Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  aprile 20 Mercoledì calendario

Panama, un canale a qualsiasi costo Panama ha dovuto attendere il 31 dicembre 1999 per recuperare il suo canale e i 1

Panama, un canale a qualsiasi costo Panama ha dovuto attendere il 31 dicembre 1999 per recuperare il suo canale e i 1.474 chilometri quadrati sui quali gli Stati uniti esercitavano una totale sovranità. La Colombia, invece, non riavrà la provincia che un secolo fa, il 3 novembre 1903, le fu tolta con oscure manovre, e proprio per creare la via d’acqua strategica, da Washington, dai separatisti panamensi e da un avventuriero francese. Hernando Calvo Ospina Nell’agosto del 1900, a Bogotà si accendono le prime luci elettriche, ma non per questo la Colombia entra nel «secolo dei Lumi». Al contrario, l’oscurantismo politico continua a regnare incontrastato. Esattamente un anno prima, è scoppiata una nuova guerra civile, dichiarata dai dirigenti del Partito liberale contro il clero cattolico e il Partito conservatore, che occupano pigramente il potere (1). L’oligarchia, rappresentata da questo trio, continua ad esacerbare le divisioni tra i settori più poveri della popolazione per salvaguardare i propri interessi. Nel 1901, non vedendo soluzioni al conflitto, i dirigenti liberali e conservatori chiedono aiuto al governo degli Stati uniti. Quest’ultimo accetta di appoggiare chi gli offrirà migliori prospettive nella provincia colombiana di Panama, un istmo molto stretto che separa l’oceano Atlantico dal Pacifico. Washington ha bisogno di un canale che le permetta di far passare rapidamente truppe e merci da un oceano all’altro. E la larghezza dell’istmo è di soli 50 chilometri tra il Golfo di San Blas e l’estuario del rio Chapo. La fazione al governo accetta immediatamente. Senza por tempo in mezzo, i marine sbarcano a Panama e neutralizzano i liberali. Nel novembre 1902, viene firmato l’armistizio sulla nave da guerra Us Wisconsin. Il conflitto, noto come la «guerra dei mille giorni», provoca quasi centomila morti e getta il paese in una crisi profonda, i cui effetti si faranno sentire per decenni. La perdita di Panama è la prima, immediata conseguenza. Al momento dell’indipendenza, nel 1821, Panama aveva scelto l’annessione a Nuova-Granada, la futura Colombia. La scelta non aveva interferito con il progetto delle potenze europee - tra cui l’Olanda - di costruire un canale che unisse i due oceani tramite l’istmo. Dal 1835, ben quattro imprenditori francesi, in successione, si impadroniscono del progetto. Tutti falliscono: zanzare e malattie tropicali non rispettano neppure l’imprenditore protetto dal Vaticano. Nel 1846, il governo colombiano firma con gli Stati uniti un trattato di «amicizia, commercio e navigazione», che consente a questi ultimi di attraversare Panama con le loro merci senza particolari formalità. Tre anni dopo, la Colombia accorda agli Usa una concessione per la costruzione e lo sfruttamento di una ferrovia transoceanica, che faciliterà l’invio a New York dell’oro scoperto in California. In cambio, e per neutralizzare la cupidigia di Francia e Inghilterra, l’articolo 35 del trattato specifica: «Gli Stati uniti garantiranno positivamente ed efficacemente (...) la completa neutralità dell’istmo già menzionato (...) e di conseguenza garantiranno nel medesimo modo i diritti di sovranità e proprietà detenuti e posseduti [dalla Colombia] su detto territorio (2)». Lunga storia di compagnie e fallimenti Nel marzo 1878, Lucien Bonaparte Wyse ottiene «il privilegio esclusivo dell’esecuzione e dello sfruttamento» del futuro canale per una durata di novantanove anni. Convince il suo compatriota Ferdinand de Lesseps, già noto per la costruzione del canale di Suez, a dirigere i lavori. Oltre all’appoggio ufficiale, la Compagnia universale del canale interoceanico ottiene che oltre centomila francesi, per lo più salariati, sostengano il progetto comprando buoni di stato. Poco dopo, nel marzo 1880, il presidente degli Stati uniti, Rutherford Birchard Hayes, esprime pubblicamente il suo disaccordo nei confronti del contratto franco-colombiano: «Il nostro interesse commerciale è superiore a quello di tutti gli altri paesi, così come la relazione tra il canale e il nostro potere e la nostra prosperità in quanto nazione (...) Gli Stati uniti hanno il diritto e il dovere di affermare e di mantenere la loro autorità d’intervento su qualsiasi canale interoceanico che attraversi l’istmo». I lavori cominciano nel gennaio 1882. Ma de Lesseps commette l’errore di