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 2021  novembre 25 Giovedì calendario


Dialogo tra Draghi e i ragazzi di Save The Children

Martedì il presidente del Consiglio Mario Draghi ha incontrato le ragazze e i ragazzi del Punto luce di Save the Children a Roma, nel quartiere di Torre Maura. Nella struttura, giovani tra i sei e i sedici anni svolgono gratuitamente attività sportive, ricreative e di supporto scolastico. Il premier ha dialogato con loro, rispondendo a domande sul futuro delle nuove generazioni e anche ad altre più personali. Riportiamo qui la trascrizione dell’incontro.
 Draghi: Mi ha fatto un piacere straordinario andare in giro e vedere che splendido posto è questo, che comunità fantastica. Siete parecchio fortunati, sapete, ad avere questo posto e queste persone che sono… Come definirle? Bravissime. Vi vogliono un bene straordinario, comincia tutto da lì, dal loro affetto e anche dall’affetto che vi sapete dare tra voi. Quindi appena si entra in questo posto si capisce subito che c’è un calore e un amore straordinario qui dentro, e da lì parte tutto, la vostra educazione, il vostro apprendimento, il vostro divertimento. Perché senza divertimento le cose non rimangono in testa. Quindi bravi, che bello. Grazie per avermi invitato oggi.
 Una ragazza: Inizio io chiedendole, secondo lei i ragazzi come fanno senza un punto di riferimento? Come faranno a trovare la loro strada nella vita? Perché ad esempio io e noi tutti siamo stati fortunati ad avere questo posto, ma ci sono molti quartieri a Roma e in Italia che non ce l’hanno.
 Draghi: È una domanda molto profonda. Ora parlo, come dire, come governo, come presidente del Consiglio. Quello che dovremmo fare è investire molto di più, creare tantissimi punti luce portare di più lo sport nelle scuole, e questo abbiamo iniziato a farlo. Fare della scuola stessa una comunità. Quindi avere il tempo pieno… Quello che continuiamo a dire è che bisognerebbe che, una volta finito l’orario scolastico, le ragazze e i ragazzi potessero tornare a scuola, stare aperti il pomeriggio per fare molte attività come fate qui. Quindi questo governo ha investito moltissimo, è stata destinata una somma molto grande di tanti miliardi per la creazione delle palestre nelle scuole, per il tempo pieno, quindi la situazione sta migliorando. Perché piano piano tutti noi, i grandi hanno cominciato a capire che voi siete al primo posto, e quindi… Ma non voglio fare un discorso, mi fermo qui. 
Alessandro: Buongiorno, mi chiamo Alessandro, ho 12 anni e volevo chiederle da piccolo cosa voleva fare da grande. Che lavoro voleva fare?
 Draghi: Ah ma guarda, da piccolo piccolo… Diciamo che non vi dico quello che volevo fare quando avevo cinque anni. Ma quello che volevo fare quando avevo da undici dodici anni fino ai venti: mi sarebbe piaciuto essere un atleta. Quello che mi piaceva di più era fare sport, e possibilmente essere un bravo giocatore di pallacanestro. Ho visto che mi hai guardato le gambe, perché effettivamente uno si chiede, ma come mai potevi nella tua testa avere l’ambizione di diventare un grande giocatore di pallacanestro, se sei così basso? Allora faccio una premessa, all’epoca la mia altezza andava benino per certi ruoli come quello del playmaker. Però per il resto no. Comunque è una delle tante cose che ho provato e non è andata bene, però mi sono divertito tantissimo nel frattempo. Poi mi sono reso conto piano piano che l’importante non è tanto quello che vuoi diventare, ma è quello che sei. L’esperienza più importante è ora, la cosa più importante è sempre quella che stai facendo in quel momento, ed è essenziale che uno si senta una, uno si senta pienamente coinvolto da quello che sta facendo. La cosa che fa dispiacere, come a me è capitato tante volte, per questo me ne sono accorto, è quando uno non si sente più interessato da quello che fa, da dove si trova, dalle persone che vede. Ecco, questi sono i momenti che secondo me voi probabilmente, e lo spero, ne vivete di meno. Perché siete più giovani e più entusiasti e questo vi aiuta molto. Ma ricordatevi che sognare va bene, perché alla fine ci sono certe cose che piacciono di più e con cui uno si identifica, però quello che conta è oggi. Ora.
 Alessandro: Le ultime cose: che strade, che scelte hai fatto per arrivare fino a qui?
 Draghi: In realtà di scelte io ne ho fatte pochissime. È quello che dicevo prima: conta l’esperienza che tu stai vivendo ora, cerca di fare tutto quello che ti capita al meglio possibile. Uno dei pochi messaggi che ho avuto dai miei genitori è che più fai bene le cose, più sei libero di scegliere, o di non scegliere, perché poi la gente sceglie te. Questa è un po’ la cosa che io mi ricordo sempre. Devo dirti che non è che ho fatto piani, ho fatto quello che mi piaceva, ho lavorato tanto, mi sembrava di far bene, poi a un certo punto non mi sentivo più soddisfatto, ho cominciato a guardarmi intorno, ho fatto un’altra cosa, e così via… Quindi è importantissimo, almeno secondo me, quello che fai in quel momento lì, ed è lì che vedi te stesso: ce la fai, non ce la fai, sei a una partita, vinci, perdi… Identificarsi con quello che fate è la cosa più importante.
