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 2010  novembre 28 Domenica calendario

«BERLUSCONI MERITA TUTTO»

Apicella, come è stata la sua infanzia? Un’infanzia fatta più che altro di ricordi musicali e anche di ricordi di amici del cuore musicali, perché ricordo proprio di aver seguito spesso il mio papà Tonino nelle sue serate canore.
Ed è stata una bella infanzia, che racconto sempre con tanto piacere. La vita è sempre più bella di una bella canzone? La vita non è sempre più bella di una canzone, purtroppo, ma a volte accade che lo sia anche per quanto riguarda un piccolo gesto d’amore o altro, sottolineato con le note musicali. I suoi ricordi più ricordi? Di ricordi ne ho tantissimi. Tanti anni fa ho girato quasi mezzo mondo, lavorando nei migliori alberghi della catena Sheraton. E ne ho viste di cotte e di crude, sono proprio quei ricordi indelebili che restano sempre nella mente e anche nel cuore. Suo padre? La mia famiglia è stata una famiglia normalissima, come tante altre famiglie napoletane. Sono stato colui che si ribellava un po’ a tutte le imposizioni ma è tutt’ora una bellissima famiglia, che amo. Questa era la sua risposta su la sua famiglia. La risposta invece su suo padre? È questa: mio padre fa il mestiere del cantattore e ha partecipato a tantissimi e film tantissimi lavori teatrali. Uno dei più importanti a cui ha partecipato è il grande film del grande Luchino Visconti «Morte a Venezia». Sono stato sempre attratto dalla sua artisticità, per me è stato un buon padre e in ottimo maestro. E sua madre? Con mia madre ho convissuto pochissimo perché una separazione di mio padre mi ha tenuto distante da lei. La prima volta che ha cantato? La prima volta che ho trovato il coraggio di salire su un palco fu una vera e propria tragedia. La sua adolescenza a Napoli? Ricordo la mia adolescenza con i miei amici. Un’adolescenza normalissima. Chi è stato, se c’è stato, il suo maestro? Il mio maestro, lo ripeto, è stato mio padre. E tanti altri interpreti della musica napoletana: Gianni Guarracino il mio maestro di chitarra invece. Il successo quando è arrivato? Più che successo si può parlare di popolarità, arrivata quando ho conosciuto un grande uomo, il presidente Silvio Berlusconi. Poi è arrivato anche qualche successo. A chi deve dire grazie? Ovviamente al presidente Berlusconi, lui mi ha dato un’identità artistica a livello nazionale e devo dire grazie anche al mio papà, che non mi ha mai insegnato ma che mi ha dato l’opportunità di rubare da lui moltissime cose. Un valore al quale non rinuncerebbe mai? Può essere banale ma l’amore e la musica. Ha conosciuto la gavetta? Eccome se l’ho conosciuta. Sono stato un posteggiatore per tantissimi anni davanti ai locali e ristoranti di Napoli. Lascio a lei immaginare. Sua moglie è la donna che le ha cambiato la vita? Se non ci fosse stata avrei dovuto inventarla. È una donna che, in un certo senso, mi facilita la vita e capisce bene l’importanza e la difficoltà che a volte presenta il mio lavoro. Le dirò, le dico e le ho sempre detto "grazie" e continuerò a farlo per tutta la vita. Il suo rapporto con la religione? Ottimo il mio rapporto con la religione. Purtroppo il mio lavoro mi prende tantissimo tempo e come tantissime persone non riesco, spesso, ad essere un praticante. Quando posso prego, anche prima di addormentarmi. È un uomo ricco? Magari fossi ricco... Comunque non mi lamento, basta guardarsi indietro. La ricchezza può anche essere avere una buona salute. E il suo futuro? Spero sia un futuro migliore ma non solo per me, anche per tutti gli italiani. Stiamo attraversando un brutto momento ma, i giovani, saranno capaci come sempre di regalarci un futuro migliore. Il mio futuro sicuramente sarà ancora pieno di tanta musica. Un augurio per il presidente Berlusconi...? Di essere ancora per tanti anni il nostro Presidente del Consiglio. È un uomo che merita tutto.