voler costruire il canale a livello del mare, senza tener conto del terreno montagnoso. Nel luglio 1885, risulta scavato solo un decimo del percorso. Di fronte al disastro, viene sostituito da Gustave Eiffel, il costruttore della celebre torre parigina, che prosegue la costruzione del canale utilizzando le chiuse. Corruzione e furto di capitali da parte di alti responsabili a Parigi e a Panama danno il colpo di grazia al progetto. Nel 1889, la costruzione del canale viene sospesa. Inevitabile, scoppia lo scandalo e i tribunali prendono il controllo degli attivi della Compagnia universale. Tuttavia, nel 1893, il governo colombiano firma un nuovo contratto con la Francia per riprendere la costruzione del canale, di cui sarà incaricata una certa Compagnie nouvelle du canal de Panama. I francesi designano come consigliere l’avvocato e lobbista americano William Nelson Cromwell. I lavori riprendono nell’ottobre 1894. L’azionista Philippe Bunau-Varilla decide di puntare tutto sulla riuscita dell’impresa. Sulla stampa francese, e in particolare sul giornale Le Matin che gli appartiene, pubblica una serie di articoli per motivare gli investitori. Con l’appoggio del ministro Casimir Perier, si reca in Russia, convinto di trovarvi un sostegno economico, ma la crisi politica che porta alle dimissioni del gabinetto ministeriale francese, nel maggio 1894, nuoce alla sua proposta. Poco a poco, diminuiscono le possibilità di salvare il progetto. Alla Compagnie nouvelle restano solo due soluzioni: abbandonare o vendere. Nel dicembre 1901, all’insaputa del governo colombiano e senza preoccuparsi di disattendere le clausole del contratto, il governo francese e gli azionisti della Compagnie nouvelle autorizzano la vendita delle azioni agli Stati uniti. Sulla base di ricerche iniziate già dal 1886, Washington sta per promuovere il Nicaragua a territorio ideale per un futuro canale. Bunau-Varilla e Cromwell si sforzano di convincere il Congresso americano che il progetto panamense è più vantaggioso. Per garantirsi il risultato, 60.000 dollari vengono distribuiti ai membri chiave del Partito repubblicano (3). Il 29 giugno 1902, il Congresso ratifica la decisione del presidente Theodore Roosevelt di comprare la quota azionaria della Compagnie nouvelle per 40 milioni di dollari contro i 109 richiesti. Mai, in nessun momento, ci si preoccupa del parere della Colombia, azionista a sua volta, ma soprattutto proprietaria sovrana del territorio. La decisione viene accolta con entusiasmo dal piccolo gruppo oligarchico della provincia panamense che si dedica al commercio marittimo e all’attività terziaria. Panama vive una grave crisi economica provocata dalla «guerra dei mille giorni», dai problemi derivanti dall’incapacità francese di costruire il canale e dalla corruzione collaterale. Non ha, del resto, alcuna seria fonte di reddito, perché l’amministrazione americana del treno interoceanico invia tutti i guadagni a New York. «Costruire il canale o emigrare» - negli Stati uniti chiaramente - è lo slogan dell’oligarchia. Di fronte al fatto compiuto, e in debito con Washington per la vittoria nella «guerra dei Mille giorni», il governo conservatore colombiano autorizza il suo rappresentante a Washington a firmare un accordo con il segretario di stato, John Hay, per legalizzare il progetto franco-americano. Nel gennaio 1903, viene firmato un trattato che autorizza i francesi a cedere i loro diritti e gli Stati uniti a sfruttare il canale e le zone adiacenti per cento anni, in una condizione di sovranità pressoché totale. L’ultimo punto viene rifiutato dal Congresso colombiano nell’agosto 1903, non tanto perché mette in discussione la sovranità del paese, quanto perché vengono offerti solo una somma iniziale di 10 milioni di dollari e appena 250.000 dollari annui di compensazione. A questo punto, il triangolo degli interessi si coalizza: francesi, americani e separatisti panamensi. L’ambasciatore americano a Bogotà si era già espresso con toni minacciosi: se il trattato non fosse stato ratificato, «le relazioni amichevoli tra i due paesi ne verrebbero così gravemente compromesse, che il Congresso degli Stati uniti potrebbe prendere misure di cui dovrà dolersi ogni amico della Colombia». Se gli Stati uniti non otterranno, con il negoziato, la zona per costruire il canale, scrive Bunau-Varilla su Le Matin, il 2 settembre 1903, il presidente Roosevelt utilizzerà la forza contro la Colombia e nessuno si opporrà. Il francese incontra il rappresentante dei separatisti panamensi, Manuel Amador