiene solo 127 sì). E, anche alla Camera, il partito del Cavaliere annuncia che si asterrà sul dl Regioni.
«Il gesto del Pdl è irresponsabile. Se insistono, Napolitano troverà la strada» dice il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani.
A metà pomeriggio il capo dello Stato interviene, cercando di rassicurare: «Va evitata una fine convulsa della legislatura. Ci sono tensioni politiche pre-elettorali che, anche fuori dall’Italia possono essere comprese, senza suscitare allarmi sulla tenuta istituzionale del nostro Paese». Quindi indica la via: cooperare responsabilmente cercando un accordo sui provvedimenti inderogabili. Ma comunque assicura: «Mi riservo di compiere nelle prossime ore i conseguenti utili accertamenti». E chiede ai partiti una valutazione «obiettiva e serena» sui «tempi necessari e opportuni per una proficua preparazione del confronto elettorale».
IL VERTICE D’EMERGENZA - «In queste ore stanno accadendo cose molto gravi. I parlamentari del Pdl si sono piegati al diktat di Berlusconi» attacca il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. Che, questa sera alle 19, vedrà Bersani per un vertice d’emergenza sulla situazione. L’Udc e il Pd, insieme con il Pdl, sono i partiti che hanno appoggiato finora il governo Monti.
SPREAD - In questa cornice lo spread è salito fino a 330 punti e la Borsa ha accusato un netto ribasso. Attesa anche per l’ esito del Consiglio dei ministri in corso, che discute, tra l’altro, il delicato decreto legislativo sulla incandidabilità dei condannati.
REAZIONI E DISSENSI- Roberto Maroni, segretario della Lega Nord (ex alleata di ferro del Pdl) prende posizione su Twitter: «Forza Cav, forza Alfano, fuori gli attributi! A casa Monti, ridiamo la parola alla democrazia e al Popolo sovrano».
Al contrario, Franco Frattini (Pdl, ex ministro degli Esteri con Berlusconi) prende le distanze dal leader: «Non mi sento di seguire le indicazioni del gruppo e voterò la fiducia al governo Monti». Con lui, anche i deputati Giuliano Cazzola, Gennaro Malgieri e Alfredo Mantovano.
PASSERA - Ma cosa ha detto esattamente Corrado Passera, ospite di «Agorà» su Raitre, facendo infuriare il Pdl? «Non posso entrare nelle dinamiche dei singoli partiti ma come Italia dobbiamo dare la sensazione che il Paese va avanti. Tutto ciò che può fare immaginare al resto del mondo, ai nostri partner, che si torna indietro non è bene per l’Italia» è la frase pronunciata dal ministro dello Sviluppo sulla possibile ricandidatura a premier, per la sesta volta, di Silvio Berlusconi alle politiche.
BERLUSCONI E IL «BARATRO» - In una nota della tarda serata di mercoledì l’ex premier aveva addotto come motivazione della sua ridiscesa in campo «il baratro» nel quale l’Italia si trova dopo un anno di politica di rigore del governo di Mario Monti.
«È una rappresentazione molto poco obiettiva... Molte delle cose citate vengono da 10 anni di cattiva gestione del Paese - ha ribattuto -. Tutti sappiamo che un anno fa il Paese era vicinissimo a scivolare verso la situazione greca che avrebbe potuto comportare una perdita di sovranità. Venivano ad amministrarci da fuori, avrebbero tagliato servizi indispensabili come salute, scuola, stipendi e pensioni».
Berlusconi ha governato nell’ultimo decennio dal 2001 al 2006 e poi dal 2008 fino allo scorso anno quando, con lo spread a 570 punti, è stato costretto a dimettersi.
Sul possibile impegno in politica di Passera, lo stesso ex banchiere chiamato nel governo tecnico si è limitato a dire «cominciamo a vedere se si può continuare questo lavoro e poi vedremo».

