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 2010  giugno 17 Giovedì calendario

FRAMMENTO DEI FRAMMENTI CHE RISPONDONO ALLA VOCE ”CIAMPI, CARLO AZEGLIO”


DA RICONTROLLARE

2010
Fu Carlo Azeglio Ciampi, dal capodanno del duemila in poi, a iniziare una vera campagna per Riscoprire la patria (come racconta nel suo libro omonimo Paolo Peluffo). L’allora presidente rimase male quando, il 7 dicembre ”99, Muti evitò - per «problemi tecnici», dirà - di suonare Mameli alla Scala. Così convinse Giuseppe Sinopoli a eseguire l’Inno alla fine del concerto di capodanno, dopo la Nona di Beethoven, l’1 gennaio del duemila. Fu un’apoteosi. Il Colle aveva commissionato due sondaggi riservati dai quali veniva fuori questo: l’80 per cento degli italiani apprezzava l’Inno; e nessuno accettava l’idea di sostituirlo. Musica odiata dagli snob, ma il popolo l’amava.
Fonte: Jacopo Jacoboni, La Stampa 15/6/2010

GIANNINI Massimo - Ciampi. Sette anni di un tecnico al Quirinale. Prefazione di Ilvo Diamandi. Indice dei nomi. Einaudi, Torino 2006.
Contiene:
Biografia di Carlo Azeglio Ciampi
Fonte: GIANNINI Massimo - Ciampi. Sette anni di un tecnico al Quirinale. Prefazione di Ilvo Diamandi. Indice dei nomi. Einaudi, Torino 2006.

Giuliano Amato […] presidente del comitato Garanti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia in sostituzione del dimissionario Carlo Azeglio Ciampi.
Fonte: Salvatore Cannavò, il Fatto Quotidiano 10/6/2010

Ultimo presidente della prima repubblica, Carlo Azeglio Ciampi (’93) assunse come impegno «la lotta all’evasione, un capitolo amaro per non pochi degli italiani».
Fonte: Cesare Maffi, ItaliaOggi 2/6/2010

Anche Carlo Azeglio Ciampi, in quel periodo [stragi del 1993] a capo del governo, ricostruisce il clima teso di quei giorni e i timori di un attacco alle istituzioni democratiche. ”Ricordo perfettamente quei giorni del ”93. Ero da poco stato eletto presidente del Consiglio in un momento non facile. C’era un clima molto teso dopo le bombe di Firenze, Milano, Roma. [...] Ricordo l’entusiasmo del ”93 per l’accordo sul costo del lavoro. Poi la lunga serie di attentati in nottata. Ero a Santa Severa, rientrai con urgenza a Roma, di notte. Accadevano strane cose. Io parlavo al telefono con un mio collaboratore a Roma e cadeva la linea. Poi trovarono a Palazzo Chigi il mio apparecchio manomesso, mancava una piastra. Al largo dalla mia casa di Santa Severa, a pochi chilometri da Roma, incrociavano strane imbarcazioni. Mi fu detto che erano mafiosi allarmati dalla legge che istituiva per loro il carcere duro. Chissà, forse lo volevano morbido, il carcere”. Alla domanda sullo spettro di un colpo di Stato pronto a scattare in Italia, Ciampi risponde: ”In quelle settimane davvero si temeva un colpo di Stato. I treni non funzionavano, i telefoni erano spesso scollegati. Lo ammetto: io temetti il peggio dopo tre o quattro ore a Palazzo Chigi col telefono isolato. Di quelle giornate, quel che ricordo ancora molto bene furono i sospetti diffusi di collegamento con la P2”.
[l’ex procuratore nazionale Piero Luigi Vigna. ] ”Quando il 28 luglio scoppiò l’autobomba davanti alla chiesa di San Giorgio al Velabro, avvisai Ciampi, che si trovava nella sua casa al mare. E mentre stava al telefono sentì dalla conversazione telefonica il secondo boato dell’ordigno esploso a San Giovanni in Laterano. Le comunicazioni caddero. Lui si precipitò a Roma, ma le linee del Quirinale rimasero isolate per alcune ore. Bombe e interruzioni telefoniche lo indussero a pensare che qualcosa di grave stesse succedendo, un colpo di Stato. […]
Intanto, voci false su imminenti dimissioni del capo dello Stato scatenano la speculazione internazionale sulla lira facendone precipitare le quotazioni; ma in giornata la moneta recupera. […]
Roma, 9 novembre ”93 Nel dibattito in Parlamento sullo scandalo Sisde, il presidente del Consiglio Ciampi illustra le misure restrittive messe in atto dal governo sull’uso dei fondi dei servizi segreti e dice che ”le bande di malfattori dentro lo Stato non mineranno la democrazia”. » (...)
Fonte: Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, il Fatto Quotidiano 30/5/2010, estratto dal libro ”L’agenda nera della seconda repubblica”, Chiarelettere 2010

La sfida [della manovra finanziaria] è appunto di realizzarla ricorrendo in prevalenza ai tagli alle spese; finora c’era riuscito soltanto Carlo Azeglio Ciampi.
Fonte: Stefano Lepri, La Stampa 26/5/2010, pagina 1

Tanto che alcuni fra i più autorevoli componenti del Comitato dei Garanti per le celebrazioni si sono dimessi. Per primo: Carlo Azeglio Ciampi, il Presidente della Repubblica che, nel corso del suo mandato, ha investito - con molta determinazione - sulla riaffermazione delle feste e dei simboli nazionali. E, quindi, del sentimento italiano.
Fonte: ILVO DIAMANTI, la Repubblica 10/5/2010

