Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2021  settembre 14 Martedì calendario


Energia alle stelle

Bruxelles. Venerdì l’Amministrazione Biden ha avvertito che se il prossimo inverno sarà freddo potrebbero esserci “vite in gioco” nell’Unione europea a causa di riserve insufficienti di gas. Il prezzo di una tonnellata di CO2 del sistema di scambio di quote di emissioni (Ets) a settembre ha superato i 60 euro, il livello più alto mai raggiunto e il doppio rispetto alla fine del 2020. L’aumento del prezzo del gas spinge verso l’alto il prezzo del petrolio e gli effetti si fanno sentire ai ditributori di benzina. Il prezzo dell’elettricità cresce sempre più in Italia, Germania, Francia, Spagna e Italia, come ha confermato il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. L’Ue non ha ancora iniziato a discutere dei provvedimenti proposti dalla Commissione di Ursula von der Leyen per mettere in pratica il Green deal. Ma l’improvvisa impennata dei prezzi energetici delle ultime settimane, determinata da diversi fattori, sta diventando un laboratorio in miniatura del futuro che attende i cittadini europei. E mette i governi di fronte a un dilemma: tutti parlano dei benefici di lungo periodo della decarbonizzazione, ma quanti rischi politici sono disposti a correre nel breve periodo per realizzare gli obiettivi climatici? L’aumento del prezzo dell’energia crea “agitazione nelle nostre popolazioni” e porta a “pressioni sui governi affinché prendano misure per minimizzare l’impatto sui redditi delle famiglie e la competitività delle imprese”, ha detto sabato il ministro spagnolo delle Finanze, Nadia Calviño, a margine dell’Ecofin. I fattori che spingono i prezzi dell’energia, per ora, sono solo parzialmente legati alle politiche climatiche dell’Ue. La ripresa economica post Covid e la domanda di gas dall’Asia alimentano il rialzo ovunque. La Russia ha tenuto artificialmente alto il prezzo del gas e le sue forniture durante l’estate (quelle necessarie agli stock invernali europei) sono state molto più basse che in passato. Amos Hochstein, consigliere per la Sicurezza energetica al dipartimento di stato americano, ha detto al Financial Times di essere “preoccupato” perché, se ci sarà “un inverno davvero freddo a gennaio e febbraio”, le forniture potrebbero non essere garantite e “in gioco c’è la vita delle persone”. Nel frattempo, la Commissione sta ritirando una parte di quote gratuite dal sistema Ets per ottenere ciò per cui il sistema era stato pensato: aumentare il prezzo della CO2 e incoraggiare l’industria a investire in tecnologie più pulite. Il pacchetto “Fit for 55” per ridurre le emissioni del 55 per cento entro il 2030 prevede un rafforzamento del sistema Ets. Parlamento europeo e governi hanno stanno iniziando a negoziare solo ora. Una delle principali innovazioni è la sua estensione al settore auto e al riscaldamento domestico. La Commissione ha proposto un Fondo sociale climatico per le famiglie con redditi più bassi che non basta ad allentare i timori di una rivolta stile gilet gialli in Francia. “Dobbiamo essere molto consapevoli della necessità di adattare i nostri quadri legali per garantire di evitare situazioni come quella che stiamo vivendo ora, con un aumento molto forte nei prezzi di CO2 e gas”, ha avvertito la spagnola Calviño. In Spagna i consumatori hanno subìto aumenti nella bolletta del 40 per cento. Il ministro tedesco Olaf Scholz, che guida la Spd in Germania ed è favorito per diventare il prossimo cancelliere, nell’ultimo dibattito ha promesso politiche “moderate” perché non è favorevole a far pagare “rapidamente” molto di più alle imprese. In Polonia, in un’intervista a Dziennik Gazeta, il premier Mateusz Morawiecki ha annunciato di voler mostrare nelle bollette elettriche i costi aggiuntivi della politica climatica dell’Ue “in modo che la gente sappia”.