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 2020  settembre 16 Mercoledì calendario


Un’altra Pietà rivisitata e i soliti razzisti da tastiera

Ho un déjà-vu. La Pontificia accademia per la vita, i cui tweet di solito conseguono numeri risicati, tre timidi cuoricini qua, uno sporadico retweet là, ha sbaragliato l’internet postando un’immagine della Pietà di Michelangelo però con un ragazzo africano al posto di Gesù. Eppure mi pare di averla già vista. All’immagine sono seguite innumerevoli reazioni di protesta da parte di utenti dei social, equamente suddivisi fra puristi del michelangiolismo, cristiani solo quando lo dicono loro e, fatalmente, razzisti da tastiera.
Eppure anche queste reazioni mi pare di averle già lette, quindi vado a controllare. Ed ecco che, due anni fa, la stessa immagine aveva scatenato gli stessi commenti quando il ragazzo africano abbandonato fra le braccia della Madonna, ossia la Pietà di Fabio Viale, era stata esposta alla Galleria Poggiali di Milano.
All’epoca avevo scritto proprio qui che, se qualcuno si scandalizzava, non aveva letto bene queste parole del Vangelo di Matteo: “Ogni volta che avete fatto una di queste cose a uno dei miei fratelli più piccoli, l’avete fatta a me”; e avevo commentato che è Gesù stesso a insegnarci che possiamo riconoscere veramente la sofferenza di ciascun uomo collocandola al posto della sua. Lo so che l’ho già scritto e che adesso avete un déjà-vu anche voi; ma, se il Vangelo dice le stesse cose da duemila anni, non è che posso cambiare idea io solo perché nel frattempo ne sono trascorsi altri due.