Guerrero. Gli offre 100.000 dollari per organizzare il movimento e garantisce la gratitudine diplomatica degli Stati uniti e della Francia. Gli consegna la dichiarazione d’indipendenza e una bandiera simile a quella degli Stati uniti, confezionata a Washington da sua moglie, augurandosi che possa diventare quella della futura Repubblica. In cambio ottiene che lo si nomini ministro plenipotenziario della nuova Repubblica, con facoltà di negoziare il nuovo trattato del canale con gli Stati uniti. Gli Stati uniti appoggiano la «secessione» Il 3 novembre, grazie a una «ribellione spontanea», i separatisti panamensi, con il sostegno delle truppe americane, proclamano la propria indipendenza dalla Colombia, mentre il corpo dei pompieri di Panama si erge a nuovo esercito (4). Allertate, le truppe colombiane tentano di sbarcare sul territorio panamense, ma le navi da guerra americane ancorate vicino alle coste glielo impediscono senza alcuna difficoltà. Il 7 novembre, gli Stati uniti riconoscono, di fatto, la nuova repubblica. Alcuni giorni dopo, è la volta della Francia. La Gran Bretagna si guarda bene dal protestare, preoccupata di non rimettere in discussione il sostegno dato da Washington alla sua opera colonizzatrice in Estremo Oriente. Il 18 novembre 1903, a New York, viene firmato il trattato Hay-Bunau-Varilla che fa di Panama un protettorato. Il francese utilizza due anelli che appartengono al segretario di stato americano per «autenticare», a nome di Panama, la sua firma sul documento: «Il sigillo dell’ignominia», diranno alcuni (5). Temendo che la giunta provvisoria panamense possa non ratificare il trattato, Bunau-Varilla invia immediatamente un cablogramma spiegando che fino a quando il documento non sarà approvato, Panama corre il rischio di essere riconquistato dalla Colombia. L’argomento è convincente: il 2 dicembre, la giunta ratifica il testo senza averlo nemmeno tradotto in spagnolo. Gli Stati uniti ricevono una fascia di territorio larga 10 miglia sui due lati del canale, per costruirlo e sfruttarlo per sempre. La sovranità nella zona del canale sarà di loro competenza, poiché Panama è «esclusa dall’esercizio dei diritti sovrani del potere o dell’autorità». Viene inoltre concesso agli Usa un diritto permanente d’ingerenza negli affari interni panamensi e la possibilità d’intervenire militarmente in caso di attentati all’ordine pubblico. Questa clausola assume valenza di legge quando la si include nella Costituzione, promulgata il 20 febbraio 1904 e redatta con la partecipazione del console americano William I. Buchanan (6). Il nome di Philippe Bunau-Varilla ripugna ancora alla maggior parte dei panamensi. Di fatto, quando si parla del trattato Hay-Bunau-Varilla, si aggiunge «il trattato che nessun panamense ha firmato (7)». Quanto al presidente colombiano José Maria Marroquín, quando finalmente si decise a rispondere agli insulti ricevuti per essersi fatto espropriare con tanta tranquillità di Panama (8), si limitò a replicare: «Di che cosa si lagnano i colombiani? Mi hanno affidato un paese e gliene rendo due». Posto sotto la giurisdizione degli Stati uniti, il canale di Panama viene inaugurato il 15 agosto 1914. Washington aveva raggiunto i suoi scopi. note: * Giornalista. Autore, in particolare, di Rhum Bacardi. Cia, Cuba et mondialisation, Epo, Bruxelles, 2000. (1) Secondo i dati ufficiali, le guerre civili in Colombia durante il diciannovesimo secolo furono ventitré, ma alcuni storici di provata serietà assicurano che furono più di sessanta. (2) Gregorio Selser, Diplomacia, garrote y dólares in América Latina, Editorial Palestra, Buenos Aires, 1962. Si veda anche: Eduardo Lemaître, Panamá y su separación de Columbia, Ediciones Corralito de Piedra, Bogotá, 1972. (3) Samuel Eliot Morrison e Henry Steele Commager, Historia de los Estados Unidos de Norteamérica, Fondo de Cultura Económica, Messico. (4) Claude Julien, L’Empire américain, Grasset, Parigi, 1968. (5) «7 de septiembre de 1977», Jorge E. Illeca (ex presidente di Panama), El Panamá América, Città di Panama, 3 settembre 2001. (6) Patrizia Pizarro e Celestino Araúz, La actuación de la Junta Provisional de Gobierno y la Constitución de 1904, Editora Panamericana, Panama http://www.critica.com.pa/archivio/historia/junta.html (7) «Lo uno y lo otro en la historia del Canal», José Quintero De León, La Prensa, Città di Panama, 15 dicembre 1999. (8) Nel 1921, la Colombia riconosce la Repubblica di Panama e riceve dagli Stati uniti la somma di 25 milioni di dollari. (Traduzione di G. P.)