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 2021  dicembre 03 Venerdì calendario


È Natale, sbrigatevi

Èl’inizio di dicembre, siamo ancora in tempo. Possiamo fermarci, tirare un bel respiro, riflettere. Prendere delle decisioni razionali e sensate, non farci ricattare dall’emotività. Nessuno può costringerci a tradire il nostro stile di vita, le nostre scelte, la libertà che abbiamo faticosamente conquistato. Vi farò ora il mio esempio, non per mettermi al centro dell’attenzione, ma per aiutare le persone in difficoltà a trovare la propria strada, a dire: se ce l’ha fatta lei, posso riuscirci anch’io. Sono piccole cose, ma fanno la differenza. Io ho già detto no, per esempio, a quel dannatamente triste Babbo Natale di plastica che si arrampica sulla finestra di casa, appeso alla facciata del palazzo come un ladro. Non è stato facile, certo, ma alla fine ho vinto io. Niente ladri sulle mie finestre, o brutta gente che sta precipitando. Potete farcela, basta dire che è caduto di sotto e un Suv cattivo l’ha investito, dare la colpa ai Suv in generale, esagerare con il dolore, dire che non ve la sentite di affezionarvi a un altro Babbo Natale se poi deve finire così, schiacciato da grosse ruote motrici, e che finché questa città non sarà più sicura e buona, voi proprio vi arrendete. Se siete in difficoltà, cambiate stanza con gli occhi lucidi dicendo: dov’è finito lo spirito del Natale? Nessuno oserà più contraddirvi, però sappiate che lo spirito del Natale è l’asso nella manica e va usato con parsimonia. Se ci organizziamo per tempo, tutti insieme, possiamo fare come ci pare, anche decidere di non comprare nessun regalo, nessun pandoro, nessuna casetta di pan di zenzero, non fare nessun albero, nessun presepe, nessun brindisi in ufficio con i bicchieri di carta, nessuna cena di classe con il super green pass, non vedere nessun film di Natale, neanche Love actually, possiamo andare liberi e leggeri per le strade del mondo. Niente luci, niente addobbi, niente di niente. Niente pacchetti sotto l’albero che vengono divorati dai gatti, niente pantofole pelose in dono dalla zia, niente neve finta, niente Jingle Bells, niente finestrelle dell’avvento con dietro i cioccolatini, niente pampepato, niente regali il pomeriggio della Vigilia quando i negozi chiudono, niente Instagram natalizio. Niente catene di auguri, niente barzellette di Natale, niente tamponi per sicurezza alle sei del mattino, niente borse in treno cariche di cibo, niente bagagliai pieni di panettoni e soprattutto niente adulti costretti a travestirsi da Babbo Natale per far divertire i bambini. Non vi sentite più felici adesso, più sollevati? Aboliamo tutti gli orpelli del Natale. Adesso, se avete provato l’angoscia e l’orrore che ho provato io nello scrivere queste righe, se volevate solo smettere di leggere e correre a fare l’albero con quante più luci possibile e con una cascata di neve finta che non uscirà più dalle case per i prossimi sei o sette anni, allora siete salvi. Era uno scherzo, era una prova. Era una sveglia. Volevo dire: è già il tre dicembre, che cosa state aspettando? È tardi, bisogna preparare tutto, sicuramente i tortellini ma anche le slitte trainate dalle renne. Forse anzi inizierò a uscire di casa in slitta, perché sia chiaro che è quasi Natale e che questa volta non me lo leverà nessuno. Se la slitta non funziona, allora mi accontenterò dei campanellini. Regaliamoci delle candele, sì ho detto delle candele. Per quanto riguarda il Babbo Natale di plastica che si arrampica, lo so che è bruttissimo, ma non so se posso farne a meno. Se poi si offende e non viene più?