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 2021  ottobre 14 Giovedì calendario


L’orrore delle metropolitane a Roma

Quello sul sito aziendale di Atac (e sull’account twitter @infoatac) somiglia più a un bollettino di guerra: ogni giorno, su una delle tre linee metro di Roma, sono decine gli ascensori, le scale mobili o i montascale fermi. Stop che durano mesi e mesi e in cui si confondono le misure anti Covid, i fermi per lavori in corso o da fare e gli stop in attesa di collaudi. 
Abbiamo chiesto ad Atac di specificare quali impianti siano stati fermati per consentire il rispetto delle norme antipandemia, quali per i lavori e quali in attesa di collaudo. Abbiamo anche chiesto all’Azienda di indicare quali lavori sono programmati sulle varie scale, quando partiranno e finiranno, e quando sono stati richiesti i collaudi agli uffici ministeriali competenti: ma Atac a queste domande non risponde e glissa.
  Di sicuro ci sono un paio di punti fermi: ad aprile scorso, in una delle ultime commissioni Mobilità, gli impianti fermi erano 186. A fine luglio, il totale è sceso a 139. 
In mezzo, il 24 maggio, l’ordine del sindaco uscente, Virginia Raggi, di riaprire tutti gli impianti che erano stati chiusi per irreggimentare i flussi di entrata e uscita dalle metro in ossequio alle norme Covid. Solo che rimangono ancora 18 impianti fermi per il Covid: 5 a Termini e uno a Flaminio. Sulla linea B, se ne contano uno a Colosseo, due a Piramide, tre a Magliana. Per la B1 due scale sono ferme per Covid a Libia mentre per la linea C il computo recita: 2 a Mirti e uno ciascuno a Teano e Pigneto. 
La seconda lista di scale e ascensori fermi è quella degli impianti sotto lavori. Qui, l’elenco è molto più lungo e, da Atac, anche molto meno trasparente. Partiamo dalla linea A. Dieci impianti fermi, tutti in attesa di revisione generale o straordinaria, ovvero di un intervento che non rientra nelle emergenze ma nella programmazione. Che, evidentemente non c’è stata: per la linea A, uno a Termini, uno a Flaminio, due a Barberini e altrettanti a Repubblica. Infine, 4 impianti fermi a Manzoni. 
Passando alla linea B, il totale delle scale ferme è di 43 in 10 stazioni. Riaperta Castro Pretorio, dopo oltre un anno di attesa, rimane sbarrata la stazione Policlinico, quella che serve sia l’Umberto I che l’Università la Sapienza, chiusa dal 29 novembre 2020 per fine vita delle scale mobili. La “fine vita” arriva dopo 30 anni di servizio: tutti i diversi “impianti di traslazione” come li chiama Atac, cioè scale mobili, ascensori, montascale o tapis roulants, vanno completamente sostituiti. La competenza non è di Atac ma, trattandosi di manutenzione straordinaria, è del Comune proprietario delle infrastrutture. Da oltre un anno ci sono 6 impianti a Tiburtina – per inciso, la stazione dell’Alta Velocità di Roma e la seconda stazione per importanza della Capitale – 11 a Bologna, 8 a Piramide, 2 a Santa Maria del Soccorso, Pietralata, Monti Tiburtini e 3 a Quintiliani fermi per “fine vita tecnica”. Vanno poi aggiunti due impianti a Ponte Mammolo – altro nodo di scambio per i pullman Cotral della zona Est dell’hinterland – chiusi in attesa di revisione speciale. Questo era il quadro a luglio scorso: esattamente lo stesso di aprile.
  Passando, infine, alla metro C, qui siamo messi un po’ meglio: solo 7 impianti sono fermi. Tre a Grotte Celoni, due a Pantano e uno ciascuno a Lodi e Mirti. Anche qui, però, un quadro invariato fra aprile e luglio. Tutti in attesa di revisione speciale o di verifiche dell’ufficio del Ministero dei Trasporti.
  Terza voce: gli impianti fermi per manutenzioni “ordinarie”. Per la A, 9 a Termini; 7 a Baldo degli Ubaldi (una delle 5 stazioni chiuse per mesi per la verifica ventennale); tre a San Giovanni; due a Cornelia; una ciascuna a Battistini, Cipro, Valle Aurelia, Spagna, Manzoni, Ottaviano, Subaugusta, Ponte Lungo. Sulla B/B1, siamo a 10 impianti fermi: 4 a Libia, due a Basilica San Paolo e uno ciascuno a Piramide, Colosseo e Jonio. Tre sole ferme sulla C: due a Parco di Centocelle e una a Torre Spaccata. 
Il nuovo Sindaco dovrà per forza partire da qui: magari da Termini, la più martoriata stazione della metro con 15 impianti fermi, tutti rifatti nel 2012.