VIRGINIA PICCOLILLO CDS
ROMA - Dopo il vertice a Palazzo Grazioli con i big del Pdl lascia passare lunghe ore prima di parlare, ma poi di fronte a versioni di quell’incontro in cui non si riconosceva neanche un po’, Silvio Berlusconi decide di dire la sua: «Leggo su un’agenzia una frase a me attribuita, del tutto inventata e addirittura surreale: "Io non mi candido perché non mi volete", frase che avrei rivolto ai miei colleghi del Popolo della libertà. La realtà è l’opposto: sono assediato dalle richieste dei miei perché annunci al più presto la mia ridiscesa in campo alla guida del Pdl».
LA NOTA - Certo, non è ancora l’annuncio ufficiale e mediatico della sua «ridiscesa» in campo, ma ieri, a tarda sera, il Cavaliere ne ha gettato le premesse. E lo fa con una lunga nota: «La situazione oggi è ben più grave di un anno fa, quando lasciai il governo per senso di responsabilità e per amore del mio Paese. Oggi l’Italia è sull’orlo del baratro. L’economia - denuncia - è allo stremo, un milione di disoccupati in più, il debito che aumenta, il potere d’acquisto che crolla, la pressione fiscale a livelli insopportabili. Le famiglie italiane angosciate perché non riescono a pagare l’Imu. Le imprese che chiudono, l’edilizia crollata, il mercato dell’auto distrutto. Non posso consentire che il mio Paese precipiti in una spirale recessiva senza fine. Non è più possibile andare avanti così. Sono queste le dolorose constatazioni che determineranno le scelte che tutti insieme assumeremo nei prossimi giorni». Cioè quelle che dovrebbero portare a una sua nuova candidatura, sciogliendo il dilemma in cui era sprofondato il Pdl nelle ultime settimane.
IL SEGRETARIO - E Alfano? A tarda sera fa sapere che si trovava con Berlusconi quando lo stesso Cavaliere ha scelto di andare al contrattacco «in un asse rinsaldato». E che bisogna leggere le parole dell’ex premier, oltre che come l’annuncio di una sua ridiscesa in campo, anche come «una tendenziale sfiducia al governo Monti». Dagli esiti imprevedibili, dato che già nelle prossime ore in Parlamento si assisterà a importanti voti di fiducia.
VERTICE - A metà pomeriggio era arrivata invece un’altra nota del segretario pdl, con toni molto diversi. Dal vertice di Palazzo Grazioli, con Berlusconi, i big del partito, i colonnelli ex An, restavano senza risposta tutti gli interrogativi più importanti, dall’unità del partito ai rapporti con il governo Monti, dall’election day alla legge elettorale. Con decisioni rinviate al giorno dopo, se non a successive riunioni. Anche se il comunicato finale, diffuso da Alfano, aveva accenti ottimisti: «Il vertice ha avviato una discussione proficua, in un clima costruttivo, su come rilanciare unitariamente il Pdl in prossimità delle impegnative scadenze elettorali». E ancora: «Il progetto di rilancio, che coinvolge il partito nella sua interezza, mira a rafforzare un centrodestra moderno e competitivo, alternativo alla sinistra, per tornare alla guida del Paese. Unità e rilancio, quindi, nella convinzione che le diversità, opportunamente convogliate, costituiscono un arricchimento».
LE DECISIONI DI OGGI - Nota soft e volutamente attendista, perché le decisioni del Consiglio dei ministri di oggi, soprattutto quelle sulla data delle Regionali non saranno indolori per il Pdl. Ma ormai non c’è più solo quel tema al centro del dibattito. C’è il rapporto tra i vertici del partito e Berlusconi e, soprattutto, quello col governo Monti.
Virginia Piccolillo

REPUBBLICA.IT
ROMA - Il dl Sviluppo ottiene la fiducia al Senato, ma sul filo di lana. Il Governo, dopo le fibrillazioni della mattina a causa dell’annuncio del Pdl di non partecipare al voto assumendo per il futuro una posizione di astensione, ha incassato la fiducia in Aula sul dl Sviluppo con 127 sì, 17 no e 23 astenuti. I presenti sono stati 169 i votanti 167. La maggioranza era quindi di 84 senatori. Il decreto, che è in prima lettura al Senato, passa ora al vaglio della Camera.