Dalla Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi metteva mano alle riserve, aumentava il tasso di sconto, ma per sua stessa ammissione la credibilità del paese sui mercati internazionali aveva ormai toccato il suo minimo storico. […] L’intesa con le parti sociali che spediva in soffitta la vecchia scala mobile venne raggiunta la sera del 31 luglio. Determinante fu il voto favorevole di Bruno Trentin, che subito dopo partì per le vacanze con la lettera di dimissioni in tasca. «Ricordo bene quel che mi disse Ciampi, con la sua consueta saggezza e lungimiranza. Mi esortò a chiudere in fretta l’accordo con i sindacati. Sarà di fondamentale importanza, aggiunse. Così fu, perchè quando in settembre decidemmo di svalutare, quell’accordo era operativo».
Fonte: Dino Pesole, Il Sole-24 Ore 30/4/2010

Il presidente del Consiglio ha nominato, a questo scopo, un comitato di garanti, presieduto dal Capo dello Stato emerito, Carlo Azeglio Ciampi, e costituito da alte personalità della vita culturale italiana. Ma Ciampi non si è dimesso da questo comitato? In effetti, il 21 aprile scorso, il presidente Campi ha fatto pervenire le sue dimissione, motivate da «ragioni anagrafiche». Qualcuno ha voluto leggere dietro questa scelta un dissenso rispetto alle linee guida fornite dal governo.
Fonte: Raffaello Masci, La Stampa 29/4/2010, p. 88

Cliente del barbiere Riccardo Ginestra.
Fonte: Francesca Filippi, Il Messaggero, 12/4/2010

Carlo Azeglio Ciampi, prima di insediarsi al Quirinale, si vide riconoscere da Palazzo Koch una pensione da 34 mila euro al mese.
Fonte: Emanuele Lauria, la Repubblica, 19/3/2010

Senatori a vita
Carlo Azeglio Ciampi, ex governatore di Bankitalia ed ex capo dello Stato, è in testa alla classifica con 702.224.
Fonte: Francesca Angeli, il Giornale 16/3/2010

legge Gasparri una delle poche che Ciampi rimandò indietro senza firmare.
Fonte: Sandra Amurri, il Fatto Quotidiano 17/3/2010

Carlo Azeglio Ciampi del resto che interviene sul quotidiano [Il Messaggero] diretto da Roberto Napoletano da quando lasciò il Quirinale.
Fonte: Michele Masneri, Il Riformista 25/2/2010

[…] la lezione pertiniana è stata sviluppata da Presidenti come Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano, in vetta alle classifiche di gradimento e fiducia,
Fonte: Fabio Martini, La Stampa 23/2/2010, pagina 1

Finché nel 1998 Il Sole24 Ore fece lo scoop su una parola che spazzò via l’ostilità tedesca e cambiò il destino dell’Italia. Era fine marzo e nei giorni febbrili in cui si decidevano i Paesi ”degni” di entrare nel primo gruppo che avrebbe adottato la moneta unica, la riluttanza del governatore della Banca centrale tedesca, Hans Tietmeyer, ad accettare l’ingresso dell’Italia si tradusse in un’espressione fatale: «Serious concerns». I governatori la infilarono nel ”Rapporto di convergenza” che decideva gli ammessi e gli esclusi. E quella «seria preoccupazione» sulle capacità dell’Italia di mantenere gli impegni per restare nell’euro, sembrò la pietra tombale sulle speranze italiane. Poche ore dopo la riunione la notizia, ancora riservata, rimbalzò a Roma e fece andare su tutte le furie Carlo Azeglio Ciampi, allora ministro del Tesoro. Dopo un giro di telefonate con i suoi ex colleghi banchieri centrali, la storia cambiò. «Serious» divenne «ongoing», l’ansia nei confronti dell’Italia da «seria» divenne «costante» e il traguardo fu raggiunto.
Fonte: Tonia Mastrobuoni, Il Riformista 12/2/2010

[…] una parola cara all’ex presidente Ciampi, una ”zoppìa” evidente.
Fonte: S.L., La Stampa 7/2/2010, pagina 2

[Discorsi presidenziali] «Coraggio» fa rima con «fiducia», che è come il piatto di lenticchie: guai se manca a Capodanno! Il maggior cultore del concetto è stato Carlo Azeglio Ciampi, che l’ha infilata in ogni suo discorso. Nel 2005 ha invocato «fiducia e speranza»; nel 2004 ha auspicato «il risveglio della fiducia»; nel 2003 ha esaltato «la fiducia che è tutto, è la forza che ci muove». Nel messaggio presidenziale è accettata con gioia, mentre se è il governo a invitare gli italiani alla fiducia, pecca di faciloneria. […] Certo, ogni capo di Stato ha dato una sua piccola impronta. Ciampi con i richiami al tricolore e alla Patria, culminati nel «Viva l’Italia!» del 2005 che aveva almeno dato una parvenza di colore alla formalità (anche se un bel «de’» livornese sarebbe stato ancor più apprezzato). […] La ripresa che sistematicamente è possibile […]se non dimentichiamo «la coesione nazionale» (Ciampi, 2002) […] Così come il richiamo alla Resistenza nei ricordi dei «volti dei compagni caduti in giovinezza» (Ciampi, 2001), […]
Fonte: Marco Zucchetti, Il giornale 3/1/2010

2009
Il 28 aprile del ”93 diventa per la prima volta premier in Italia un non parlamentare. Chi? Carlo Azeglio Ciampi.
Fonte: Mario Ajello, il Messaggero 4/12/2009

