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 2020  luglio 31 Venerdì calendario

• Artegna (Udine) 15 gennaio 1954. Anestesista. Nella clinica La Quiete di Udine accompagnò Eluana Englaro nei suoi ultimi giorni di vita. • «(…) L’aspetto stravagante, completo di anello d’argento al lobo destro, farebbe pensare ad un outsider, ma si tratta di un effetto ottico. Il professore ha una storia solidissima, cominciata con la laurea a Trieste nel 1979, specializzazione in Rianimazione e Farmacologia clinica, a Milano. Ha lavorato per quattro anni in rinomati centri medici statunitensi, ha un master di Gestione e organizzazione in sanità alla Bocconi. Accanto al curriculum e a quattrocento tra lavori scientifici e relazioni ci sono anche vita sociale e amicizie. De Monte viene considerato molto vicino a quell’area post-socialista che di fatto è l’artefice dell’approdo friulano di Eluana. (…) È uscito allo scoperto, ufficialmente contattato dalla famiglia della ragazza. Il suo istituto, dal 2004 è primario al Santa Maria della Misericordia, si è tirato indietro. Lui è rimasto. La notorietà ha comportato la consueta dose di illazioni, tutte riguardanti un suo futuro e molto presunto coinvolgimento in politica. L’unica cosa davvero sicura è il suo rapporto con Beppino Englaro, recente ma improntato a grande fiducia reciproca. “Mi ha colpito il modo in cui esprime il suo perseverare nel cercare di esaudire la volontà della figlia. Di volerla liberare. Ha usato questa parola, che non dimenticherò mai”» (Marco Imarisio) [Cds 4/2/2009].
• «(…) Friulano di Artegna, a un passo da Buia e Gemonio le zone del terremoto, Amato De Monte è il medico che non ti aspetti. Baffetti, capelli ricci, a volte il codino, quasi sempre l’orecchino, vanta un curricula di 200 pubblicazioni, una laurea presa a Trieste nel 1979, specializzazioni negli Usa e in mezza Europa, 12 anni giorno e notte al quarto piano dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, reparto Anestesia e Rianimazione II di cui è primario. Una vita in camice bianco finita sotto i riflettori che giura di non amare. “Mi sono solo messo a disposizione del papà di Eluana, un uomo di cui non posso che ammirare la perseveranza con cui cerca di esaudire la volontà della figlia, la volontà di liberarla”» (Fabio Poletti) [Sta 4/2/2009].