Il gruppo del Pdl non ha partecipato al voto: il capogruppo Maurizio Gasparri e il vice Gaetano Quagliariello, assieme a un gruppetto sparuto di colleghi (tra cui Cursi, Cutrufo e De Lillo), si sono astenuti per assicurare comunque il numero legale, dato che l’astensione vale come un voto contrario. No alla fiducia da Idv e Lega, mentre Pd e Udc si sono espressi a favore. Il premier Mario Monti è corso a Palazzo Madama per votare e subito dopo è andato a Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri. ’’È un fatto non indifferente, informerò il presidente della Repubblica’’, ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, nel chiudere i lavori dell’ Aula fino a martedì prossimo, assicurando che per parte sua ’’non si sottrarrà sul da farsi’’ e informerà i senatori.
La decisione del Pdl. In mattinata il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, aveva annunciato in Aula a palazzo Madama che il gruppo "non parteciperà al voto pur consentendo il mantenimento del numero legale". E ciò al fine di segnalare il "passaggio del nostro gruppo ad una posizione di astensione nei confronti del governo". Diversi senatori Pdl avevano protestato per le frasi del ministro Passera critiche nei confronti di un eventuale ritorno in campo di Silvio Berlusconi. La capogruppo democratica Anna Finocchiaro ha richiamato tutti i senatori del Pd a partecipare al voto in Aula. "Se il partito che da un punto di vista parlamentare ha ancora la maggiore consistenza passa all’astensione vuol dire che questo governo non ha più la fiducia delle Aule parlamentari", ha detto Finocchiaro commentando la scelta del Pdl da un punto di vista politico. E ha aggiunto: "Se il governo non ha più la maggioranza che aveva nel momento in cui si è insediato, a questo punto credo che Monti si debba recare al Quirinale".
Durante le dichiarazioni di voto hanno preso la parola vari esponenti del Pdl per esprimere dissenso contro il ministro Corrado Passera che ha attaccato Silvio Berlusconi. Carlo Giovanardi parla di "giudizio pesantemente negativo che il ministro ha dato dell’esperienza del governo Berlusconi di cui io ho fatto parte". Antonio Battaglia aggiunge: "non è possibile che Passera sfiduci il capo del mio partito, che è il primo partito in questo Parlamento". Altero Matteoli aggiunge: "Passera non può offendere il leader di un partito che ha governato il Paese. Credo che oggi si sia superato il limite e non parteciperò al voto". Paolo Scarpa Bonazza Buora sottolinea che "al ministro del non sviluppo il Pdl ha consentito di fare il ministro per 12 mesi e non è più tollerabile che i ministri insultino chi consente a loro di governare". Invece il senatore Beppe Pisanu (Pdl) ha votato a favore della fiducia posta sul governo decreto Sviluppo, contrariamente al resto del gruppo.



MINUTO PER MINUTO DI REPUBBLICA (LA DIRETTA)
La Russa: "Alfano non sarà candidato premier"
"Abbiamo scelto il capo squadra, adesso manca da scegliere la squadra. È evidente che Alfano non sarà il candidato premier". Lo ha detto il coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, parlando con i giornalisti in Transatlantico alla Camera.
di Piera Matteucci 18.17
Napolitano: "Convulsioni politica non brucino risultati"
’’Dobbiamo assolutamente evitare chebin questa fase di convulsione politica si oscurino i risultati raggiunti’’, perché abbassare lo spread ’’è stato un grosso risultato e non bisogna bruciare la fiducia’’.
di Piera Matteucci 18.11
Napolitano: "Governo non si senta carico oltre misura di problemi"
’’L’ho detto a Monti, stanno venendo al pettine nodi antichi e distorsioni e questo governo non può sentirsi carico di responsabilita’ per quanto sta accadendo o di tutti i problemi che stanno esplodendo’’
di Piera Matteucci 18.04
18.03
TwitterBLNadeau @BLNadeau
Crucial vote that could cause collapse of #italy government was about cutting government spending. #lacasta

Napolitano: "C’è limite a discordia partiti"
Le forze politiche, pur nella durezza del contraddittorio, devono avere ’’consapevolezza del limite
oltre il quale non si deve spingere la loro discordia’’. Lo ha detto il presidente Napolitano citando un articolo di Benedetto Croce del primo dopoguerra.
di Piera Matteucci 18.02
18.02
TwitterFrancoFrattini @FrancoFrattini
Ritengo che ideali e valori del popolarismo europeo ci impongano di sostenere il governo Monti pur con le critiche legittime Voto la fiducia

Napolitano: "Non lasciare andare tutto a picco"
’’Non bisogna arrivare ad una fine convulsa della legislatura lasciando andare a picco quello che non deve andare a picco’’, ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Scorgo, non solo nell’ambiente politico, ma nell’ambiente istituzionale, spinte centrifughe. Abbiamo assoluto bisogno - vista la fase critica, molto critica, che attraversiamo - di rilanciare l’interesse generale condiviso, l’interesse nazionale, la solidarieta’ e le visioni d’insieme". E ha aggiunto: "quello che ci unisce deve essere più forte rispetto a quello che ci divide".
di Piera Matteucci 17.58
17.57
Twittersmenichini @smenichini
Cazzola, Frattini, Mantovano, Scilipoti, Malgieri sono quelli che l’hanno detto. Ma quanti altri Pdl stanno votando per Monti?