[…] l’apertura di un sito on-line [del Quirinale] avviata già da Carlo Azeglio Ciampi.
Fonte: DAL CORRIERE DELLA SERA DEL 31/12/2009

[Giuseppe Guzzetti] L’altro capolavoro, quello più noto, è l’aver negoziato nel ”96, con un laico come Carlo Azeglio Ciampi, la legge che ha dato vita alle fondazioni di origine bancaria.
Fonte: Francesco Bonazzi, il Fatto Quotidiano 29/10/2009

[altri] Carlo Azeglio Ciampi tutti i giocatori di scopone scientifico.
Fonte: Michele Magno, Il Foglio 5/9/2009

AMBROSOLI Umberto - Qualunque cosa succeda. Prefazione di Carlo Azeglio Ciampi. Giorgio Ambrosoli oggi nella parole del figlio. Sironi, Milano 2009.

[Arrigo Levi] Quali sono gli aggettivi che descrivono meglio Ciampi e Napolitano? «Sono aggettivi che si addicono a entrambi: sereno e battagliero. Sia Ciampi che Napolitano hanno di fondo una serenità che deriva dall’esperienza e da un carattere abituato a riflettere sulle cose importanti. E sono battaglieri perché in tutta la loro vita non hanno mai smesso di lottare per quello in cui credono».
Fonte: Stefania Fiorucci, Novella 2000, n. 32, 06/08/2009, pp. 44-45

20 settembre 1979: Carlo Azeglio Ciampi diventa governatore della Banca d’Italia
Fonte: Il sole 24 ore 22/7/2009

L’Associazione «Italiadecide» ideata da Luciano Violante, presieduta da Carlo Azeglio Ciampi e concretamente sostenuta da Gianfranco Fini, che finora si è mossa in gran segreto e che - di anno in anno e con i poteri di una commissione d’inchiesta - cercherà di esplorare le ragioni dell’«indecisionismo» nazionale.
Fonte: Fabio Martini, La stampa 17/06/2009

Il 13 gennaio 1994 si dimise il Governo di Carlo Azeglio Ciampi.
Fonte: Giampaolo Pansa, il Riformista 20/3/2009

L’amico Ciampi
Tra i più cari amici di Roberto [Benigni] e Nicoletta [Braschi] ci sono l’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e sua moglie Franca. Oltre che nelle occasioni ufficiali (proiezioni e cerimonie), i quattro si sono incontrati spesso per cene private al Quirinale e alla Maddalena, dove vanno in vacanza da anni. Nel 2005, Ciampi conferì a Nicoletta l’onorificenza di Ufficiale e a Roberto la massima onorificenza che il Presidente possa attribuire, quella di Cavaliere di Gran Croce.
Fonte: Marianna Aprile e Enzo D’Antonio, Novella 2000, n. 9, 26/02/2009, pp. 14-20

Messaggero. Sul quotidiano scrivono sia Ciampi.
Fonte: Il Foglio, 18/2/2009

[Si costituì perciò il Nuovo Banco Ambrosiano (1982) che, con azionisti diversi e amministratori e manager non compromessi con il passato, rilevò dal vecchio in liquidazione il marchio, gli sportelli e tutti i rapporti bancari italiani] fortemente voluta dal governatore Carlo Azeglio Ciampi.
Fonte: Massimo Mucchetti, Corriere della sera 13/2/2009

2008
[la «Città della Speranza» è il centro più importante d’Italia per la cura della leucemia infantile, gestisce la banca dati nazionale e un centro di ricerca internazionale, ha curato migliaia di bambini e a moltissimi ha restituito la vita. Un paio di numeri dicono tutto: venti anni fa la morte si portava via 65 piccoli su cento, adesso 25. Ma sono sempre troppi.] Troppi. E basta visitare le stanze del centro per sentirsi mancare il fiato come mancò all’ allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e a sua moglie Franca il giorno in cui, di passaggio a Padova, furono letteralmente trascinati a vedere la clinica, all’interno del complesso del Policlinico, dopo una cerimonia ufficiale.
Fonte: Gian Antonio Stella, Corriere della Sera 16/12/2008, pagina 23

[Facebook] Di gran garbo è Carlo Azeglio Ciampi. Alla nostra richiesta di amicizia ha risposto: ”Grazie per avermi proposto la sua gradita amicizia che ho personalmente inoltrato anche a mia moglie Franca. Inizio a comprendere perché voi giovani così entusiasticamente frequentate questo Facebook che permette di conoscere così tanta gente. Salutandola caramente, C.A. Ciampi”.
Fonte: Marianna Aprile, Novella2000, 25/09/2008, pp. 28-33

Spazi al tg. «Dal giorno dell’elezione a pontefice di Benedetto XVI, 19 aprile 2005, a quello della mancata visita alla Sapienza, 17 gennaio 2008, il primo telegiornale pubblico, il Tg1, ha riservato al Santo Padre e alle gerarchie cattoliche 27 ore di informazione. […] più del doppio di quello riservato ai presidenti della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano (13 ore)» [p. 26].
Fonte: Curzio Maltese, La questua: quanto costa la Chiesa agli italiani

