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 2012  dicembre 04 Martedì calendario

IL SUPERMISSILE DELLA COREA COMUNISTA PUÒ ARRIVARE NEGLI USA [A

giorni il test, proteste unanimi] –
Otto mesi dopo il fallito lancio di un missile Unha-3 destinato ufficialmente a mettere in orbita un satellite da osservazione, il regime comunista nordcoreano torna alla “politica missilistica”, annunciando un nuovo lancio tra il 10 e il 22 dicembre che preoccupa i suoi vicini e l’intera comunità internazionale. Il lancio potrebbe avvenire il giorno 17 per commemorare Kim Jong-il, il “caro leader” morto esattamente un anno prima a causa di un attacco cardiaco, ma il governo di Seul considera l’iniziativa del dittatore Kim Jong Un una provocazione tesa a turbare le elezioni presidenziali che si terranno in Corea del Sud il 19 dicembre, e attribuisce al prossimo lancio «una significativa probabilità di successo», soprattutto grazie all’aiuto di tecnici stranieri.
Probabile che le fonti governative sudcoreane si riferiscano all’aiuto di tecnici ucraini. «Sembra che un esperto di missili di nazionalità non nota abbia di recente fatto una visita segreta al Nord» ha spiegato il funzionario di Seul in forma anonima. Peraltro, l’anno scorso due agenti nordcoreani sono stati arrestati proprio in Ucraina e condannati a otto anni di prigione per aver tentato di contrabbandare documenti “classificati” relativi a sistemi di alimentazione, carburante liquido e design di missili balistici. Durante l’epoca sovietica, il 70 per cento della produzione di missili balistici intercontinentali era concentrata in Ucraina, ed è quindi probabile che il regime di yongyang punti sul supporto di tecnici ucraini per risolvere i problemi di spinta dei motori e di distacco dei tre stadi che compongono il missile Unha-3, i cui test sono falliti già quattro volte. Un vettore, questo, utilizzabile per mettere in orbita satelliti, ma che rappresenta anche l’evoluzione del missile balistico Taepodong-2, che nella versione tri-stadio potrebbe raggiungere i 10 mila chilometri di raggio d’azione e quindi la capacità di colpire addirittura il territorio statunitense anche con armi nucleari, delle quali la Corea del Nord è in possesso dopo i test atomici del 2006 e 2009.
Dal canto suo, Washington ha definito il nuovo lancio missilistico «una grave provocazione che minaccia la pace e la sicurezza della regione» e «una violazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu». E mentre il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha chiesto «con forza» alla Corea del Nord di rinunciare al lancio, la Cina ha espresso preoccupazione per la stabilità della Penisola coreana, mentre il Giappone ha disposto lo schieramento di batterie di missili antimissile Patriot a Okinawa. Reazioni che però non sembrano impensierire più di tanto Kim Jong Un, che ha già fatto preparare sul poligono missilistico di Dongchang-ri, vicino al confine cinese, il primo dei tre stadi del missile: potrebbe essere completato e pronto al lancio in tre o quattro giorni.