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 2019  ottobre 09 Mercoledì calendario


Calice e porcello. Che delusione questa Lega sovranista che non sa difendere né il prosecco né il tortellino

Che delusione i leghisti. Che delusione Zaia. So perfettamente che dai politici, umani troppo umani, non ci si deve aspettare nulla, però in quanto sovranista, sebbene non votante, e magari anche in quanto cripto-leghista, come qualcuno mi ha definito da qualche parte credendo di insultarmi, pensavo che per salvare la civiltà del maiale e del vino, ossia la civiltà nostra, si dovesse fare giocoforza riferimento a loro. Poveri tortellini col tradizionale ripieno suino e poveri vini, dunque. Perché l’onore della Lega in fatto di identità enogastronomica è alquanto intaccato. Ho passato la primavera-estate a disperarmi, anche su queste pagine, per le cattive abitudini alcoliche di Matteo Salvini, solito a trangugiare birra, alcolico alieno e alienante dal punto di vista religioso (odinico anziché cristiano), dal punto di vista culturale (nordeuropeo anziché italiano), dal punto di vista economico (ingredienti importati anziché prodotti in loco). È arrivato l’autunno e sono qui a disperarmi per la notizia di un Luca Zaia che fin dal 2017 promuove il prosecco analcolico per la clientela islamica. Non ne sapevo nulla. Non avrei mai voluto saperne nulla. Chiaramente l’episodio è stato rivangato non per amore della verità ma a fini polemici, per deridere la difesa leghista del tortellino bolognese, specialità cristiana relativizzata dall’arcivescovo Zuppi che ha benedetto entusiasta il tortellino islamofilo con ripieno di pollo. E chiaramente considero più grave il gesto di Zuppi rispetto a quello di Zaia: un pastore di anime ha una responsabilità più grande di un presidente di regione, il cristianesimo è più importante della democrazia, ciò che in politica risulta banale slealtà, in religione diventa devastante apostasia. Ma certo la credibilità della Lega ne risulta minata.
Non vorrei entrare nel merito del prodotto prosecco se non fosse che l’occasione è troppo ghiotta. Non vorrei fare arrabbiare Zaia più di quanto già si arrabbierà, e poi ci sono amici dalle parti di Valdobbiadene che ormai pensano ce l’abbia con loro e non credono che stia invece cercando di salvarli da una tracotanza rovinosa, da un’ubriaca volontà di onnipotenza, dalla folle idea di spezzare le reni alla concorrenza con seicento milioni di bottiglie alla maniera degli otto milioni di baionette. Ma dopo il prosecco analcolico e dopo quell’altro mostro del prosecco rosé, cosa vogliono inventarsi per la completa trasformazione di un vino veneto in barzelletta internazionale? Il prosecco in lattina? Il prosecco in polvere? Il prosecco in flebo? Il prosecco in crema da degustarsi al cucchiaio, come fosse tiramisù? Queste, per quanto suonino deliranti, sono semplici ipotesi di marketing, mentre ovviamente il cuore del problema è morale: si può credere nel conservatorismo leghista? Se Zaia, come suppongo, nella Lega rappresenta qualcosa, la risposta è no. Poche settimane fa gli amici leghisti o ex leghisti di Padova, in preda allo sconforto, mi hanno mandato il link di “A vendemmiare comincia tu!”, video patrocinato dal Consorzio di tutela Conegliano Valdobbiadene Docg. Se avete stomaco guardatelo anche voi: al ritmo di Raffaella Carrà, fra le vigne dell’onnipresente metastatico prosecco, vedrete uomini ammiccanti con parrucche fucsia, vedrete signori baffuti che si baciano, vedrete donne che si baciano, vedrete Zaia, sempre lui, che si presta a un imperdonabile cameo. Ho pensato di avere le traveggole. L’ho guardato due volte, tre volte, ma purtroppo i signori baffuti continuavano a baciarsi, e purtroppissimo Zaia continuava a ridere e a brindare. Mi sono domandato e ridomandato cosa abbia spinto un politico astuto in mezzo a consimile orgia di Sodoma (non tirerei in ballo Dioniso): forse il desiderio di bilanciare il rosario di Salvini? Oppure è la cupio dissolvi che spesso colpisce i potenti da troppo tempo al potere?
Ho tanti dubbi e una sola certezza: se la difesa del tortellino col ripieno di maiale diventerà un’esclusiva leghista, il tortellino col ripieno di maiale è spacciato.