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 2020  settembre 15 Martedì calendario


Parla lo spin doctor Daniel Fishman

Il guru, lo stregone, lo spin doctor, l’uomo che fa vincere le elezioni. Insomma, lei chi è? “Uno stratega, uno storico che guida un piccolo commando di persone tutte scelte fuori dal mondo della comunicazione. Nessuna università può insegnare il garbo e la sensibilità”. È vero che se Stefano Bonaccini si veste adesso come un hipster è tutta colpa sua e della sua società Consenso? “Se Stefano ha vinto non è certo merito degli occhiali a goccia. Non siamo una banda di ottici e di parrucchieri. È vero però che abbiamo fatto di lui un’icona”. Si chiama Daniel Fishman e assicurano faccia miracoli elettorali. 
Ha seguito le campagne (vincenti) di Marco Marsilio in Abruzzo, di Bonaccini in Emilia-Romagna e nelle Marche cura quella del candidato Pd, Maurizio Mangialardi, mentre in Puglia è convinto di portare al successo Raffaele Fitto che si è lasciato crescere i capelli che neppure da ragazzo hai mai portato tanto lunghi. Dopo Bonaccini ci prova dunque pure con lui? “Proviamo a raccontare Fitto prima di Fitto, prima della morte del padre che di fatto ha interrotto la sua giovinezza”. E i capelli? “Un suggerimento della moglie. Le aveva promesso di lasciarli crescere e di non candidarsi”. E invece si è candidato. “E insieme sono bellissimi. Veri. Stanno girando la Puglia in automobile. Fitto l’ho conosciuto una sera, a Roma, a cena. Ricordo di avere dimenticato le chiavi di casa. ‘Tieni, prendi le mie’. Mi fece dormire a casa sua. Fitto è questo, non gioca con l’epica come Michele Emiliano”.
In Toscana si sussurra siano di Fishman le tecniche che stanno permettendo a Susanna Ceccardi di avvicinarsi a Eugenio Giani. Fishman potrebbe quindi restituire alla destra, In Toscana, il favore che ha fatto alla sinistra, in Emilia. C’è davvero la Consenso dietro questo presunto recupero? “Sulla Ceccardi non confermo e non smentisco”. Vincerà quindi la Ceccardi? “Vincerà la Ceccardi”. Racconta che Giani lo ha cercato e che per sei mesi si sono sentiti ma poi è saltato tutto. Il motivo? “Ha preferito gli americani. Sono loro che parlano di guru, una parola che trovo orribile. Costano tanto e valgono poco”.
E però, il suo cognome è americanissimo ed evocativo: pescatore di uomini. Fishman è nato in Inghilterra ma a quattro anni si è trasferito in Italia e ha vissuto fra Milano e Roma. Il padre (“uno straordinario novantacinquenne che mi segue e viaggia con me alla scoperta dell’Italia”) ha lavorato nel settore tessile mentre la madre è stata insegnante di danza classica. La politica come entra nella sua vita? “È una antica passione. Ho girato oltre cinquanta paesi, visto molto. Sono vecchio”. Ha infatti 59 anni, studiato lettere a Milano con lo storico Enrico Decleva, ed è autore di saggi sull’ebraismo, sugli italiani d’Egitto “e poi sarei anche interista”. Si è formato, dice lui, nel “riformismo milanese”, quello di Carlo Tognoli. In pratica è di sinistra. “Ho le mie idee. Mi piace definirmi un liberal. Ma non ho pregiudizi”.
Tra le campagne elettorali che ha seguito c’è anche quella di Oscar Giannino e della sua Fermare il declino che dice è stata difficile perché lì “bisognava abbassare un candidato che per competenza era altissimo”. È insomma il guru larghe intese? “Non accetto tutto. Oggi possiamo permetterci il lusso di rifiutare. I populisti ad esempio non mi piacciono. Con la Consenso abbiamo detto no a candidati aggressivi e che portavano avanti politiche discriminatorie”. E la Ceccardi cos’è? “Ho detto che sulla Ceccardi non confermo e non smentisco. In ogni caso sarebbe un candidato di coalizione”.
Anche la Consenso è una coalizione. Il congiunto di Fishman è Fabrizio Masia, l’esperto di flussi elettorali, direttore di Emg Acqua, il sondaggista più amato dagli italiani che amano Enrico Mentana. Dice che alla Consenso lavorano “tatuatori, allevatori di cani, esperti di musica lirica e di ricevimenti”. Tra le ultime arrivate c’è anche Veronica Crippa che in questi anni si è misurata con l’impossibile: rendere simpatico Davide Casaleggio. Finiranno anche i parlamentari del M5s per rivolgersi alla Consenso? “No, almeno fino a quando impera Casaleggio. Inoltre non potrei raccontarli. Per me uno non vale uno, ma uno è più speciale di un altro”. Pure il suo metodo è speciale. Ha ingaggiato due coppie di creativi, una di destra e l’altra di sinistra, che inverte a secondo del candidato. Per il candidato di destra usa pensieri di sinistra e per la sinistra mette al servizio pensieri di destra. Funziona? “Sì, perché sono costretti a trovare i punti di forza, a ragionare”. 
C’è la convinzione che Matteo Salvini abbia cambiato comunicazione e che faccia il moderato ma non si capisce ancora se sia la speranza dei giornali o un’astuzia di Salvini. Secondo lei? “Ha cambiato sul serio e non parla di spallata perché sa benissimo che gli italiani non vogliono un cambio di governo. In Emilia ha offuscato la Borgonzoni. In Toscana non sta commettendo lo stesso errore anche perché la Ceccardi ha più spessore della Bergonzoni”. Giorgia Meloni ha più spessore di Salvini? “È più efficace. È più preparata, studia, ed è più veloce nei collegamenti. Può non piacere ma a destra è la più brava”. E a sinistra? Cosa accadrà dopo le regionali? Non è lei lo stratega? “Ma i giornalisti siete voi e dunque prevedo che busserete alla porta di Bonaccini”.