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 2012  dicembre 04 Martedì calendario

RUPERT MURDOCH SPEGNE IL DAILY

[Thomson guiderà i giornali del gruppo, Darcey quelli inglesi] –
Rupert Murdoch chiude il Daily, quotidiano solo online e su iPad, e rinnova i vertici del suo impero mediatico: Robert Thomson lascia la direzione del Wall Street Journal e diventa a.d. di News Corp, la nuova divisione editoriale del gruppo, mentre a Londra Tom Mockridge esce dal gruppo abbandonando le redini dei media britannici a Mike Darcey, direttore esecutivo dell’emittente satellitare BskyB.
Per rimpiazzare Thomson viene promosso il suo vice Gerard Baker.
Continua quindi la rivoluzione in casa Murdoch, dopo lo scandalo delle intercettazioni illegali e la decisione di separare operativamente entro il prossimo giugno le attività più remunerative di film, tv e cinema da quelle meno redditizie della stampa cartacea. La prima nuova società si chiamerà Fox group e riunirà gli studi cinematografici della 20th Century Fox, i canali tv Fox negli Stati Uniti, la piattaforma Sky in Gran Bretagna e Italia; la seconda manterrà il nome News Corp. raggruppando i quotidiani americani Wall Street Journal e New York Post, i britannici The Times e The Sun, le testate in Australia (patria di Murdoch) e la casa editrice di libri Harper Collins (mentre proseguono le trattative per acquisire un altro editore di libri, Simon&Schuster).
In attesa della separazione tra i due rami di attività, però, arriva per Murdoch un’altra sconfitta sul fronte editoriale dopo lo scandalo tabloid-gate.
Il magnate chiuderà dal prossimo 15 dicembre il Daily, quotidiano pubblicato solo online e su iPad, dopo 21 mesi di attività. I numeri parlano chiaro, ha annunciato ieri lo stesso imprenditore: la testata perde 30 milioni di dollari l’anno (pari a quasi a 23 mln di euro) e le prospettive per il futuro non sono incoraggianti, se era stata preventivata una soglia di 500 mila abbonati per raggiungere il pareggio ma a oggi i sottoscrittori sono solo 100 mila. «Dal suo lancio», ha spiegato Rupert Murdoch, «il Daily è stato un importante esperimento per l’editoria digitale nonché volano d’innovazione, ma ancora non possiamo trovare un lettorato abbastanza vasto da convincerci che il nostro modello di business sia sostenibile nel lungo termine. La pubblicità, del resto, non basta». I costi degli abbonamenti erano di 0,99 dollari (76 centesimi di euro) per una settimana e di 39,99 dollari (30,6 euro) per un anno, prezzi promozionali che non sono stati abbastanza invitanti per i lettori e si sono dimostrati insufficienti già lo scorso luglio quando un terzo dell’organico del giornale è stato tagliato.
Adesso, quindi, il Daily verrà integrato nel sistema digitale del New York Post, il suo direttore Jesse Angelo diventerà editore dello stesso tabloid e i suoi circa 60 dipendenti rimanenti verranno riassegnati in tutto il gruppo. Greg Clayman, editore del Daily, coordinerà per esempio le attività digitali mondiali del gruppo, con delega su nuovi investimenti online e partnership.
Con le nomine di Thomson e Darcey, invece, Murdoch senior mette ai vertici del suo impero due fedelissimi e, ancora una volta, ribadisce di non voler cedere le redini del comando. La decisione di dividere le attività video da quelle editoriali era arrivata, la scorsa estate, su pressione degli azionisti che temevano le conseguenze negative del tabloid-gate e chiedevano un nuovo management per il gruppo mondiale. Lo scandalo ha portato infatti alla chiusura dell’inglese News of the world, ha messo in difficoltà i conti degli altri giornali coinvolti nel gruppo, a causa del calo di copie e le spese processuali, e ha fatto sfumare il progetto di acquisire la totalità delle azioni BskyB. Ora Murdoch, che ha dovuto seguire le indicazioni dei suoi soci, non solo fa una contromossa confermando il suo ruolo di capo ma congela anche l’eterna gara tra i suoi figli (James, Lachlan ed Elizabeth). Con il rinnovamento dei vertici, era atteso un incarico di prestigio per Elizabeth, che invece non entra in nessun cda, anche se il vero escluso dal giro di nomine si rivela Tom Mockridge, ex a.d. di Sky Italia, chiamato d’urgenza a Londra. Mockridge lascia il gruppo perché, secondo indiscrezioni, avrebbe puntato alla carica di a.d. della nuova divisione editoriale News Corp., affidata invece all’australiano Thomson.