Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2010  febbraio 13 Sabato calendario

FRAMMENTO DEI FRAMMENTI CHE RISPONDONO ALLA VOCE "ABETE, LUIGI"


Il giornalista Roberto Piccinelli, «campione olimpionico di salto del pasto», di tanto in tanto riempie il frigo di Magnum e per una settimana mangia solo gelati: «Lo fa anche il presidente della Confindustria Abete, e posso giurare che funziona».
Enrica Caretta, "Io Donna", 16/3/2002 pagina 164.

Luigi Abete (nemico numero uno degli scalatori dell’Unipol)
Sergio Rizzo, ”Corriere della Sera” 15/1/2006

[Mario Segni e il referendum sulla preferenza unica] La verità storica è che ci appoggiarono la Confindustria di Luigi Abete, il mondo imprenditoriale, la grande stampa. In modo trasparente e pubblico, non ci fu alcun complotto segreto.
Barbara Palombelli, ”Corriere della Sera” 4/2/2002

[Diego Della Valle] con forti legami di amicizia che vanno dall’attuale presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo a un presidente passato come Luigi Abete, oggi alla guida della Bnl.
Francesco Manacorda, ”La Stampa” 21/3/2006

[Davide Croff] Negli anni ’90, è alla Bnl, da cui si dimette nel giugno scorso per disaccordi con il presidente Abete.
Simonetta Robiony, ”La Stampa” 15/1/2004

"Io sono un imprenditore, sono presidente dell’Università Luiss, faccio anche il banchiere: nonostante ciò, ho trovato il tempo necessario per fare il cittadino" (Luigi Abete sul ”Corriere della Sera” di venerdì 16 aprile 1999).

L’agenzia di stampa Asca (controllata dall’ex presidente della Confindustria Luigi Abete)
Monica Setta, ”Capital” n.1/2001

’Thesis”, berlina della casa Lancia amata dalle alte cariche dello Stato. Tra i fan: Luigi Abete
’L’espresso” 11/12/2003, pagina 16.

[Consorte e la scalata a Bnl] Alcuni però mugugnano sui metodi che state utilizzando per raggiungere il vostro obiettivo. Il presidente della Bnl Luigi Abete vi rimprovera di non aver lanciato un’Opa concorrente ad un prezzo più elevato.
Il Sole 24 Ore 20/07/2005, pag.3 Riccardo Sabbatini

L’immobiliarista [Ricucci] infatti, più avanti non resisterà alla tentazione e il 14 luglio esporrà a un amico i suoi progetti su Bnl: «Lunedì mattina incasso 480 milioni di euro e rimango nel consiglio di Bnl per i prossimi tre anni. Abete, Giovanni, e forse Geronzi, se ne vanno a casa». Il 18 luglio rincara la dose: «Abete e Della Valle andranno a casa. Consorte sarà l’amministratore e tutta la governance farà parte di Unipol. Io Coppola e Statuto saremo fra gli amministratori».
La Stampa 14/08/2005, pag.7 Paolo Colonnello

8) dalla lettera scritta a Repubblica dall’onorevole Piero Fassino si è venuti a conoscenza che gli unici che si sono dati da fare perché la politica intervenisse a loro favore sono stati Diego Della Valle e Luigi Abete, soci degli spagnoli della Bbva la cui offerta pubblica di scambio sulla Bnl è stata respinta nettamente dal mercato
Il Giornale 28/08/2005, pag.1-35 Geronimo

C’è adesso uno schieramento, formato da non-fassiniani e da non-berlusconiani di centro, che vuole la pelle del governatore subito. Questo gruppone, al quale aderiscono esponenti del centro-destra e del centro-sinistra, è capeggiato dal duo Prodi-Rutelli, una volta tanto concordi. La Bnl, oltre tutto, presieduta da Luigi Abete, era finora considerata di area Margherita. E l’operazione Fazio la trasferisce invece in area diessina (meglio: dalemian-fassiniana). Come si può pensare che le tribù politiche italiane facciano passare una cosa come questa in silenzio? Dunque, il governatore vada via.
Dell’Arti Dal 22 al 29 agosto 2005