 Alessandro: Volevo chiedere anche, se vuoi, se puoi dare un consiglio… Per il futuro…
 Draghi: Cercate sempre di pensare a quello che state facendo. Farlo bene, divertirvi, e l’altra cosa che è molto importante per chi cerca la strada – perché un po’ tutti, anch’io la sto ancora cercando la strada, ma è chiaro che più si è giovani, più questa ricerca è difficile, perché non c’è una strada prima. Quindi il passato non vi aiuta, e nello stesso tempo è meglio, perché non avete tanti limiti. Però tutti quanti noi cerchiamo la nostra strada, quello che è importante ricordarsi è che voi siete la cosa più importante che avete. Quando voi prenderete una decisione, dovete sapere che siete voi quello che conta di più. Se vi sentite bene, se vi sentite soddisfatti, se vi sentite, come dicevo prima, identificati con quello che fate, coinvolti. Alcuni dicono che ci vuole grinta, io direi più che grinta ci vuole passione, dovete cercare sempre di trovare le cose che vi fanno appassionare e vi fanno divertire. Ho visto poco prima, ma tutti mi parevano molto appassionati, quelli che ho visto intorno al tavolo alzavano un attimo gli occhi per vedere chi ero e li riabbassavano.
 Lorenzo: Mi chiamo Lorenzo, ho 16 anni, anch’io frequento questo posto da molto tempo. La domanda che vorrei farle è: spesso la politica non parla degli argomenti che interessano i giovani, come il futuro e l’ambiente che ci circonda…
 Draghi: Non parla anche di cose che interessano tantissima altra gente oltre che i giovani. Quindi… Scusa, prego.
 Lorenzo: …Vorrei chiederle un suo consiglio su come farci sentire. 
Draghi: Hai perfettamente ragione. Effettivamente per tantissimi anni non si è capito che i giovani sono il futuro. Questo mondo sta diventando sempre più vecchio, che significa che i vecchi, gli anziani sono tanti, sempre di più, ma bisogna capire che il futuro sono i giovani, e sarà il mondo nel quale i giovani vivono. Da qui viene il clima, importantissimo, finalmente questo si è capito. Ora tutti i governi, tutti i paesi stanno investendo un’enorme enorme quantità di fondi nel migliorare le condizioni climatiche, nel ridurre le emissioni. E voi ci dite tutti i giorni che non è abbastanza. Giustamente, è fondamentale, perché così già con tutte le manifestazioni e i richiami che ci fanno i giovani, come avete visto i governi vanno lentamente. Per cui figuriamoci se non ci foste. Quindi questa è una prima cosa che bisogna fare. La seconda è investire sull’educazione, sul futuro. In un certo senso noi abbiamo avuto delle esperienze profondamente diverse rispetto a quelle dell’età vostra, nella mia gioventù stavo in un paese che cresceva fantasticamente bene, c’erano posti di lavoro per tutti, non c’era l’ansia, ecco. È cambiato tutto, non solo da noi, un po’ dappertutto. Per cui l’educazione è diventata molto più importante oggi: i primi anni della vostra vita, di relazione, la scuola, l’università, l’apprendistato, il lavoro, la tecnologia, l’ingegneria, le scienze sono diventate molto più rilevanti e importanti. E questo in un certo senso carica noi, specialmente chi sta al governo, di una responsabilità particolare, perché dobbiamo fare delle cose che non sono state fatte prima, e che dobbiamo fare in fretta perché voi crescete rapidamente. Bisogna farle in fretta e bisogna farne tante. E questo io l’ho detto il primo giorno, addirittura nel discorso del governo al Parlamento, ho detto proprio queste cose qui. Quindi l’impegno di questo governo c’è, ma non è solo il mio, un po’ tutti oggi l’hanno capito. Grazie.
 Minata: Mi chiamo Minata, ho 18 anni e sto quasi per finire il liceo, e personalmente ho anche un po’ paura per il mondo di dopo. E volevo sapere il suo pensiero, oltre che da governatore in Italia anche come uomo, su quello che sta succedendo adesso, soprattutto sulle decisioni da prendere per il presente, perché parliamo molto di futuro ma non parliamo molto del presente di oggi, e volevo sapere il suo pensiero soprattutto sulle decisioni da prendere per i giovani. Quindi cosa ne pensa lei del fatto che comunque, quando si prende una decisione, quando si è in riunione, dovrebbero essere presenti anche i giovani. Ma io adesso le faccio un esempio proprio a caso, il ddl Zan, oppure le scelte per i cambiamenti climatici, proprio in generale, ma più che da governatore anche da uomo.
 Draghi: Sì, è molto importante che le decisioni siano prese con i giovani. C’è stata una specie di grande riunione prima del G20 sul clima a Milano che si è chiamata Youth for Climate, i giovani per il clima, e sono venuti 450 giovani da varie parti del mondo, che avevano lavorato in piccoli gruppi, e hanno presentato i loro lavori. E lì è stato chiarissimo che queste decisioni bisogna prenderle con i giovani, perché poi alla fine siete le persone che avranno più conseguenze da quello che succederà sul clima e sull’ambiente. Abbiamo promesso che queste cose si devono fare con voi. 
Vi ringrazio molto ancora, devo dire che sono ammirato da quello che è stato fatto qui e da voi stessi, siete bravissimi.
 Presentatore: grazie a lei, soprattutto per la semplicità con cui ha voluto stare con i ragazzi. È il regalo più bello. 
Draghi: Grazie, ma io sono così, non è che mi cambiano.