[Venerdì l’Irlanda ha bocciato la nuova Costituzione d’Europa:] Secondo l’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, la sola possibilità che resta è di compiere atti che siano insieme di responsabilità e di audacia. « bene che un nucleo forte di Paesi vada avanti nonostante tutto... un’ avanguardia autorevole e coesa, in grado di indicare il percorso al quale gli incerti di oggi potranno domani agganciarsi. Non vedo alternative diverse, se non il collasso dell’intera casa europea». [8]
Fonte: [8] Marzio Breda, Corriere della Sera 14/6/2008

il Comune di Napoli, quando nei primi anni Novanta fu mandato a casa il sindaco Tagliamone e l’intero consiglio comunale da Oscar Luigi Scalfaro, allora presidente della Repubblica e da Carlo Azeglio Ciampi, presidente del Consiglio.
Fonte: Libero 22 maggio 2008, GENNARO SANGIULIANO

2007
Franca Ciampi che maternamente mette il cappotto addosso a Carlo e con quel gesto protettivo ne rivendica il possesso. Lo veste del suo affetto e accarezzando quel cappotto leopardianamente «molce il core» a lui, ma lascia storditi nel languore tutti quegli altri che, al contrario, pensano di essere stati rovinati delle donne, da una donna. […] Ma Franca e Carlo Azeglio Ciampi, che sono stati la Repubblica, non fanno pensare ai re innamorati raccontati da Shakespeare, ma a Montale che, pur disordinato nella vita sentimentale, ha scritto la più bella delle odi all´amore coniugale: «Ho sceso dandoti il braccio almeno un milione di scale / e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino…».
Fonte: Francesco Merlo, la Repubblica 4/11/2007, pagina 29.

Dalle dichiarazioni dei redditi dei politici italiani risulta che il senatore a vita più ricco è Sergio Pininfarina con 1.007.004 euro l’anno, seguito da Carlo Azeglio Ciampi con 752.389 euro. […]
Fonte: La Stampa 18/4/2007, pagina 7

Franca e Carlo Azeglio Ciampi
Fonte: VESPA Bruno - L’amore e il potere. Da Rachele a Veronica. Un secolo di storia italiana. Indice dei nomi. Mondadori, Milano 2007.

[Giovanni Bazoli a proposito della sua nomina a Presidente del Nuovo Banco Ambrosiano nel 1982] «Ciampi replicò: "Io sono diventato Governatore della Banca d´Italia e sono laureato in lettere!". […] «Decretare la liquidazione di una banca, farne nascere una nuova, trovare l´accordo tra la nuova banca e i liquidatori della vecchia per la cessione dei beni: tutto fu fatto durante il weekend, con uno scambio serratissimo di documenti tra Milano e Santa Severa, dove Ciampi si trovava per il fine settimana».
Fonte: Massimo Giannini, la Repubblica 7/8/2007

[Al ristorante di Villa Serbelloni a Bellagio sul Lago di Como dallo chef BOCCHIA ETTORE] anche l’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, si siano trovati così bene da lasciare dediche nostalgiche.
Fonte: SCH. 139018 (BOCCHIA Ettore)

Ma la sua formula [di Carli che, nelle trattative sul testo dell’accordo (di Maastricht nel 1992), riuscì a ottenere che l’obbligo fosse seguito da queste parole: «A meno che il rapporto non si stia riducendo in misura sufficiente e non si avvicini alla soglia con ritmo adeguato»] fu la base su cui Carlo Azeglio Ciampi, negli anni in cui era ministro del Tesoro, poté realizzare la diminuzione del deficit e costituire un avanzo primario (in linguaggio per non iniziati: i soldi che restano in cassa dopo il pagamento degli interessi sulle cartelle del debito) che avrebbe permesso, in teoria, il «ritmo adeguato» negoziato da Guido Carli.
Fonte: Sergio Romano, Corriere della Sera, 13/7/2007

Borsa Italiana, dal ”97 al 2000, subito dopo la privatizzazione voluta da Carlo Azeglio Ciampi e Mario Draghi, allora rispettivamente ministro e direttore generale del Tesoro.
Fonte: SCH. 137684 (PREDA Stefano)

Ha guidato il Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica).
Fonte: Carlo Bonini - Walter Galbiati, la Repubblica 26/5/2007

A meno che non cambi idea oggi, Napolitano non ha previsto alcun brindisi celebrativo [del primo compleanno della presidenza] con i suoi collaboratori, come invece era abituato a fare il suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi con la timidezza scaramantica di chi pensa. […] Inoltre non bisogna mai dimenticare che il primo Presidente ex-comunista della storia repubblicana è stato eletto da poco più della metà dei grandi elettori, 543 su 1009, mentre il suo predecessore aveva goduto di un sostegno unanime.
Fonte: La Stampa 10/05/2007, pag.12 Paolo Passarini

L’indennità del capo dello Stato in tutti questi anni non è aumentata, anzi. Calcolato in euro attuali, lo stipendio di Giuseppe Saragat (1965) era di 254.662, quello di Francesco Cossiga 210.435 nel 1985 e 185.076 a fine mandato (1992), di Scalfaro 210.770 (1996), Ciampi (per tutto il settennato) 218.407: anche per Napolitano la stessa cifra.
Fonte: Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, La casta, Rizzoli 2007.