Gli avvocati impegnati nei contenziosi relativi ad Antonvenenta, Bnl, Banca d’Italia ecc. guadagneranno fra i 30 e i 50 milioni di euro. Nomi molto illustri: Bonelli-Erede-Pappalardo (Abete),
Panorama 1/9/2005, Roberto Seghetti

E in questi mesi mi è capitato di parlare spesso con Abete [presidente della Bnl] e Della Valle [membro dei patti di sindacato che attualmente controllano Bnl e Rcs] sulla questione Bnl. Non credo che sia motivo di scandalo o sorpresa. [ ... ] lo resto comunque fedele alla lezione che ci ha lasciato Enrico Berlinguer. La politica deve scorrere nel letto dell’etica e per quello che mi riguarda e riguarda i Ds, è sempre stato così. [ ... ] Spetta ai Ds battersi contro ogni forma di discriminazione garantendo che l’Unipol possa operare nelle stesse condizioni e con le stesse opportunità che sono offerte a qualsiasi altra impresa. Niente di più ma neanche niente di meno" (Piero Fassino, l’Unità, 13-8-2005).

Anche se Diego Della Valle parla di «investimento strategico di lungo periodo» opinione unanime è che si tratti di un’operazione di puro potere. L’imprenditore marchigiano è visto come l’ariete di un ambizioso network di uomini in cerca di affermazione. Gli esponenti più in vista sono il presidente della Bnl Luigi Abete, l’altro tycoon marchigiano Vittorio Merloni (che però si tiene ben più defilato) e il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo. L’alleanza è nata quando Abete aveva bisogno di assicurare alla sua banca un avvenire autonomo scongiurando la fusione con il Monte dei Paschi di Siena. Operazione riuscita. Ma poi di successi non ne sono arrivati tanti: un fondo di private equity, chiamato Charme, guidato da Della Valle e Montezemolo, che stenta a decollare anche a causa della sconfitta - sempre protagonista Charme con altri soci - nella privatizzazione dell’Ente Tabacchi.
Luca Iezzi il Riformista, 04/09/2003

La scalata di Unipol a Bnl sarebbe un’operazione concepita e sviluppata sotto la protezione politica dei diessini e all’insapuita della Margherita, che infatti era ed è furibonda (è di area Margherita l’attuale presidente di Bnl, Luigi Abete, filo-spagnolo).
Dell’Arti Dal 28 novembre al 12 dicembre 2005

E banche e imprese siedono insieme nella solita Assonime, rappresentate ai massimi livelli, da Luigi Abete a Giovanni Bazoli a Enrico Salza.

Fiducia. Le precedenti elezioni Confindustria: D’Amato aveva ottenuto il 91,7 per cento; Fossa 94,5; Abete 97,2; Pininfarina 98 e Lucchini 98,1. Appena diventato presidente, Montezemolo ha ringraziato molto «per questa fiducia, ottenuta con una percentuale molto alta» (Roberto Ippolito, ”La Stampa” 27/5/2004).

[Aspen Italia, salotto del potere
bipartisan. ] La lista dei 42 membri del comitato esecutivo è piuttosto impressionante. Comprende ex capi di stato (Francesco Cossiga), ex premier (Amato e Romano Prodi), manager (Luigi Abete, Vittorio Colao, Fedele Confalonieri, Piero Gnudi, Gian Maria Gros-Pietro, Corrado Passera), giornalisti e scrittori (Umberto Eco, Paolo Mieli, Mario Pirani), economisti (Mario Monti, Paolo Savona, Tommaso Padoa Schioppa, Giacomo Vaciago), banchieri (Cesare Geronzi) e molti altri (Gianni Letta, Franco Frattini, Lucio Stanca, Giuliano Urbani).
Panorama 19/01/2006, pag.23 Carlo Puca

[Consorte] Cosa ha da dire, per fare un solo nome tra i tanti, il professor Marco Onado? E non ha da dire nulla Luigi Abete che, per sette mesi, ci ha assicurato che, in ogni caso, avesse o meno vinto Unipol, avrebbe lasciato la presidenza della Bnl? Come mai Abete ha accettato, dopo accorte pressioni, di garantire la continuità con la nuova gestione francese Bnp Paribas? Come si fa a gioire perché i francesi hanno preso Bnl? Dico che questi soloni difettano di lucidità intellettuale.
La Repubblica 20/02/2006, pag.1-10 Carlo Bonini e Giuseppe D’Avanzo

[Cravatte] Luigi Abete, Diego Della Valle, Carlo Rossella, Enrico Mentana si dividono tra Battistoni, Roda e Finollo, che era uno dei preferiti di Gianni Agnelli, come Marinella.

