Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2010  agosto 31 Martedì calendario

ORRORE A BRATISLAVA

ex poliziotto, armato di fucile d’ assalto oltre a due pistole e otto caricatori, stermina famiglia rom: il bilancio è di sette morti e 14 feriti, di cui nove ricoverati in ospedale.
Nella capitale della slovacchia la questione rom è delicatissima essendo causa di numerosi scontri sociali e politici. L’ identità dell’ omicida non è stata resa nota
il massacro è avvenuto nei pressi del centro di devinska nova ves, cittadina di industrie automobilistiche sulle rive del fiume morava, al confine con l’ Austria.
Il ministro dell’ interno slovacco, Daniel Lipsic, ha confermato in televisione che la famiglia presa di mira era di origine rom, ma non ha aggiunto altro.
Le autorità slovacche sono molto prudenti nell’ indicare le ragioni che hanno mosso il pluriomicida.
I rom in slovacchia sono una minoranza cospicua, 430 mila su una popolazione di nemmeno cinque milioni e mezzo, e le tensioni nei loro confronti sono fortissime.
In molte città sono stati costruiti muri per separare le loro abitazioni e i loro accampamenti da quelli degli slovacchi e durante le elezioni dello scorso giugno alcuni manifesti di propaganda del partito nazionale, xenofobo, scrivevano, sopra il corpo di un rom seminudo, «non diamo da mangiare a chi non vuole lavorare».
In slovacchia la comunità rom è la seconda etnia più popolosa dopo quella ungherese.