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 2020  marzo 24 Martedì calendario


Arbasino e Gadda

(…) Con “Fratelli d’Italia” (romanzo scritto e riscritto tre volte dal 1963 al 1991, per farlo sempre più bello) non c’è pericolo. Subito entra in scena un giovanotto non ancora laureato, felice proprietario di una macchina sportiva: “La MG nuova me l’hanno presa lo stesso, celeste-pervinca come i miei begli occhi. Come del resto è anche giusto: tanto, mio papà ha più di dieci milioni di franchi al Crédit Suisse, un boccon di pane non dovrebbe mancare mai”. Partono per un grand tour estivo fatto di spiagge e di amorazzi, di spettacoli, di progetti artistici più o meno velleitari, arricchiti da chiacchiere scanzonate, guai a prendersi sul serio. Una bomba scagliata contro il neorealismo (se ne sentiva un gran bisogno, ma non è bastato a sradicarlo).
 Se quasi 1.400 pagine vi spaventano, anche in quarantena, c’è “L’ingegnere in blu”: ritratto maneggevole e irrispettoso di Carlo Emilio Gadda, passeggero spaventato dalla velocità che meditava di tirare il freno a mano della Spider. Davanti a un night club dove gli amici lo volevano trascinare chiese spaventato: “Si sarà tenuti a danzare, all’interno?”.