[Lonati] nella primavera-estate 2005 (fece incetta di titoli Bnl in funzione anti-Abete).
Parrini 27/4/2006

[Draghi] Alla scuola romana dei gesuiti – l’istituto Massimo, nel quartiere romano dell’Eur – i suoi compagni di classe sono l’attuale presidente di Fiat e Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, il capo della polizia Gianni De Gennaro, il presidente della Bnl Luigi Abete, e pure il conduttore tv Giancarlo Magalli
Corriere della Sera Magazine 25/05/2006 pag.42 Aldo Cazzullo

nel comitato d’onore del Regina Elena ci sono, appunto, Totti, Verdone e Veltroni, ma anche Carlo Caracciolo, presidente onorario del ”gruppo editoriale l’Espresso”, il regista Giuseppe Tornatore e Luigi Abete, presidente della ”Banca nazionale del lavoro”.
Mattia Feltri, ”La Stampa” 9/8/2006

Tra i report verbali a Tavaroli, invece, Sasinini enumera, oltre a vittime già note […] Luigi Abete
’Corriere della Sera” 15/12/2006

il motto ”resistere, resistere, resistere”, preso per buono da Luigi Abete […] La banca di Abete, alla fine, è andata ai francesi di Bnp Paribas, lui è stato confermato presidente. In tv passa uno spot in questi giorni sul nuovo conto corrente ”Bnl Revolution” che ”paghi solo quando vai allo sportello”, ad un certo punto il bancario inventore del prodotto gongola quando il collega ammirato gli stringe la mano: ”E’ una vera rivoluzione!”. E quello, di rimando, deborda: ”Vedrai, è solo l’inizio”. Stia attento Abete, moglie e buoi dei paesi tuoi.
Fabio Dal Boni, Il Foglio 3/3/2007

[Circolo Canottieri Aniene] D´altra parte come avrebbe fatto Romiti a negare il tu a consoci che rispondono ai nomi di Francesco Gaetano Caltagirone, l´uomo più liquido d´Italia, suocero di Pier Ferdinando Casini e, tra l´altro, editore del quotidiano romano "Il Messaggero", Luca Montezemolo, suo ex collaboratore, Luigi Abete, suo ex presidente in Confindustria.

Accade quando il segretario dei Ds Piero Fassino chiede al presidente di Unipol Giovanni Consorte come comportarsi con il presidente della Banca Nazionale del Lavoro Luigi Abete quando questi gli farà visita, di lì a poco.
Sergio Romano, Corriere della Sera 17/6/2007

3 – Fermi tutti! Venerdì pomeriggio verrà conferita nell’università di Benevento (quota Mastela) una laurea in honoris causa a Luigino Abete. Quindi, in serata, un’allegra combriccola capitanata da Carlito Rossella approderà a Capri per il banchetto e sabato tutti nel castello Tod’s di Anacapri dove Della Valle ha fatto dei lavori di ristrutturazione da mille e una notte.
Dagospia 21/6/2007

E’ per questo che dire Roma e dire Veltroni significa dire naturalmente Carlo De Benedetti (in questi giorni sempre più tessera numero uno del Pd), ma significa dire anche Luigi Abete, Claudio Toti, Matteo Arpe, Andrea Mondello, Giovanni Malagò, Fabiano Fabiani – a cui sarebbero riservate le prime tessere – e significa dire anche Domenico Bonifaci, Alessandro Profumo, Luca Cordero di Montezemolo, Gianni Letta e, almeno fino a qualche settimana fa, Francesco Gaetano Caltagirone, prima che qualcuno iniziasse a scoprire che dentro i cassetti del circolo veltroniano le tessere più importanti erano già state distribuite da un pezzo.
Claudio Cerasa, Il Foglio 22/6/2007