Sì fiducia da Cazzola, Malgieri, Frattini e Mantovano
Giuliano Cazzola, Franco Frattini, Gennaro Malgieri e Alfredo Mantovano sono intervenuti in Aula alla Camera in dissenso dal proprio gruppo e annunciando il proprio voto favorevole alla fiducia sul decreto sui costi politica. Per il Pdl Fabrizio Cicchitto aveva annunciato l’astensione.
di Piera Matteucci 17.54
Ipotesi discorso Berlusconi a Camera per stop Monti
Silvio Berlusconi potrebbe decidere di intervenire, alla prima occasione utile, in aula alla Camera per annunciare la sua ridiscesa in campo ufficiale e decretare la fine dell’esperienza del governo Monti. È, secondo quanto riferiscono fonti del Pdl, una delle ipotesi messe in campo in queste ore dal Cavaliere, ma - viene specificato - a palazzo Grazioli si attende di capire come si muoverà il governo in questa situazione.
di Piera Matteucci 17.53
Costi politica, in corso votazione fiducia alla Camera
È in corso nell’Aula della Camera la votazione sulla fiducia che il governo ha posto sul dl sui costi della politica nelle regioni. La votazione è palese ed avviene per appello nominale: ciascun deputato sfila davanti al banco della presidenza e dichiara ad alta voce il proprio voto.
di Piera Matteucci 17.50
Anche Malgieri (Pdl) vota fiducia
"Non mi sento di condividere atteggiamento che non mi e’ stato spiegato ne’ dal grupo ne’ del
partito a cui ho appertenuto, il Popolo delle Libertà. Quindi voterò a favore". Lo dichiara Gennaro Malgieri del Pdl.
di Piera Matteucci 17.50
17.49
Twitterjohn_hooper @john_hooper
Italy in turmoil as Silvio Berlusconi boycotts Mario Monti reforms http://gu.com/p/3cbf7/tf

Costi politica, Frattini vota fiducia in dissenso
Franco Frattini voterà nell’Aula della Camera la fiducia al governo Monti sul dl costi della politica in dissenso dal gruppo del Pdl. ’’È la prima volta che voto in dissenso, ma non mi sento di cambiare le mie idee’’, ha detto.
di Piera Matteucci 17.48
Media esteri: "Berlusconi torna, governo Monti traballa"
Berlusconi prepara il ritorno mentre aumentano le ombre sul futuro del governo Monti. Così, dalla Francia agli Usa, la stampa internazionale on line punta i riflettori sugli ultimi sviluppi della politica italiana soffermandosi sull’astensione di questa mattina del Pdl al Senato e sottolineando gli effetti dei venti di crisi del governo tecnico sui mercati finanziari italiani.
In Gran Bretagna "Italia in tumulto dopo che Silvio Berlusconi boicotta le riforme di Monti" è il titolo del GUARDIAN secondo il quale il Pdl "minaccia la sopravvivenza del premier italiano" mentre il Cavaliere "accenna al fatto che potrebbe tornare al potere". "Berlusconi ritira il sostegno a Monti" titola invece il FINANCIAL TIMES - che dedica alla situazione politica italiana un articolo ’Q&A’, ’Domanda e risposta’ per chiarirne gli sviluppi - osservando come quello fatto dal centrodestra possa essere "il primo passo per guidare la caduta del governo e le elezioni anticipate" con una "crisi politica accelerata dalla lotta al potere interna al partito di Berlusconi".
Il francese LES ECHOS evidenzia che "Berlusconi fa planare una minaccia sul governo Monti e sul calendario elettorale" osservando come il Pdl si trovi di fronti ad "una scelta freudiana: uccidi il padre o fatti divorare da lui". E sempre Oltralpe, LE FIGARO in una breve di cronaca titola "Il partito di Berlusconi crea tensioni". In Germania "I sostenitori di Berlusconi in rotta di collisione con Monti" è il titolo del DIE WELT mentre la SPIEGEL online punta al possibile ritorno del Cavaliere e in un articolo intitolato "Berlusconi vuole salvare l’Italia - di nuovo" osserva come l’ex premier "abbia 76 anni, ha lasciato prematuramente il suo mandato ed è stato condannato a più anni di carcere: non le migliori condizioni per un ritorno in politica".
Oltreoceano "Passa il voto per Monti ma il Senato alza la temperatura politica" è il titolo del WALL STREET JOURNAL che evidenzia come "l’incertezza politica" abbia influenzato anche gli asset finanziari italiani. Il WASHINGTON POST, infine, titola: "La borsa di Milano in ribasso tra le crescenti paure sul futuro del governo Monti".
di Piera Matteucci 17.43
Cicchitto a Pd: "Ora confronto serrato nel Paese"
"Ai vostri buuh e alle vostre interruzioni, che fanno parte della logica di un confronto che sarà duro e serrato" in parlamento, e "anche nel Paese". Lo dice Fabrizio Cicchitto nella dichiarazione di voto alla Camera sulla fiducia al dl costi politica che taglia le spese negli enti territoriali.
di Piera Matteucci 17.39
Cicchitto: "Astensione, ma garantiamo numero legale"
"Per senso di responsabilità e non per irresponsabilità’", come al Senato oggi, "ci asterremo in modo che non manchi il numero legale e faremo fino in fondo il nostro dovere per senso di responsabilita’". Lo dice Fabrizio Cicchitto nella dichiarazione di voto alla Camera sulla fiducia al dl costi politica che taglia le spese negli enti territoriali.
di Piera Matteucci 17.34
Vertice Pdl, Berlusconi attende mosse Monti
Le stesse fonti di via dell’Umiltà riferiscono che, durante il lungo vertice, nel corso delle quattro ore allargatosi a diversi esponenti del Pdl, Berlusconi avrebbe per il momento accantonato l’idea di procedere con lo ’spacchettamento’ del partito, puntando invece sull’unità del Pdl e sul rilancio del Popolo delle libertà.
di Piera Matteucci 17.33
17.31
Twitterrobertorao @robertorao
Cicchitto applaudito finora dalla metà dei presenti del suo gruppo. Che sono la metà dei deputati del pdl.