Socio onorario del Circolo Canottieri Roma.
Fonte: La Repubblica 08/05/2007, pagg.1-20 Alberto Statera

Il collocamento in Borsa del 44% di Telecom di proprietà del Tesoro venne organizzato dalla direzione generale del ministero, guidata dall’attuale governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, e dal ministro Carlo Azeglio Ciampi. […] Ciampi e Draghi si prefiggevano due obiettivi: il massimo incasso dalla privatizzazione; la stabilità societaria per almeno tre anni così da favorire lo sviluppo dell’impresa nel quadro della liberalizzazione incipiente. Il primo obiettivo fu raggiunto.
Fonte: Massimo Mucchetti, Corriere della Sera 8/4/2007

[SACCOMANNI Fabrizio] Con Carlo Azeglio Ciampi, in particolare, ha co-pilotato la lira nei giorni terribili della crisi del 1992 e, successivamente, ha condiviso la grande battaglia per entrare nell’Euro, nella ”serie A”, come si diceva a quel tempo.
Fonte: SCH. 134217 (SACCOMANNI Fabrizio)

1999. L’avvio dell’euro. Con il gennaio 1999 (Carlo Azeglio Ciampi è ministro) nasce la nuova moneta europea.
Fonte: (Fonte: Bnl, Artoni e Bancini) Il Sole 24 Ore 09/02/2007, pag.11

2006
Ciampi Carlo Azeglio 9, 518,521,526,528,540,809
Fonte: INDICE DEI NOMI DEL VOLUME: La Navicella "I Deputati e Senatori del quindicesimo Parlamento Repubblicano" Editoriale Italiana 2000 (Annuario 2006)

Quando il governo di Giuliano Amato si dimise nell’aprile 1993, il presidente Scalfaro dette l’incarico a Carlo Azeglio Ciampi e questi compose un ministero composto da rappresentanti della Dc, del Psi, del Psdi, del Pli, del Pri, dei Verdi e dei Ds.
Fonte: Corriere della Sera 21/10/2006, pag.37 Sergio Romano

Una mattina, Carlo Azeglio Ciampi telefonò a Mieli [direttore del Corriere della Sera]: era offeso perché Merlo aveva paragonato il suo governo a quello di Facta. Il direttore cercò di spiegare, poi chiamò il giornalista: ”Avanti così”.
Fonte: SCH. 125772 (MERLO Francesco)

Ciampi. Il contrasto Ciampi-Berlusconi deriva da questo: 1. Ciampi è nel semestre bianco, cioè gli ultimi sei mesi di carica. In questo periodo la Costituzione gli vieta di sciogliere anticipatamente le camere; 2. Sciogliere il 29 gennaio, come concordato in autunno con governo e partiti, è comunque un anticipo; 3. Berlusconi aveva dunque formalmente ragione a chiedere che le camere restassero aperte fino all’11 febbraio; 4. Ciampi ha dovuto firmare il decreto di scioglimento per l’11 febbraio, perché non poteva fare diversamente. Ha preteso però di leggere prima (perché non si fida) il decreto del governo che fissa la data delle elezioni al 9 e 10 aprile. Berlusconi aveva infatti ventilato la possibilità di indire le elezioni a maggio, nello stesso momento in cui le Camere riunite dovranno scegliere il successore di Ciampi; 5. La legge sulla par condicio dice che da quando vengono convocati i comizi elettorali non si può più andare in tv. I comizi elettorali vengono convocati dopo lo scioglimento delle Camere. Poiché le Camere resteranno aperte fino all’11 febbraio, Berlusconi avrà disponibili due settimane in più di apparizioni televisive; 6. Per arginare le presenze di Berlusconi in tv, Ciampi ha scritto al presidente della Commissione parlamentare di vigilanza, chiedendogli di adoperarsi affinché, anche prima dello scioglimento delle Camere e della convocazione dei comizi, sia garantita la parità di presenza televisiva a tutte le forze politiche. A questa lettera seguirà un indirizzo dell’Autorità per le comunicazioni che, di fatto, anticiperà l’entrata in vigore della par condicio. Il dubbio che, in questo modo, Quirinale e Autorità per le comunicazioni forzino, come minimo, la legge a significati imprevisti, è legittimo. Forza Italia, infatti, ha emesso una nota durissima verso il Quirinale. dunque senz’altro in atto uno scontro istituzionale senza precedenti tra capo del governo e capo dello Stato.
Fonte: 2006 FRAMMENTO DEI FRAMMENTI CHE RISPONDONO ALLA VOCE ”PAR CONDICIO”

[…] il terremoto Mani pulite portò Ciampi al ruolo di supplente della politica, primo ministro, ministro del Tesoro, poi al Quirinale.
Fonte: Il Foglio 13/05/2006, pag.I Fabio Dal Boni

Carlo Azeglio Ciampi (1999-2006) - il presidente uscente e tutti ne dicono un gran bene. Però è stato forse durante gli ultimi anni po’ troppo addosso a Berlusconi, che, docile, gli ha fatto legger prima (e correggere) troppe leggi. E ha una moglie esageratamente disinvolta: lista degli sgraditi (di cui riservatamente i giornalisti sono sempre stati informati), appellativo di ”cretino” al povero Enrico Papi, ”tv deficiente” riferito alla televisione di Zaccaria, abbracci al corrispondente Rai da Pechino, ecc. In ogni caso, Ciampi ha detto no alla rielezione e questo è un merito indiscutibile: a parte la questione dell’età, avremmo pagato caro il precedente negli anni futuri. L’uomo è entrato al Quirinale al primo colpo, come Cossiga, ed era stato governatore della Banca d’Italia, come Einaudi. Ma nessuno, tra i suoi predecessori, poteva sommare a questi titoli anche quello di ex presidente del consiglio. Perciò è il Capo dello Stato col curriculum più importante, nobilitato anche da due lauree, una in Filologia presa alla Normale e l’altra in Legge (nessun titolo economico, come si vede). Livornese e tifoso acceso del Livorno e del centravanti Lucarelli. Merito sommo: da ministro dell’Economia nel governo Prodi ha lavorato sui conti pubblici in modo che diventassero compatibili con l’ingresso dell’Italia nell’area euro. Chi pensa che questo sia un demerito - ci permettiamo di dirlo - non ha le idee chiare. Infine: Cossiga dice che ha un carattere pessimo, che è un uomo freddo e scostante anche nei confronti dei suoi collaboratori più vicini. Ma Cossiga, lo sappiamo, è un maldicente.
Fonte: Giorgio Dell’Arti, Vanity Fair, maggio 2006

