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 2021  novembre 26 Venerdì calendario

Addio Black Friday, la nostra relazione ormai non ha più senso

Caro Black Friday, questa è una lettera d’addio. Voglio essere sincera con te: non me la sento più, abbiamo perso la magia. Ogni anno più annoiati, ogni vigilia meno emozionati, ogni volta più delusi. Tu sempre più prevedibile, io sempre più insoddisfatta. 
Non voglio polemizzare, tu hai le tue ragioni e io sono forse troppo stanca, ma giusto per un ultimo chiarimento: io non ti ho mai dato un numero falso di carta di credito, io non ho finto di essere diversa da quella che sono, io ti ho dato anche indirizzi di riserva se non ero in casa (il mio amato Bangla aperto a tutte le ore, che mi fa da guardia del corpo quando torno tardi la sera, che sa quanta Coca-Cola bevo, quante olive mangio, che ha anche le penne e i quaderni e le merendine sfuse e che non mi ha mai tradito), invece tu hai fatto un mucchio di casini. E una volta il corriere che perde il pacco, e un’altra volta l’aspirapolvere che in realtà è un aspirabriciole, e quella volta che ci hai messo tre mesi a consegnarmi quel cappotto ed era cambiata la stagione e non mi serviva più – e comunque mi stava malissimo. Se mi stava malissimo, può essere davvero soltanto colpa mia? O forse significa che non dovevo fidarmi di te e delle tue offerte con il conto alla rovescia. Ma soprattutto, caro Black Friday, parliamoci chiaro: che me ne faccio di un’altra gigantesca candela profumata, o di un’altra cuccia anti stress per cani? Tanto il mio cane non si stressa di meno, anzi, si stressa per il solo fatto che ho pensato di curargli lo stress con una cuccia anti stress. Ricevere un pacco lo agita enormemente, credo che pensi che vogliamo usare il pacco per rispedirlo indietro al canile (no, non ci ho mai pensato davvero, ho solo accarezzato l’idea). Sono passati cinque anni dal giorno del canile, ma ogni volta che arriva un pacco lui si gratta per il nervosismo: un po’ per la paura di essere rispedito indietro, un po’ forse perché una volta da una scatola che sembrava un pacco sono usciti due gatti, e non sono mai stati rispediti indietro, e anzi sono diventati sempre più grassi e ora strisciano per la fatica di camminare e ogni pacco che arriva lo scambiano per cibo, anche i dodici tubetti di dentifricio in offerta. So che questa non è direttamente colpa tua, Black, ma è un segnale della nostra disarmonia: la nostra relazione oramai non ha più senso. C’è stata una passione iniziale, più mia che tua, e tu ti sei divertito ma non hai avuto cura di me. Io cliccavo e cliccavo, cercavo i regali di Natale, di compleanno, i premi per i bei voti a scuola (diciamo i premi per il recupero dei brutti voti), cercavo il risparmio euforico e a domicilio, mi lasciavo anche andare a una fiducia un po’ cieca. Pensavo che col tempo avresti riservato i veri affari soltanto a me, mi avresti tenuta lontana dalle fregature: le creme di bellezza che non imbelliscono, le lenzuola morbidissime che dopo un lavaggio sono durissime, lo zaino che diventa una valigia con le ruote (scomodo e brutto come zaino, assurdo come valigia). Sono stata ingenua, ma ora ho deciso di darci un taglio: so che mi cercherai, mi manderai mille notifiche, anche velate minacce con i minuti che passano, mi chiamerai per nome, ma non servirà a niente perché è finita davvero. Non cercarmi più, Black. Poi un giorno potremo anche ritrovarci e essere amici, ma non adesso, ho bisogno di respirare e di guardarmi intorno. Tengo comunque tra i ricordi felici il topper per il materasso che ho comprato all’inizio, quando un po’ mi amavi. Addio Black