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 2022  gennaio 17 Lunedì calendario


I numeri dei grandi elettori

Grandi elettori
Ci siamo: tra una settimana esatta i grandi elettori si riuniranno alla Camera dei deputati per dare inizio alle votazioni che eleggeranno il nuovo presidente della Repubblica, il tredicesimo della storia italiana. Per arrivare preparati andiamo a scoprire chi sono i grandi elettori e come vengono scelti, non senza polemiche, all’interno delle regioni.
1.009 I grandi elettori chiamati ad eleggere il nuovo capo dello stato. Un numero composto da 321 senatori, 630 deputati e 58 delegati regionali: tre per ciascuna regione, esclusa la Valle d’Aosta che ha un solo delegato.
673 È il numero di preferenze – corrispondente ai due terzi dell’Assemblea – necessarie per essere eletti capo dello stato durante i primi tre scrutini. Dal quarto in poi sarà sufficiente la maggioranza assoluta, pari a 505 voti.
17 Le regioni che hanno già espresso i loro rappresentanti che parteciperanno al voto per il Quirinale. Al momento all’appello mancano solo Trentino-Alto Adige – i cui delegati saranno resi noti oggi – Emilia Romagna e Toscana, che voteranno domani.
22 I voti ottenuti da Dario Violi, consigliere del M5s in Lombardia e scelto a sorpresa come delegato che rappresenterà la regione a Roma insieme al governatore leghista Attilio Fontana e al presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi. L’elezione di Violi ha scatenato le polemiche del Pd lombardo, primo partito di opposizione in regione e sicuro di eleggere un proprio delegato: “Il voto di alcuni componenti della maggioranza ha alterato la scelta delle opposizioni in modo grave e inaccettabile”, ha dichiarato Francesco Boccia (Pd).
29 Le sole preferenze ricevute dal governatore della Sicilia Nello Musumeci, a sorpresa classificatosi terzo alla votazione per i tre grandi elettori dell’isola. Il voto segreto ha invece premiato il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè e l’esponente di opposizione Nuccio Di Paola (M5s). L’esito dello scrutinio ha provocato forti frizioni nella maggioranza di centrodestra, tanto che sono trapelate voci sulle dimissioni di Musumeci, prontamente smentite dallo stesso presidente.