[Giuliano Vigini] reduce dalla Fiera del libro di Torino. Che banalità ha captato al Lingotto? «Mi ha molto impressionato il continuo riferirsi alla giacchetta di Carlo Azeglio Ciampi. In assoluto la più tirata d’Italia».
Fonte: Stefano Lorenzetto, Il Giornale 14/05/2006

Carlo Azeglio Ciampi. Indipendente, 78 anni, è eletto il 13 maggio 1999. La maggioranza richiesta è di 674 voti. […] Eletto al 1° scrutinio con 707 voti su 990.
Fonte: Corriere della Sera, 08/05/2006

Quando il presidente della Repubblica era in vacanza alla Maddalena, Silvio lo ha invitato a Punta Lada. E sa che cosa gli ha risposto Ciampi? Che lui non va nelle case private.
Fonte: Il Giornale 25 gennaio 2006, Stefano Lorenzetto

[…] comitato privatizzazioni istituito nel ”93 da Carlo Azeglio Ciampi: una task force che indirizzerà l’addio allo Stato Padrone in Italia presieduta da Mario Draghi e alla quale partecipano Rondelli, Piergaetano Marchetti, Ariberto Mignoli, Ottavio Salamone e Francesco Giavazzi.
Fonte: SCH. 120657 (RONDELLI Lucio)

[SAVOIA Vittorio Emanuele ] alla antipatia per l’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, questa invece sempre gelidamente negata in pubblico. ”Se incontrassi per strada Ciampi non gli chiederei nulla. Io e mio figlio non aspettiamo l’elemosina da nessuno! Gli direi buongiorno perché ho rispetto per la carica, non per la persona”. Poi però a Ciampi scrisse una lettera dignitosa, così come a Cossiga – ”Vittorio Emanuele è un uomo semplice” fu il definitivo giudizio del presidente emerito ”, a Scalfaro, a Wojtyla e al vescovo di Susa.
Fonte: SCH. 115934 (SAVOIA Vittorio Emanuele)

2005
[Francesco Giavazzi ] Proseguiamo con i simboli: cosa secondo lei racconta di più lo "spirito" di quegli anni? «Senz’altro il calendarione che il premier Carlo Azeglio Ciampi sfogliava con noi almeno una volta al mese. Ci teneva moltissimo: per ciascuna società da privatizzare erano segnati con precisione tutti i passi da fare e i relativi tempi. Con lui verificavamo il lavoro fatto. Guai a sgarrare..[…]».
Fonte: Corriere della Sera 31/12/2005, pag.3 Sergio Bocconi

7. Chi era il governatore della Banca d’Italia prima di Fazio? Carlo Azeglio Ciampi (1979-1993),
Fonte: SCH. 113972

In Italia la contrattazione nel mercato del lavoro è regolata dallo storico accordo del 23 luglio ’93, raggiunto dopo due anni di trattative tra Confindustria e sindacati col contributo determinante di Carlo Azeglio Ciampi, allora presidente del Consiglio.
Fonte: [10] La Stampa 7/6/2005

Nel ’96 Romano Prodi e Carlo Azeglio Ciampi decidono di mettere in cantiere la privatizzazione di Seat.
Fonte: Il Foglio 19/11/2005, pag.V Ugo Bertone

Carlo Azeglio Ciampi fu presidente del Consiglio e ministro del Tesoro, ed è ora presidente della Repubblica. In quale altra democrazia la Banca centrale ha fornito al Paese, nell’arco di cinquant’anni, due capi dello Stato? [Einaudi e Ciampi]
Fonte: Corriere della Sera 13/09/2005, Sergio Romano

In una vecchia intervista a L’Espresso, Francesco Cossiga ha raccontato come lui, da premier, nominò governatore Carlo Azeglio Ciampi concludendo che il Consiglio Superiore non ha mai contato nulla.
Fonte: Corriere della Sera 02/09/2005, pag.2 Massimo Mucchetti

Non parlerò di Ciampi e dei suoi anni da governatore. Ci conosciamo da trent´anni, da quando dirigeva l´Ufficio studi della Banca. Abbiamo vissuto in comunità d´intenti tante vicende, a cominciare da quella per tanti versi drammatica della crisi del Banco Ambrosiano che vide uniti nel malaffare Roberto Calvi, coautore e poi vittima di quella cupa vicenda, elementi mafiosi, infiltrazioni piduiste e perfino l´allora prestigioso Ior, la Banca d´affari del Vaticano. La tenuta lungimirante e fermissima di Ciampi in quella vicenda risparmiò al Paese un crac che sarebbe stato molto più rovinoso. Va detto che la Banca d´Italia trovò al suo fianco in quell´occasione il ministro del Tesoro Andreatta, il quale chiuse la porta in faccia alle pesanti pressioni del Vaticano e impose allo Ior di rimettere sul tavolo il "maltolto" che era finito nelle sue casse. Ma di Carlo Azeglio Ciampi non voglio dir altro. Sembrerebbe la ricostruzione di un amico e lui non ne ha alcun bisogno. Voglio soltanto ricordare che il nostro giornale, già diretto da Ezio Mauro, si è battuto in favore della sua elezione al Quirinale con gli argomenti che la ragione e il sentimento mettevano a nostra disposizione. Così, quando Ciampi fu eletto al primo scrutinio con quasi l´unanimità dei voti del Parlamento, per noi di Repubblica è stato il segno che il Paese, pur in mezzo a tante traversie, avrebbe avuto per sette anni una tenda di raccolta, di riferimento e di unità capace di farci superare delusioni e accoramento.
Fonte: Eugenio Scalfari, La Repubblica, 29/07/2005

