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 2010  novembre 30 Martedì calendario

La tv fai da te corre su Internet - Piccole tivù «on line» crescono. E si moltiplicano a un ritmo tale che, per trovare un boom analogo, bisogna tornare alla fine degli anni ‘70 quando il fenomeno delle radio libere esplodeva in tutta Italia dando il via al dilagare delle televisioni private

La tv fai da te corre su Internet - Piccole tivù «on line» crescono. E si moltiplicano a un ritmo tale che, per trovare un boom analogo, bisogna tornare alla fine degli anni ‘70 quando il fenomeno delle radio libere esplodeva in tutta Italia dando il via al dilagare delle televisioni private. Quelle attuali si chiamano micro web-tv, trasmettono via internet e nel giro di un anno sono quasi raddoppiate: erano 286 nel 2009 e oggi sono 436. Come le emittenti di quarant’anni fa, anche le tv su internet devono il loro successo all’esigenza di dare voce a realtà ultralocali. Ecco allora il canale web che parla dei problemi della vallata, oppure la rete di paese che raccoglie le segnalazioni degli eventi culturali meno considerati, o addirittura la tv di condominio che trasmette le notizie di interesse degli abitanti di un palazzo. Potenza del mezzo, ma soprattutto della facilità con cui si può mettere in piedi una web tv: bastano un computer portatile e una telecamera semiprofessionale, minimi spazi, attrezzature e costi portata di moltissimi (con un investimento di 4mila euro la televisione internettiana è fatta). Le micro web tv saranno celebrate a Milano da giovedì, al meeting nazionale «Paese che vai» organizzato dal progetto AltraTv.Tv che culminerà nella premiazione del canale migliore con i Teletopi per mano di Carmen Lasorella. «Si tratta di canali digitali creati da cittadini, videomaker per caso o per passione - spiega Giampaolo Colletti, fondatore di Altratv.tv –, antenne messe su con pochi soldi dalle persone per documentare ciò che accade nei territori del nostro paese spesso non coperti dai media generalisti». Niente a che vedere con lo spirito che anima tanti canali aperti su Youtube, dove basta un personaggio come Willwoosh, che imita i protagonisti di Twilight, per guadagnare milioni di accessi: qui gli intenti sono molto seri, come il videoblog «Fromzero.tv» che ha documentato la vita all’interno delle tendopoli dell’Aquila, le cui mmagini sono state ritrasmesse da Al Jazeera English. «Chi realizza questi canali, spesso, lo fa per denunciare – aggiunge Colletti - come Piero Vellini che vive a Saronno e che ha vinto i Teletopi nel 2009 grazie alla sua web tv «Pierodasaronno.eu» in cui parla di ciò che non va nella sua condizione di pensionato. In generale le tv nascono dalla necessità di colmare un vuoto informativo. E pur essendo geo-localizzate possono essere seguite ovunque nel mondo». Così succede che gli spettatori di «Messina Web Tv.it» siano soprattutto i messinesi emigrati negli Stati Uniti che, attraverso le notizie di politica locale ma anche gli aggiornamenti dei prezzi dei mercati rionali, vogliono mantenere vivi i legami con la loro città d’origine. C’è il canale di Senigallia che segnala le barriere architettoniche che rendono la vita impossibile ai disabili, e c’è «Saffiland», la web tv costruita da un gruppo di ragazzi di Matera per ritrasmettere le bellezze del centro storico con un sistema di webcam dislocate nei punti più suggestivi. Ora i gestori dei canali on line possono anche tirare un sospiro di sollievo, perché è stato fortemente attutito l’effetto del decretoRomani che stava per calare su di loro come una mannaia, e che ne avrebbe annullato la maggior parte: «Fortunatamente l’AgCom ha azzerato la tassa fino a tremila euro per ogni web tv che abbia un fatturato inferiore ai 100mila euro l’anno. Non c’è stata la burocratizzazione della rete che temevamo».