APERTURA FOGLIO DEI FOGLI 9 LUGLIO 2007. Il 4 luglio a Torino, nel cinquantesimo anniversario del lancio della prima 500 (o più esattamente della seconda dopo la mitica Topolino), è stata presentata la nuova 500, presenti il premier, sette ministri (Bersani, Bianchi, Bonino, Damiano, Gentiloni, Mastella, Rutelli), cinque banchieri (Bazoli Salza, Passera, Braggiotti, Abete), industriali (Pininfarina, Marcegaglia, Bombassei, Tronchetti, Della Valle), star varie (Arbore, Baudo, Ventura, Chiambretti), 1.200 giornalisti, 7.000 ospiti provenienti da 63 paesi ecc.
Salvatore Tropea, la Repubblica 6/7/2007

Meno visibile, tale identità, appare nel sempre coetaneo e ugualmente studente al Massimo Luigi Abete, ex presidente di Confindustria e attuale presidente della Bnl, segnato da un vezzo comune a molti ”ex” dello stesso istituto: l’abitudine a intercalare il discorso con un ”non so se hai seguito il ragionamento”, frase ricorrente nell’eloquio di padre Rozzi, insegnante di lettere temuto da tre generazioni.
Marianna Rizzini, Il Foglio 21/7/2007

l’euro forte non nuoce la competitività tedesca, e anche in Italia c’è chi, come Luigi Abete, sostiene che la moneta forte ha accelerato lo svecchiamento industriale
La Stampa 29/07/2007, pag.1 Barbara Spinelli

Cinecittà Studios, la società partecipata dallo Stato e da privati, di cui è presidente Luigi Abete.
Il Sole 24 Ore 26/08/2007, pagg.1-22 Gianni Dragoni

della banca guidata da Luigi Abete - che è pure consigliere di Tod’s - Della Valle è stato azionista al 4,9% (e pattista con Assicurazioni Generali e Bbva) e consigliere fino al 27 aprile 2006 e ha approvato l’offerta di acquisto dell’istituto di credito francese, alla quale ha consegnato i titoli ricavandone una plusvalenza di circa 250 milioni […] Luigi Abete e Carlo Rossella ospiti sulla barca di Dieguito Della Valle - Foto da Panorama
Andrea Giacobino, Finanza e mercati (Dagospia) 17/10/2007

la BNL dove per quanto rappresentativo c’è sempre un presidente veltro-rutelliano che si chiama Luigino Abete
Roberto D’Agostino, Dagospia 9/11/2007

[Caltagirone] Chi ha vissuto i giorni dello scontro per la conquista della Bnl, poi, non crede ai suoi occhi quando lo vede ridere e scherzare in pubblico con Luigi Abete, il suo acerrimo nemico di allora, tuttora presidente della Bnl targata Bnp.
Orazio Carabini, Il Sole 24 Ore 11/11/2007

[Invitati al matrimonio Bernabò Rocca-Benedetta Geronzi] Luigi Abete
Giovanna Cavalli, Corriere della Sera 2/12/2007

[rielezione alla presidenza di Confindustria] Negli ultimi anni non ce l’aveva fatta neanche un volpone come Luigi Abete, costretto da Romiti a cedere il posto a Giorgio Fossa […] la cosiddetta Capri Connection: Diego Della Valle, Vittorio Merloni, Luigi Abete
Stefano Lavdiotti, L’espresso 10/1/2008

L’appuntamento è fissato per la sera di mercoledì 16 gennaio. Intorno al tavolo, insieme al presidente della Confindustria, Luca di Montezemolo, sono invitati tutti i suoi predecessori: Luigi Abete, Antonio D’Amato, Giorgio Fossa, Luigi Lucchini, Vittorio Merloni e Sergio Pininfarina. In base all’articolo 34 dello statuto, i magnifici sette dovranno indicare, a maggioranza dei presenti, una rosa di nove nomi, all’interno della quale il giorno dopo la giunta di viale dell’Astronomia voterà, a scrutinio segreto (con un massimo di due preferenze), i tre saggi incaricati di svolgere le consultazioni per il rinnovo della presidenza degli imprenditori.
L’Espresso 10/01/2008