17.31
Twitterrobertorao @robertorao
Cazzola vota in dissenso da cicchitto. #opencamera

Franceschini: "Napolitano scelga strada, Pd ci sarà"
"Rimettiamo ogni decisione nelle mani del capo dello Stato. Questo il senso delle parole di Finocchiaro stamattina. Nessuna richiesta di dimissioni". Lo dice Dario Franceschini in Aula alla Camera. Se si troverà la strada, Pd ci sarà. Se "non ci saranno le condizioni per proseguire, il Pd garantirà l’approvazione" dei provvedimenti incardinati.
di Piera Matteucci 17.30
Grilli: "Nostro ruolo è proseguire con riforme"
’’Il nostro ruolo è continuare a impegnarci per riformare il Paese’’: così il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, sull’eventualita’ che dopo il voto di oggi in Senato si arrivi alla crisi di governo. ’’Non
sono in grado e non e’ mio ruolo - ha sottolineato a margine della cerimonia per i 50 anni di Enel - commentare le decisioni dei partiti che ci sostengono’’.
di Piera Matteucci 17.28
Cicchitto: "Nostro dissenso non dovuto a untorello Passera"
"Non è un povero untorello come il minstro Passera a determinare la nostra presa di posizone, ma qualcosa di molto più serio e consistente". È un "dissenso che arriva al suo punto terminale sulla politica economica di questo governo". Lo dice Fabrizio Cicchitto nella dichiarazione di voto alla Camera sulla fiducia al dl costi politica che taglia le spese negli enti territoriali.
di Piera Matteucci 17.27
17.25
TwitterAngeloBonelli1 @AngeloBonelli1
E’ evidente che #Berlusconi sta provocando la crisi di governo perché non vuole un #Parlamento pulito

17.17
TwitterNicola Cosentino @NicolaCosentino
Il Pdl ha deciso di non appoggiare più i tecnici: non vota il decreto sviluppo al Senato e il decreto sui costi della politica alla Camera.