All´insegna dello sberleffo e dell´ironia, quest´anno Viva Radiodue si è confermato programma di culto con Fiorello mattatore, capace d´entrare nei panni e nelle corde vocali del presidente Carlo Azeglio Ciampi (in perfetto livornese).
Fonte: LEANDRO PALESTINI, La Repubblica, 28/07/2005

[Carlo Vanzina] Anche il presidente Carlo Azeglio Ciampi ride alle vanzinate: «Andai al Quirinale alla proiezione de Il pranzo della domenica, perfetta storia in par condicio fra il comunista e il fascista. Fu molto affettuoso, si divertì. Ciampi è un italiano solido, che merita fiducia, rispetto».
Fonte: Corriere della Sera 11/06/2005, pag.35 Barbara Palombelli

Molti governi sono comunque nati e svaniti in automobile. Racconta Pasquale Cascella, oggi notista politico dell’Unità e nel dicembre 1999 portavoce di Massimo D’Alema: "Mentre andavamo al Quirinale per formare il D’Alema bis, arrivò una telefonata in auto. Era Carlo Azeglio Ciampi: "Ho visto la lista, ma con il tuo primo governo avevi raggiunto un bel primato di donne ministro, perché rinunciarci?". D’Alema, che stava già entrando con l’auto al Quirinale, chiama di corsa il leader dei Popolari Franco Marini a piazza del Gesù, che fa: "Ci penso io". Marini richiama proprio mentre D’Alema stava accedendo al salottino presidenziale: "Per noi va bene Patrizia Toja”. Fu così che la Toja divenne, sul filo di lana, ministro".
Fonte: Corriere della Sera Magazine, Antonello Capurso 06/06/2005

In prima fila, durante quella drammatica esperienza, c´era Carlo Azeglio Ciampi, all´epoca governatore. Non è un caso che proprio lui, che ha guidato la Banca d´Italia, il Tesoro, palazzo Chigi e ora il Quirinale, non si stanchi mai di ripetere che l´euro è "uno scudo protettivo". Anzi, si sa che tiene aggiornata la famosa tabellina che mostrava ai partner dubbiosi, quando era ministro e l´Italia doveva ancora entrare nella moneta unica, da cui viene fuori l´enorme risparmio per gli interessi sul debito dovuto all´euro. Circa 66 miliardi l´anno, secondo i calcoli degli esperti de lavoce.info; ben 460 miliardi nel periodo 1997-2003 e tutti grazie al calo dei tassi.
Fonte: La Repubblica 03/06/2005, pag.5 Elena Polidori

E quando si tratta di entrare in Europa, San Carlo Azeglio Ciampi, che i tedeschi è uno dei pochi a conoscerli sul serio avendo studiato in Germania, riesce nell´impresa di convincere il governatore della Bundesbank Hans Tietmayer il ministro delle Finanze Theo Waigel ad accettare l´Italia. E nel suo "Un metodo per governare" (Il Mulino, 1996) racconta con orgoglio di quando presentò a Helmut Kohl l´accordo sul costo del lavoro: "Se lei riesce a fare una cosa del genere - rispose il presidente tedesco - la invito in Germania per spiegarlo al Bundestag".
Fonte: La Repubblica 21/04/2005, pag.19 Filippo Ceccarelli

Durante la visita ufficiale di Carlo Azeglio Ciampi a Palazzo Marino, Salvini si rifiutò di stringere la mano all’allora presidente della Repubblica. ”No grazie, lei non mi rappresenta”.
Fonte: SCH. 91861 (MATTEO SALVINI)

2004
[…] e, a Milano, Barbelli (SECONDO ME è Bardelli), dove peraltro si recano Carlo Azeglio Ciampi, [E ALTRI]
Fonte: Antonello Capurso, Il Foglio 24/3/2004

2003
’Thesis”, berlina della casa Lancia amata dalle alte cariche dello Stato: la usano Carlo Azeglio Ciampi [e altri]
Fonte: ”L’espresso” 11/12/2003, pagina 16.

[Francesco Cossiga] Tutti ci stiamo comportando mediocremente. Mediocremente Berlusconi, mediocremente Carlo Azeglio Ciampi che, non essendo un politico, sta facendo anche troppo. Anzi, se fosse un politico direi di più, direi che sta facendo malamente. Nessuno lo sa, ma dietro la sua apparente affabilità è un uomo dal pessimo carattere, un uomo di totale freddezza, scostante anche nei confronti del personale e dei suoi collaboratori più vicini. Il presidente che al Quirinale ricordano ancora come il più cortese, corretto e gentile verso tutti, devo dirlo, è Scalfaro». [...] Dopo Ciampi, è Prodi la persona che meno capisce di politica, […]
Fonte: Flora Lepore Chi, 15/10/2003

[…] il ministro del Tesoro di allora, Carlo Azeglio Ciampi, aveva proceduto all’azzeramento dei vertici di Telecom-Stet in vista della privatizzazione […]
Fonte: Fabio Tamburini Il Sole-24 ore, 02/09/2003

