Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2020  ottobre 17 Sabato calendario


Un islamista diciottenne decapita un professore francese

Venerdì verso le cinque di sera a Eragny-sur-Oise vicino a Parigi un diciottenne ha decapitato in mezzo alla strada un professore di Storia che aveva mostrato in classe in un liceo vicino le vignette satiriche su Maometto pubblicate da Charlie Hebdo. L’uomo ha poi messo su Twitter una foto della testa mozzata preceduta dalla formula “In nome di Dio il più misericordioso” e ha rivendicato l’uccisione: “Da Abdullah, servitore di Dio, a Macron, leader degli infedeli, ho giustiziato uno dei tuoi cani dell’inferno che aveva osato prendere in giro il Profeta”. “È monsieur Paty”, commenta in un secondo tweet sotto la foto del decapitato come se lo conoscesse – l’account è stato subito sospeso. La polizia lo ha trovato sul posto ancora con il coltello in mano che lanciava minacce e lo ha ucciso perché non si è arreso. Nei primi momenti girava l’informazione che indossasse una veste esplosiva e sul posto sono arrivati gli artificieri, ma non è stata confermata. In questi anni molti terroristi prima di entrare in azione hanno indossato finte vesti esplosive per fare più paura, farsi uccidere dalla polizia e ottenere il martirio. Come molti altri terroristi, secondo i media locali l’assassino era già conosciuto dai servizi di sicurezza della Francia, che ha una lista con migliaia di persone di fede musulmana considerate pericolose per le loro idee estremiste. Era nato a Mosca, su Twitter si chiamava al Ansar, in arabo il partigiano/ l’uomo che offre sostegno, e come sigla aveva “Ceceno 270” – quindi si può pensare che facesse parte della minoranza di origine cecena che risiede in Francia. 
Il riferimento a Macron si spiega con il discorso programmatico che il presidente francese ha tenuto tre settimane fa per denunciare il separatismo islamista in Francia. Macron aveva citato proprio la scuola come uno strumento per integrare i musulmani “perché la scuola deve trasmettere i valori della Repubblica e non quelli di una religione, formare cittadini e non fedeli”. 
 
Il professore di Storia aveva mostrato le vignette per una discussione in classe sulla libertà d’espressione. Alcuni studenti di origine musulmana si erano lamentati nei giorni scorsi. Un padre aveva detto in un video che circolava sui social che la figlia era stata sospesa per due giorni perché aveva parlato contro il professore e lo aveva accusato di avere mostrato la foto di un uomo nudo in classe e di avere detto che era il profeta Maometto. Ma qualsiasi legame con le vignette di Charlie Hebdo in Francia è molto pericoloso. Quattro settimane fa un altro diciottenne, questa volta pachistano, ha attaccato con una mannaia due persone che si trovavano in Rue Nicolas-Appert, dove c’era la vecchia sede del giornale satirico, quella dove i due fratelli Kouachi avevano massacrato dodici persone in nome di al Qaida nel gennaio 2015. Aveva deciso di attaccare perché Charlie Hebdo aveva pubblicato alcune nuove vignette in occasione dell’apertura del processo per la strage. Le vignette francesi avevano scatenato grandi manifestazioni in Pakistan.