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 2008  luglio 07 Lunedì calendario

L’evasione adesso corre meno. Il Sole 24 Ore 7 luglio 2008 Un po’ più di 100 miliardi. L’evasione di tasse e contributi ha segnato nel 2007 un buon arretramento rispetto all’anno precedente, quando l’importo delle somme sfuggite alle casse dello Stato aveva sfiorato quota 115

L’evasione adesso corre meno. Il Sole 24 Ore 7 luglio 2008 Un po’ più di 100 miliardi. L’evasione di tasse e contributi ha segnato nel 2007 un buon arretramento rispetto all’anno precedente, quando l’importo delle somme sfuggite alle casse dello Stato aveva sfiorato quota 115. Si tratta di un dato incoraggiante, perché inverte una tendenza di tre anni consecutivi di crescita dell’economia sommersa. Ma soprattutto perché lascia intendere che esistono margini reali per intaccare lo zoccolo duro dell’evasione fiscale e contributiva. Il bicchiere, certo, resta "mezzo vuoto": 100 miliardi di euro fantasma rappresentano una zavorra che nessun sistema economico può sostenere, specie nella complessa congiuntura attuale. Il Sole 24 Ore del Lunedì ha aggiornato al 2007 i dati su imposte e contributi evasi (sono stati adeguati ai nuovi valori anche i calcoli effettuati per il 2006, riportati sul giornale dell’8 gennaio 2007). Non si tratta degli imponibili reddituali e contributivi nascosti dai contribuenti disonesti ma della quantificazione delle somme effettivamente sottratte al Fisco e agli enti di previdenza. Dalla stima risulta che, lo scorso anno, l’evasione si è attestata tra un minimo di 89 e un massimo di 100,2 miliardi. Questa forbice ripropone quella delle dimensioni minime e massime dell’economia sommersa calcolata dall’Istat, quantificate nel 15,3 e nel 16,9% del prodotto interno lordo: in valore assoluto si tratta, rispettivamente, di 227 e 250 miliardi di euro di Pil in "nero" (il valore più basso della forchetta indica il sommerso certo, quello più alto indica invece il sommerso presumibile). Tra le imposte (l’articolo qui a fianco illustra nei dettagli il metodo di calcolo seguito per l’analisi), è l’Irpef a registrare il tasso più elevato di disonestà: da un minimo di 24,5 a un massimo di 27,6 miliardi di imposta non versata, pur in miglioramento rispetto al 2006. Il fenomeno è naturalmente legato a doppio filo alla diffusione del lavoro nero che, nonostante le numerose campagne per l’emersione messe in campo negli ultimi anni, sembra subire solo leggeri miglioramenti. D’altra parte, è lo stesso Istituto di statistica a segnalare come la contrazione dell’area del sommerso economico in rapporto al Pil registrata nel periodo osservato non sia ascrivibile alla diminuzione della componente di sommerso legata all’utilizzo di lavoro irregolare. Da qui, probabilmente, anche una parziale spiegazione del dato sull’evasione contributiva, la più elevata in termini assoluti. Nel 2007 le quote non versate agli enti previdenziali si sono collocate tra i 34,7 e i 39 miliardi di euro. Quanto alle altre imposte, è l’Iva a mostrare livelli di evasione non distanti da quelli registrati nel 2006 (come accade, peraltro, alle altre imposte indirette e ai tributi locali), mentre migliora l’andamento di Ires e Irap. Come interpretare l’andamento di queste grandezze? Il punto di partenza, va ricordato, è quello della riduzione dell’area della shadow economy, certificato pochi giorni fa dall’Istat. Un dato che appare corretto correlare ai risultati delle politiche antievasione degli ultimi due anni: nel biennio 2006-2007, secondo le rilevazioni del precedente Governo, il gettito fiscale ha registrato aumenti di 35 e 25,5 miliardi. Al netto degli effetti economici e delle misure una tantum, il buon andamento delle entrate è in parte attribuibile alle manovre strutturali che hanno portato 5 miliardi aggiuntivi nel 2006 e 3 nel 2007 (con un beneficio cumulato di 8 miliardi, del quale si è tenuto conto nel conteggio totale dell’evasione stimata per "attualizzare" l’utilizzo di dati fiscali riferiti al 2005). Peraltro, potrebbe non essere incongruo depurare ulteriormente gli importi lordi dell’evasione anche della quota di gettito attribuibile al miglioramento della tax compliance (vale a dire, l’adeguamento spontaneo dei contribuenti agli obblighi fiscali). In questo caso, il progresso sarebbe ancor più visibile, tanto da portare l’evasione 2007 ben al di sotto dei 90 miliardi. Ora, naturalmente, si tratta di capire se la tendenza in atto sarà confermata. E i prossimi mesi saranno decisivi. Per il momento ci si deve limitare a prendere atto delle intenzioni del Governo che - seppur con meno enfasi rispetto al precedente esecutivo - ribadisce nel Dpef l’obiettivo di un «fermo contrasto all’evasione fiscale e al lavoro sommerso», rilanciando l’intervento dei Comuni e prevedendo un piano straordinario di controlli proprio sulle persone fisiche, troppo spesso in fuga dall’Irpef. Salvatore Padula