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 2010  novembre 28 Domenica calendario

COMUNICAZIONI, ARRIVANO LE RETI INTELLIGENTI

[In allegato infografica le connessioni nel 2020]
Un mondo in cui tutti si collegano con tutti e connessioni-boom nei prossimi dieci anni. Lo prevede Ericsson, il colosso svedese delle comunicazioni, che stima 50 miliardi di dispositivi in comunicazione fra loro nel 2020 nel mondo. Persone che comunicano con altre persone, persone che si collegano a oggetti, oggetti che “dialogano” fra di loro. Quindi oggetti sempre più intelligenti e reti sempre più intelligenti. In Italia si passerà da 250 milioni a 1,2 miliardi di connessioni fisse e mobili, con una crescita esponenziale di quelle in mobilità. Nel mondo della comunicazione, secondo questo scenario, entreranno a viva forza gli oggetti. Avremo perciò 300 milioni di telefoni fissi e mobili, Ipad, pc, ovvero dispositivi usati da persone, che si collegheranno alla rete in banda larga per parlare o trasmettere dati. Ma non saranno i soli ad andare su Internet. Ci saranno anche 300 milioni di elettrodomestici dalla lavatrice al videoregistratore alla televisione che potranno così “parlare” con noi e con la rete elettrica e trasmettere informazioni. E 400 milioni di processori integrati in macchine industriali o apparati di uso si sommeranno ai 100 milioni di dispositivi connessi alla rete per controllare il consumo di elettricità, acqua o gas e ad altri 100 milioni di veicoli (automobili, autobus o altro) che diventeranno anche loro “intelligenti”. Così sarà più facile governare il traffico e più semplice, grazie a sensori applicati sugli apparati-chiave (carburazione, pneumatici, etc), sorvegliare il funzionamento. E anche questi parleranno fra loro. Così si arriva a 1,2 miliardi di connessioni: cinque volte più di oggi, nell’arco dei prossimi dieci anni.
Una vera e propria rivoluzione che ci cambierà, di nuovo, la nostra vita. «E’ un fenomeno afferma Clara Pelaez, responsabile Strategy & marketing di Ericsson per il Mediterraneo che è già partito e che verifichiamo in Europa e negli Stati Uniti ma anche in Cina e nei paesi emergenti. Le industrie non potranno fare a meno di questo nuovo mondo di connessioni perché è così che possono recuperare efficienza e competere al meglio. Cogliere le opportunità offerte dalla tecnologie è un must, per dirla all’americana, una necessità per aziende che si devono distinguere per non restare stritolate in un mondo in cui la pressione delle economie emergenti diventa sempre più stringente. Per questo sono fiduciosa che le nostre stime centreranno l’obiettivo».
Per mettere in collegamento tutti con tutti e far parlare uomini e oggetti intelligenti con reti che dovranno diventare altrettanto intelligenti, ci vogliono molti investimenti. E quindi bisognerà spendere molti soldi. Ma se ne risparmiano anche molti.
Nella sanità, settore che impatta sul Pil per il 9,1% (quota destinata a salire all’11% nel 2020), le nuove tecnologie consentono, per esempio, a un dottore di controllare i suoi pazienti a distanza: misurare la temperatura, la pressione, verificare il battito cardiaco, controllare un elettrocardiogramma è possibile grazie a un piccolo apparecchio, spiegano alla Ericsson, «che stiamo già utilizzando in Croazia». Si chiama remote monitoring (monitoraggio remoto) e consente, secondo le proiezioni wel gruppo svedese, di ridurre del 20% i ricoveri o le visite in ospedale, con un risparmio di 1,9 miliardi di euro.
Altre applicazioni sono possibili in agricoltura dove i sistemi M2M (Machine-to-Machine) permettono un taglio della Co2 valutato intorno al 14%. Nel settore dell’energia, i sistemi di monitoraggio e controllo remoto (i contatori elettronici sono già entrati nelle nostre case e qualche milione di italiani è già alle prese con le bollette bi-orarie) consentono di migliorare, e di molto, l’efficienza degli edifici. Con il ricorso alle fonti rinnovabili e ad altre soluzioni tecnologiche (dal teleriscaldamento, all’accensione a distanza degli elettrodomestici) «si potrebbero ridurre del 12% le emissioni di Co2» stima Ericsson, complessivamente. «Il monitoraggio da lontano dei consumi domestici aggiunge Clara Pelaez offre molte possibilità di risparmio. Non solo perché posso accendere la lavatrice, via telefono, dal posto in cui mi trovo. Ma anche perché la lavatrice stessa comunica con la rete elettrica per capire qual è la tariffa più conveniente. E mi aiuta a scegliere il momento migliore». Per la sua connessione la lavatrice pagherà una tariffa. Ma altrettanto importanti sono i risparmi che si potranno ottenere nel settore dei trasporti. «Se ne possono ottenere spiega ancora Pelaez sia in termini di gestione più intelligente del traffico: per esempio, se l’auto è connessa a Internet e riceve segnalazioni su percorsi alternativi meno “intasati”. Sia perché l’introduzione di sensori sulle stesse auto aiuterà a monitorarne il funzionamento direttamente con i centri di assistenza. Noi ipotizziamo un risparmio di Co2 dell’8% che equivale a percorrere in auto 5 milioni di volte la circonferenza della terra».
Le reti saranno in grado di reggere all’impatto di 1,2 miliardi di connessioni? E saranno disponibili sul mercato, in appena 10 anni, elettrodomestici e dispositivi così “intelligenti” da scegliersi la tariffa elettrica migliore? «Il passo dell’evoluzione tecnologica risponde Pelaez è così veloce da far pensare ad una crescita esponenziale. Sta cambiando tutto molto rapidamente, in tutto il mondo e l’Italia non potrà non esserne travolta. Le reti andranno aggiornate per poter gestire persone e cose. Quanto ai dispositivi, molti elettrodomestici, per esempio le televisioni, sono già predisposti per il collegamento a Internet. Con Electrolux stiamo portando avanti delle ricerche in questo settore. E il prossimo passo è dal laboratorio al mercato. Gli stessi produttori stanno accorciando i tempi per potere domani accelerare le vendite».