2002
[Marco Pannella] Il Parlamento non eleggeva i suoi rappresentanti alla Consulta? Ha scelto di non mangiare e di non bere, poi ha deciso l’indicibile: mostrare la sua urina in tv e berla. Ciampi l’ha scongiurato di smetterla, ha telefonato, e non è consuetudine quirinalizia, allo spettacolo domenicale di Maurizio Costanzo che vedeva il corpo sfigurato del guru radicale depositato su una sedia. Quella telefonata del presidente ha alzato polvere, la polvere ha ridestato i parlamentari, il plenum della Consulta è stato ottenuto, Pannella ha vinto. ies
Fonte: Antonello Caporale la Repubblica, 02/07/2002

[Secondo un sondaggio Abacus del luglio 2001 ] Cresce anche la popolarità del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi: l’88 per cento del campione si fida di lui (il 58 per cento molto, il 30 abbastanza). Per l’85 per cento il Presidente è stato in grado di suscitare sentimenti di appartenenza al Paese e per l’81 si è rivelato capace di restare al di sopra della competizione politica.
Fonte: Claudio Rizza su Il Messaggero del 23/08/01 a pagina 9.

Il Presidente Ciampi va in barca alla Maddalena.
Sette del Corriere della Sera del 23/08/01

[…] l’immagine di Carlo Azeglio Ciampi che si offre raggiante ai fotografi con la prima moneta d’Euro.
Fonte: Pietrangelo Buttafuoco, il Giornale 22/12/2001

2000
Sei mesi dopo, Carlo Azeglio Ciampi, da presidente del Consiglio, ha donato [al Papa] un cofanetto in stile impero con una coppa e due colonne.
Fonte: Sebastiano Messina su La Repubblica del 4/11/2000 a pagina 21

1998
l salotto di Elisa Olivetti (che lo riceve anche all’Argentario), dove si incontrano Carlo Azeglio Ciampi, [e altri]
Fonte: L’Espresso 08/10/1998

1997
Carlo Azeglio [colleziona] quadri di arte contemporanea.
Fonte: Il Foglio, 16/7/97

Fotografato il ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi nell’atto di fare il noto gesto scaramantico delle corna contro la crisi di governo.
Fonte: Corriere della Sera, 01/10/1997

Carlo Azeglio Ciampi, il ministro del Tesoro, ha appena proposto un anticipo della Finanziaria ’98 in accordo con le opposizioni.
Fonte; Raffaella Polato, Corriere della Sera, 29/01/1997

Ministri e sottosegretari finora ricevevano solo lo stipendio derivante dalla carica governativa (circa 5 milioni netti al mese). D’ora in avanti saranno gratificati anche dell’indennità parlamentare (8 milioni al mese netti). Tra i beneficiari non ci sarà Carlo Azeglio Ciampi che, godendo di una ragguardevole pensione da ex governatore della Banca d’Italia, ha rinunciato all’appannaggio del governo.
Fonte: R.R., La Stampa, 25/02/1997

Il ministro del Tesoro, Carlo Azeglio Ciampi, vorrebbe meno tasse e più tagli della spesa pubblica. Prodi il contrario.
Fonte: Giancarlo Perna, Il Giornale, 17/03/1997

«In Borsa si cominciano a sentire gli effetti di una presenza meno pesante del Tesoro sui mercati. sufficiente che il Tesoro, grazie al processo di risanamento dei conti pubblici in atto, chieda mille miliardi in meno al mese di finanziamento, e questo si sta traducendo in nuova ”benzina” per la Borsa». (Carlo Azeglio Ciampi).
Fonte: Nino Sunseri, La Repubblica, 18/07/1997

[…] un altro erede dei valori del Partito d’azione, Carlo Azeglio Ciampi, la userà [La politica dei redditi che negli anni Sessanta interessa sia l’America kennedyana, sia una parte della socialdemocrazia europea] poi con efficacia negli anni Novanta per domare l’inflazione, ridurre i deficit pubblici e abbassare drasticamente il costo del denaro. Non è un caso se Ciampi è il portatore di una visione ”alla Modigliani”: lo conosce fin dai primi anni Sessanta, quando l’economista diventa il più autorevole ispiratore del governatore Guido Carli. Da Carli a Baffi, da Ciampi a Fazio, l’ufficio studi della Banca d’Italia che in quel periodo è una fucina della migliore classe dirigente italiana, ha in Modigliani il suo vero padre spirituale.
Fonte: SCH. 11746 (MODIGLIANI Franco)

Carlo Azeglio Ciampi, che in Banca lo [Padoa-Schioppa] favoriva e con cui condivide un europeismo senza ombre e senza riserve, sarebbe certo lieto di vedere Padoa-Schioppa occupare la scrivania di Via XX Settembre che dal 1996 al 1999 è stata sua.
Fonte: SCH. 11521 (PADOA-SCHIOPPA Tommaso)

Il 21 novembre, il capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi ricordò a magistrati e politici che «è dovere di tutti rispettare il limite delle proprie competenze».
Fonte: SCH. 10640 (TAORMINA Carlo)

[TOAFF Elio] mio padre, che era un bravissimo professore di greco (fra l’altro aveva dato a lungo lezioni a un ragazzo che si chiamava Carlo Azeglio Ciampi).
Fonte: SCH. 10589 (TOAFF Elio)
il Presidente Ciampi, ha una buona conoscenza della cultura tedesca.
Fonte: SCH. 2517 (CASSESE Sabino)

Alle pareti solo due foto: Carlo Azeglio Ciampi che accarezza Rana […]
Fonte: SCH. 1790 (RANA GIOVANNI)