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 2020  luglio 31 Venerdì calendario

Pordenone 30 agosto 1927. Critico musicale. Musicologo. «Il nostro più noto scrittore di cose musicali» (Paolo Isotta). «Musicologo coltissimo e raffinato» (Antonio Gnoli).
• «Nella cultura contemporanea, Bortolotto conserva da decenni il suo posto singolare e autorevole accanto a Pietro Citati, a Roberto Calasso e ai grandi compositori moderni come Boulez, Stockhausen, Bussotti, Berio, Donatoni, con i quali negli anni Sessanta seguiva  i seminari estivi della scuola di Darmstadt. Diplomato al conservatorio di Venezia, Bortolotto infatti è un musicista, prima che un musicologo e un connaisseur stimato nel mondo. Ha scritto saggi memorabili, dal Lied romantico a Wagner, da Strauss a Debussy, ed è anche uno degli ultimi grandi conversatori in circolazione. Scontroso all’apparenza e solitario, ha uno spirito caustico capace di ipnotizzare l’interlocutore per ore» (Fog).
• Ha tradotto scritti di Theodor Adorno e Karlheinz Stockhausen. Per Adelphi nel 2007 ha tradotto Confessioni e anatemi di Emile Cioran: «Cioran è uno straordinario moralista. Non è facile trovare qualcuno che sappia scrivere in francese con quella perfezione né che abbia espresso sulla vita etica riflessioni tanto profonde. Con Cioran ho passato moltissime ore a parlare di tante cose, ma non di musica. Aveva la casa piena di pile di dischi – allora erano ancora long-playing evidentemente – e scopersi che il suo autore preferito era Brahms: un dato, questo, che aumentò del cento per cento la simpatia che già provavo per lui».
• Da ultimo ha pubblicato per Adelphi Fogli multicolori (2013).
• Collabora con Il Foglio.
• Dal 1966 al ’72 direttore della rivista Lo spettatore musicale. Accademico di Santa Cecilia.
• Ha studiato medicina: «Non sono mai stato medico. Per esserlo avrei dovuto sostenere l’esame di stato. Preferisco cancellare quel ricordo. Si prende una strada e poi ci si accorge che non è quella giusta. Forse sarei stato un pessimo dottore».