Casini: "Mi auguro in Pdl qualche sussulto dignità"
’’È il momento della verità, mi auguro che ci sia nel Pdl qualche sussulto di dignita’’’. Lo ha detto
il leader dell’Udc Pierferdinando Casini in dichiarazione di voto in aula alla Camera sulla fiducia chiesta dal governo sul dl costi della politica. ’’Siamo ai soliti giochi di prestigio. Nelle scelte avventuristiche del Pdl c’è qualcosa di più. Si decreta la fine del cambiamento di questo partito’’
di Piera Matteucci 17.09
Napolitano: "Si valutino tempi necessari per elezioni"
Il presidente della Repubblica ha chiesto alle forze politiche anche una valutazione ’’obiettiva e
serena’’ sui ’’tempi necessari e opportuni per una proficua preparazione del confronto elettorale’’. Giorgio Napolitano ha aggiunto di riservarsi ’’di compiere nelle prossime ore i conseguenti utili accertamenti’’.
di Piera Matteucci 17.05
Popolo e Territorio si asterrà su fiducia a Camera
Popolo e Territorio si asterrà sul voto di fiducia chiesto dal governo sul decreto per i costi della politica negli enti locali. Lo ha annunciato Vincenzo D’Anna, nell’Aula della Camera, nel corso della dichiarazione a nome del gruppo parlamentare.
di Piera Matteucci 17.02
Grilli: "Situazione difficile, ma non siamo nel baratro"
Vittorio Grilli non è d’accordo con Silvio Berlusconi: quando gli è stato chiesto se l’Italia sia davvero nel baratro, cosi’ come sostiene l’ex presidente del Consiglio, il ministro dell’Economia ha replicato con un secco ’’no’’, e ha subito aggiunto: ’’Sicuramente sappiamo che la situazione è difficile, siamo intervenuti in un momento di grande difficoltà per l’Italia e per l’Europa e
abbiamo fatto molti progressi’’. Secondo Grilli, ospite oggi alle celebrazioni per il 50mo anniversario dell’Enel in corso all’Università Bocconi di Milanio, ’’il nostro compito, finché questo governo ha il mandato per farlo, è di impegnarsi con spirito di servizio per riuscire a introdurre,
e continuare a farlo, quelle riforme indispensabili per il successo dell’Italia’’.
di Piera Matteucci 17.01
Napolitano: "In prossime ore farò utili accertamenti"
"Occorre una considerazione, quanto più obiettiva e serena possibile, del residuo programma di attività previsto nelle due Camere, delle scadenze istituzionali - anche nel senso di adempimenti normativi - che si concordi nel ritenere inderogabili, nonchè dei tempi necessari e opportuni per una proficua preparazione del confronto elettorale. Mi riservo di compiere nelle prossime ore i conseguenti utili accertamenti", ha aggiunto il capo dello Stato.
di Piera Matteucci 16.59
Napolitano: "Elezioni vicine crescono tensioni"
"Sappiamo che l’imminente conclusione della legislatura e quindi l’avvicinarsi delle elezioni per il Parlamento stanno suscitando crescenti tensioni tra le forze politiche, da oltre un anno impegnate nel sostenere un governo cui non partecipassero esponenti dei partiti". Lo ha detto il presidente Napolitano parlando al Consiglio dell’Anci
di Piera Matteucci 16.58
Napolitano: "Si valuti residuo programma Camere"
"Occorre una considerazione, quanto più obiettiva e serena possibile, del residuo programma di attività previsto nelle due Camere, delle scadenze istituzionali, anche nel senso di adempimenti normativi, che si concordi nel ritenere inderogabili". Lo ha sottolineato il presidente Napolitano.
di Piera Matteucci 16.56
Di Pietro: "Monti non ceda a ricatto Pdl e si dimetta"
Il premier Mario Monti ’’prenda atto che non ha più una maggioranza e che l’avrebbe solo se si
sottoponesse al ricatto del Pdl. Oggi stesso vada al Quirinale e rimetta il mandato nelle mano del presidente della Repubblica. Non ceda al ricatto’’. È quanto afferma il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, intervenendo in Aula alla Camera durante le dichiarazioni di voto sulla questione di
fiducia posta dal governo sul decreto per i costi della politica negli enti locali.
di Piera Matteucci 16.55
Napolitano: "Cooperare responsabilmente a conclusione legislatura"
"È necessario cooperare responsabilmente a un’ordinata, non precipitosa e convulsa conclusione della legislatura e dell’esperienza di Governo avviata nel 2011", ha detto ancora Napolitano.
di Piera Matteucci 16.49
Napolitano: "Tenuta del governo è fuori questione"
"La tenuta istituzionale del nostro Paese è fuori questione e ho il dovere di riaffermarlo pubblicamente e mi sento in grado di farlo". Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si rivolge al ditrettivo dell’Anci che oggi è riunito in Campidoglio.
di Piera Matteucci 16.47