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 2021  novembre 22 Lunedì calendario


Pillole e numeri sulla Rai

La settimana scorsa hanno suscitato polemiche e dibattiti le nuove nomine in Rai, la famigerata lottizzazione a favore della politica, tra i clamorosi esclusi e la delusione di chi si aspettava un rinnovamento rispetto ai vecchi metodi. L’azienda infatti fatica a stare al passo in un mondo dominato dalle piattaforme streaming e dall’informazione online. Il “carrozzone” nei numeri di Nicola Contarini. 

523,4 milioni
  L’indebitamento finanziario netto del gruppo Rai al 31 dicembre 2020. Nel bilancio semestrale pubblicato a giugno di quest’anno, questi debiti ammontano a 236,7 milioni, ma attenzione: è un importo superiore a quello registrato a giugno del 2020 (191,4 milioni).
  
-702,2 milioni
Di quanto si sono ridotti i ricavi della Rai in soli tredici anni (dal 2008 al 2020), come mostrato dall’ad Carlo Fuortes ai parlamentari della Commissione di vigilanza a ottobre. “Un calo del 22 per cento, imputabile alla riduzione delle entrate pubblicitarie, per 609,8 milioni di euro, e di altre entrate commerciali”.
  
11.536 
L’organico Rai alla fine del primo semestre del 2021, di cui 213 con contratto di lavoro a tempo determinato, dopo aver subito un decremento di 75 unità rispetto all’inizio del periodo (11.611 dipendenti di cui 161 a tempo determinato).
  
18 per cento
  I giornalisti impiegati nell’organico Rai, più di duemila dipendenti, a cui si aggiungono l’11 per cento di funzionari e quadri, il 2 per cento di dirigenti, l’uno per cento di orchestrali e il 68 per cento di altro personale.
  
785.000
  In metri quadri lordi, il patrimonio immobiliare Rai, che comprende circa 150 insediamenti sul territorio nazionale, tra proprietà e locazioni, a cui si sommano 11 uffici di corrispondenza in altrettante nazioni.
  
90 
In euro, il canone Rai annuale da pagare, bollato da Fuortes come “incongruo” in Commissione di vigilanza, perché troppo basso rispetto ai 312 della Svizzera, i 300 dell’Austria, i 220 della Germania, i 185 della Gran Bretagna.