Quello che resta del «dottor Sottile» è un lapsus freudiano di Alemanno: «Ringrazio il presidente Amato... Scusate volevo dire Marzano ». Le risate della sala, nella sede della «Commissione per il futuro di Roma Capitale» di viale Baccelli, dove nel 2000 c’era la sala situazioni del Giubileo, sciolgono la tensione. Giuliano Amato non c’è più, risucchiato dalla polemica tra centrodestra e centrosinistra, ma alla presentazione-bis di quella che era nata come la «commissione Attali alla romana » – oggi guidata da Antonio Marzano, presidente del Cnel – molte delle facce dei protagonisti sono le stesse di quanti avevano aderito a quel progetto. Nomi noti dell’imprenditoria, delle istituzioni e della politica, con una spruzzata di mondanità: il regista Pupi Avati, la stilista Laura Biagiotti, lo chef Heinz Beck. In tutto sono 53 (con Amato erano 44), gli uomini e le donne che – a titolo gratuito – avranno un compito preciso: elaborare, entro marzo, una relazione sul futuro di Roma. «E 30 di questi erano stati scelti dal mio predecessore: lavoreremo per amore della città su mobilità, parcheggi, edilizia sociale, rifiuti», ha detto Marzano. C’è Pierluigi Celli, direttore generale della Luiss; Innocenzo Cipolletta, presidente delle Ferrovie dello Stato; Aurelio Regina, presidente designato di Confindustria Roma; Luigi Abete, presidente della Bnl; Giancarlo Cremonesi, presidente dei costruttori di Roma; Giancarlo Elia Valori, presidente di Sviluppo Lazio; Andrea Mondello, presidente di Unioncamere. E poi gente della cosiddetta società civile: Pippo Marra dell’Adn Kronos, Roberto Della Rocca della comunità ebraica, Abdellah Redouane del centro islamico d’Italia, lo storico Franco Cardini, quattro sindacalisti. Ci sono anche le donne, rappresentate dall’imprenditrice Luisa Todini, da Marianna Li Calzi di Unicredit, dall’architetto Elisabetta Spitz, da Federica Guidi, presidente giovani imprenditori di Confindustria. A loro si aggiungono 19 collaboratori tecnico- istituzionali […] E Luigi Abete, seduto a fianco al presidente delle Fs, chiosa: «Cipolletta c’è sempre, quando serve...».
Ernesto Menicucci, Corriere della Sera 14/10/2008, pagina 13.

Roma è senz’altro la città che meglio delle altre offre oggi un’immagine chiara della nuova stagione della finanza rossa: bisogna partire da qui, da quella città che il centrosinistra ha amministrato negli ultimi quindici anni (prima con Francesco Rutelli e poi con Walter Veltroni) per capire quale è stato il destino della rete di potere cresciuta attorno al famoso ”modello Roma”. Una rete, questa, che aveva avuto la sua massima espressione in quella scacchiera politica che era la Festa del cinema di Roma: lì dove Goffredo Bettini (braccio destro di W.) era riuscito a mettere insieme i volti forti del veltronismo candidato a governare il paese. Ricorderete: c’era Luigi Abete (presidente della vecchia Bnl), ecc.

corrono invece insistenti le voci di un imminente intesa tra ApCom, agenzia giornalistica controllata da Telecom Italia Media, e Asca, altra agenzia giornalistica diretta da Claudio Sonzogno e in mano al gruppo grafico-editoriale di Luigi Abete.
Claudio Plazzotta, ItaliaOggi 4/2/2009

