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 2013  aprile 08 Lunedì calendario


In morte di Ruth Prawer

Ruth Prawer nacque il 7 maggio 1927 a Colonia. I genitori erano ebrei. Il padre, avvocato, era scappato dalla Polonia russa per evitare la coscrizione. Nonostante fossero già stati arrestati e rilasciati nel 1934, i Prawer non abbandonarono la Germania che nel 1939. Ripararono in Inghilterra. Nel 1948 il padre si uccise, venedo a sapere che i molti parenti che si erano fermati in Olanda erano morti in campo di concentramento. Ruth non parlò più tedesco, studiò e scrisse in inglese. A Londra incontrò un giovane architetto parsi di nome Cyrus Jhabvala. Lo sposò e lo seguì a Delhi. L’India la incantò. Nel 1955 pubblicò il primo romanzo, “Or To Whom She Will”, la storia di una giovane indiana che la famiglia vuole sposare a un uomo che non ama. L’anno dopo ritornò sul tema con “The Nature of Passion”. Per ottenere i diritti cinematografici di “The Householder” (1960), il produttore Ismail Merchant e il regista James Ivory volarono a Delhi. Ruth si negò, finse di essere la suocera di se stessa, poi capitolò: in otto giorni stese la sceneggiatura del “Capofamiglia”. Fu l’inizio di una collaborazione a tre che sarebbe durata trent’anni. Più che alla società indiana Ruth si interessò ai rapporti degli espatriati in India. In “Shakespeare Wallah” (1965) raccontò la storia vera di una famiglia di attori girovaghi inglesi che cercano di sbarcare il lunario senza perdere in dignità nei primi tempi dell’indipendenza indiana. In “Guru” (1969) scrisse di una rock star inglese, in India a scuola di sitar. “Racconto di Bombay” (1971) lo ambientò nel vivace mondo del cinema indiano. Nel 1975 pubblicò “Calore e polvere”, scritto in un momento di rifiuto per tutto ciò che era indiano. Il suo corpo reagì male. Soffrì di epatite e di gravi attacchi d’asma. Decise di lasciare Delhi e di trasferirsi a Manhattan. Anche il nuovo libro sarebbe diventato un film di Ivory. Per la sceneggiatura Ruth avrebbe vinto nel 1984 il premio Bafta. Il marito non l’avrebbe raggiunta che dieci anni dopo. Ismail Merchant e James Ivory divennero la sua famiglia. Vissero nello stesso palazzo, condivisero la tavola e continuarono a realizzare film insieme. Nel 1979 Ruth trasse una sceneggiatura da “Gli europei” di Henry James. Nel 1984 fu la volta dei “Bostoniani”, sempre di James. Con “Camera con vista”, dal romanzo di E. M. Foster, il trio raggiunse la grande popolarità. Ismail Merchant ebbe la nomination all’Oscar per il miglior film, James Ivory per la miglior regia. Per la sceneggiatura Ruth Prawer Jhabvala l’Oscar lo vinse. E’ morta mercoledì 3 aprile.