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 2021  settembre 14 Martedì calendario


Fa’ la brava, mamma

Roma. I bambini camminano per mano accanto ai genitori, i più riottosi vengono trascinati per la giacca, o per lo zaino. Alcuni scuotono la testa o piangono, altri addirittura puntano i piedi e non vogliono più andare avanti. I bambini allora si fermano, con pazienza, guardano i genitori negli occhi e promettono che, se faranno i bravi anche al lavoro, stasera andranno tutti insieme a mangiare la pizza, e prima a comperare altri quaderni bellissimi che cambiano colore se li muovi, forse un astuccio nuovo, e anche a prendere un gelato. Però adesso bisogna andare, non si può arrivare in ritardo il primo giorno di scuola, e tu mamma devi correre in ufficio, ti aspettano tutti, dai che ti diverti. La mamma no, per la verità non si diverte. La mamma non sa più mettere neanche la merenda nello zaino e ha fatto uscire l’acqua dalla borraccia, il diario si è bagnato. La mamma, che ha aspettato questo giorno come si aspetta il Natale, con tutte le lucine accese, pensava di provare un grande sollievo e invece non ci capisce più niente, sbaglia l’orario di ingresso, scambia la succursale con la sede principale, non ha firmato l’autorizzazione per le uscite autonome da scuola, verrà per questo rimproverata dall’insegnante nel pomeriggio, ma adesso punta i piedi appena vede, da lontano, la piccola folla di genitori in tripla fila e euforici davanti a scuola: sono i genitori che ce l’hanno fatta. Che hanno stirato il colletto della camicia bianca e fatto video della vestizione e video anche dell’interno dello zaino, spettacolare, con i quaderni in ordine cromatico, e video del tragitto da casa a scuola con colonna sonora di Bob Dylan. I genitori con l’abbronzatura delle vacanze che non scolora, perché c’è sempre tempo per un penultimo tuffo ma soprattutto perché hanno risolto anche simbolicamente questo speciale primo giorno di scuola, attribuendogli il giusto significato dell’inizio della nuova vita dopo diciotto mesi di intermittenza, lockdown e litigi sulla connessione che cade e sul sugo per la pasta. Eccoli i genitori sensati, come quei bambini perfetti che il primo giorno di scuola materna non fanno storie, salutano con la mano, si mettono a giocare tranquilli e dopo pranzo fanno anche il riposino sul letto a forma di nuvola. Invece questa mamma dice no io non voglio. È nel panico e non sa se mettersi la mascherina, toglierla, lanciarla per terra e saltarci sopra a piedi uniti. Non sa dove parcheggiare, dove fermarsi, non sa dove nascondersi per non salutare nessuno, non sa che cosa dire e soprattutto non sa dove andare, dopo. O meglio, lo sa ma non riesce ancora a crederci. Come lei, altri genitori insensati e fuori sincrono vengono consolati dai figli: un padre è uscito con addosso i pantaloni del pigiama e i sandali sotto la camicia inamidata, perché non è più abituato al mattino presto del vivere civile, e adesso piange abbracciato a una bambina che fa cenno agli altri ragazzini di andare, lei li raggiungerà tra un momento. La bambina alza gli occhi al cielo perché si vergogna e anche perché loro, i ragazzi, non hanno più tutto questo tempo da perdere e vogliono correre dagli amici, ora che si può di nuovo avere degli amici. Mamma, oggi pomeriggio posso invitare a casa Marco, Luigi, Manfredi, Giovanni, Caterina, Maddalena e Lucrezia? Mamma, facciamo un PowerPoint e tu ci aiuti a trovare le foto. Mamma, non fare così, la professoressa ci sta guardando. Allora era questa la vita, prima. Allora adesso è ricominciata davvero. Diciamo tutti insieme: evviva. Buongiorno ragazzi, buongiorno professori, buongiorno cari colleghi. Bisogna essere allegri e non fare i capricci, hai capito? Fai la brava mamma, così poi quando torno ti porto un regalo.