"Specialmente all’inizio è stato molto imbarazzante», confessa Désirée Colapietro Petrini, seduta al tavolo dell’atelier romano di una sua amica stilista, Nadia Mari, con la quale fin da adolescente divide la passione per i bei vestiti e per la moda. Désirée è una trentacinquenne curvilinea ed esuberante che di solito sui giornali ci scrive e della quale ora i giornali scrivono a causa un fidanzamento illustre. Collaboratrice del Tempo, di Di Tutto, del sito di cinema My Movies, da qualche mese è la compagna di un potentissimo della finanza Luigi Abete.
Qualcuno lo ricorderà per essere stato a lungo legato a Carole André, indimenticata Perla di Labuan dello sceneggiato tv Sandokan, ma Abete, 62 anni compiuti il 17 febbraio, è soprattutto il presidente della Bnl, una delle più grandi banche italiane, ed è amministratore delegato dell’Ente cinema e presidente di Cinecittà; già presidente di Confindustria e dell’Università Luiss di Roma, ha una società di famiglia, la Abete Spa, che controlla tra l’altroApCom.
Tra i suoi amici più cari annovera Luca di Montezemolo, Marco Tronchetti Provera, Diego Della Valle, Carlo Rossella, Enrico Mentana, Clemente Mastella e altri big della finanza, della politica e dell’informazione. […]
Lei saprà che molti guardano maliziosamente alla differenza d’età che la divide da Abete.
«Semmai, la mia preoccupazione era di non avere interessi comuni con un uomo tanto più grande, qualcosa che ci tenesse uniti al dì là dell’attrazione o dell’affetto. In passato ho avuto rapporti con coetanei, lo stesso padre di mia figlia Ginevra ha soli quattro anni più di me. Ma Luigi in molte cose è anche più giovane di me: è un entusiasta, un curioso, condividiamo tante passioni come i viaggi, il cinema, l’arte.
Ha moltissima energia, entra in ufficio alle sette e un quarto del mattino e va a dormire all’una di notte, non è mai stanco, ha una fame di vita che compensa la sua età. Poi è una persona pura, nel senso che è attento, ha mille attenzioni e questa qualità è una di quelle che mi ha fatto innamorare di lui e che mi ci fa stare bene nonostante i pettegolezzi».
Come vi siete conosciuti?
«A Taormina, ai Nastri d’Argento. Lui era lì come Presidente della Banca Nazionale del Lavoro, sponsor dell’evento, io come giornalista del sindacato cinema che istituisce il premio. L’ho incontrato su una terrazza dal panorama meraviglioso e l’ho trovato subito simpatico ed interessante. stata istintiva simpatia, ma per me finiva lì. Grazie a frequentazioni comuni ci siamo rivisti e abbiamo scoperto che la simpatia si stava trasformando in qualche cosa di più. E ci siamo innamorati» […]
Il suo compagno, dunque, ha accortezze da innamorato.
«Sì, gli uomini generalmente sono poco attenti a quelle che considerano frivolezze, ma non Luigi. Lui, ad esempio, sapendo che mi piace la musica di Pacifico, quando è uscito il suo nuovo album me l’ha regalato. Sono delicatezze queste che non hanno prezzo».
Stefani Fiorucci, Novella 2000 (da Dagospia 4/3/2009)

Se si prendono i dati sulle esportazioni in valore non in volume, si può vedere come l’Italia abbia retto meglio della Francia. E’ un punto su cui insiste Luigi Abete, presidente di Bnl, e imprenditore romano: smentendo tanti piagnistei sul declino, l’industria italiana è riuscita a salire molti gradini nella scala del valore.
STEFANO CINGOLANI, IL FOGLIO 16/6/2009

3 - IL "COMPAGNO" ABETE LICENZIA
Luigino Abete ha ripreso a sudare, ma questa volta lo ha fatto nell’ombra perché ciò che è avvenuto ieri ha messo a dura prova la sua coerenza e la fama di uomo di sinistra.
Ai giornalisti dell’agenzia ApCom che da poche settimane è stata fusa con l’Asca, è stato annunciato il piano che prevede 27 esuberi, pari a un terzo della forza lavoro.
L’annuncio però non l’ha dato Luigino, ma Brunetto Tini, l’amico piccolo imprenditore che nella nuova agenzia ricopre la carica di amministratore delegato.
BRUNETTO TINI CON FIGLIA E SABRINA FLORIO - Copyright Pizzi

La decisione era nell’aria da tempo ed è in linea con ciò che sta avvenendo nel settore dell’editoria dove il "là" sugli esuberi è stato dato dal quotidiano "la Stampa" che secondo l’anticipazione di Dagospia ha avviato un piano di prepensionamento per 60 giornalisti.
La potatura dei giornali è iniziata e altri rami stanno per cadere al gruppo Rcs, al "Gazzettino" e al "Messaggero" di Caltagirone.

La decisione di Abete che nasce come editore ma non ha mai brillato particolarmente in questa attività (prevalentemente tipografica) non è quindi sorprendente e a chi gli ha fatto notare che per un uomo amico di Prodi e di Veltroni non è bello prendere le forbici tra le mani, Luigino ha ricordato ciò che disse nel marzo del ’92 quando era presidente di Confindustria: "un imprenditore, privato o pubblico, che avvii iniziative di ristrutturazione - sostenne allora - deve agire avvalendosi di regole precise di mercato".
Quelle parole oggi gli sono tornate utili anche se lo fanno sudare perché il cuore continua a battere di nascosto per una sinistra che non c’è più.
Roberto D’Agostino, Dagospia 25/6/2009

Capalbio (Grosseto). Eliana Miglio e Paolo Glisenti ballano un lento alla festa che hanno organizzato per il terzo anniversario di nozze nel loro casale in Maremma. Hanno regalato agli ospiti i frutti del loro orto. Presenti: Luigi Abete
Chi, 1 luglio 2009

Tra i soci del Canottieri Aniene: Francesco Gaetano Caltagirone, Luca Cordero di Montezemolo, Luigi Abete, Giuseppe Tornatore, i fratelli Vanzina, Carlo Verdone, Ennio Morricone, Adriano Panatta, Luca Danese, genero di Andreotti, Piero Marrazzo.
29/6/2009

Il grande freddo tra Cgil e patronat finisce solo con la crisi della lira nel 1992 e il successivo crollo del sistema politico. E’ Luigi Abete, presidente della Confindustria, a calare il ponte levatoio e aprire, un anno dopo, la lunga era della concertazione che un tempo si chiamava politica dei redditi, un cavallo di battaglia di Ugo La Malfa,
Stefano Cingolani, Il Foglio 12/9/2009

La mattina del 2 luglio venne recapitata alle parti sociali una nuova bozza del testo. «Non era più suscettibile di modifiche», ricorda Ciampi. Prendere o lasciare. La risposta era attesa entro 24 ore: un sì oppure un no. «Il mio pessimismo si trasformò in sorpresa quando Abete, Trentin, D’Antoni e Larizza mi annunciarono il "miracolo". Il 3 luglio eravamo di nuovo tutti lì, a Palazzo Chigi per siglare l’intesa. La firma poi venne ufficialmente apposta il 23 luglio. Avevamo tutti ragione. Quel protocollo ebbe effetti positivi non solo sull’inflazione e sui tassi di interesse, ma su tutte le variabili dell’economia».
Il Sole-24 Ore 6/10/2009;

tavola rotonda Costruire il dopo e rinnovare la leadership del Paese, inviti diramati da Tremonti, tra i 50 presenti Luigi Abete
Adalberto Signore, il Giornale 13/10/2009
Francesco Verderami, Corriere della Sera 14/10/2009

Nella primavera 2011 aprirà a Castel Romano (Roma) il primo modulo di Cinecittà World, parco a tema sul cinema, che verrà completato in ogni sua parte nel 2014. Investimento complessivo di oltre 500 milioni di euro, 2.500 nuovi posti di lavoro, 150 ettari di estensione, 38 attrazioni, scenografia ideata dal premio Oscar Dante Ferretti.
Il proget­to è stato presentato il 19 novembre scorso da Luigi Abete, dal sindaco di Ro­ma Gianni Alemanno e dal vi­ce sindaco Mauro Cutrufo, dal presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e dall’assessore al turismo del Lazio Claudio Mancini […] «Cinecittà World» è pro­mossa da Cinecittà Parchi, so­cietà costituita nel 2009 e par­tecipata per l’80 per cento da Cinecittà Entertainment e per il 20 per cento da Generali Properties. Cinecittà Enter­tainment fa capo a Ieg (Italian Entertainment Group, i cui principali azionisti sono Luigi Abete, Andrea e Diego Della Valle, Aurelio De Laurentiis e la famiglia Haggiag) […] Abete ha sottolineato che «il proget­to è andato avanti al di là de­gli orientamenti politici».

Tra i corridoi degli uffici di viale Monterosa circola anche la voce - giunta anche alle informate orecchie del cdr - di una discussione tra il presidente Marcegaglia e Luigi Abete, membro del consiglio di amministrazione del gruppo. Sembra che nella discussione tra i due big di Confindustria ci sia stato uno scambio di vedute sul ruolo del Sole 24 Ore System, la concessionaria pubblicitaria del gruppo editoriale.
Gianmaria Pica, Il Riformista 7/1/2010